Carlo Verdone oggi compie 70 anni: “Un sacco belli”

L’hippie Ruggero Brega, il candido Leo Nuvolone, l’impacciato Mimmo, l’ispirato Don Alfio, l’esasperante professore Raniero Cotti Borroni, i coatti Armando Feroci e Moreno Vecchiarutti, il lucano emigrato in Germania Pasquale Ametrano, il maniacale e ipocrita Callisto Cagnato, il logorroico e ipocondriaco Furio Zòccano. Sono solo alcuni dei personaggi di culto, entrati nell’immaginario collettivo e nella storia del costume del nostro Paese, interpretati da Carlo Verdone, l’attore e regista romano, nel suo caso i due ruoli sono inseparabili, che compie 70 anni proprio oggi, 17 novembre.

Figlio del critico Mario, che lo bocciava agli esami di Storia del Cinema alla Sapienza, Verdone si diploma in regia al Centro Sperimentale della Capitale ed esordisce sotto il segno di Sergio Leone. Il maestro del western all’italiana lo chiama dopo averlo visto a teatro nel 1977 e decide di produrre “Un sacco bello” (1980), opera prima che arriva in seguito al grande successo dei suoi personaggi nel varietà televisivo ‘Non stop’.

 

Operazione alle anche

 

Questa estate, essendosi sottoposto ad una doppia operazione alle anche (in contemporanea, pur di non affrontare una doppia anestesia), ha deciso di raccontarla sui social, spiegando che negli ultimi anni gli era diventato quasi impossibile camminare dal dolore, per dare coraggio a chi si trova ad affrontare lo stesso problema.

 

Spesso medici e psicoterapeuti nei suoi film

Di ansia e di dimestichezza con l’uso di medicinali e con percorsi di psicoterapia per tenerla sotto controllo, Verdone ha spesso parlato anche nei suoi film, in particolare ‘Maledetto il giorno che t’ho incontrato’ del 1992 (dove sia il giornalista Bernardo interpretato da Verdone che l’attrice Camilla interpretata da Margherita Buy fanno largo uso di antidepressivi ed ansiolitici) e ‘Ma che colpa abbiamo noi’ (dove i partecipanti ad un gruppo di psicoterapia decidono di proseguire in autogestione dopo la morte dall’anziana analista). Oltre che il macchiettistico professor Raniero Cotti Borroni del tormentone telefonico “no, non mi disturba affatto” del suo ‘Viaggi di nozze’, Verdone è stato anche un pediatra in ‘Manuale d’amore 1’ del 2005 e un dentista in ‘Italians’ del 2009, entrambi film diretti da Giovanni Veronesi.

Nell’ultimo nei panni di un chirurgo

Ma è nell’ultimo film, ‘Si vive una volta sola’ la cui uscita è bloccata da fine febbraio a causa della pandemia, che Verdone ha coronato il sogno di mettersi nei panni dello stimato chirurgo in carriera, il professor Umberto Gastaldi, scelto persino dal Vaticano per un intervento al papa.

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