The Young Pope: stasera le ultime 2 puntate, ma ci sarà il secondo anno (teaser)

È quasi arrivata alla fine l’avventura di The Young Pope, il film di Paolo Sorrentino che ha ottenuto un grande successo su Sky e si appresta a varcare i confini italiani. Stasera, venerdì 18 novembre, ci saranno le ultime due puntate.

Ma intanto è qualcosa più di un sussurro la notizia che si sta già preparando il secondo anno della fiction di Sorrentino. E vi accenna anche Armando Pizzuti, uno dei personaggi che Janna Carioli ha intervistato.

L’intervista pubblicata l’11 novembre

A quattro episodi dalla fine The Young Pope è già un grande successo televisivo. Stasera, con altre due puntate, la settima e l’ottava, ci sarà il penultimo venerdì. Ma è già annunciata una seconda serie. Abbiamo provato a guardare dietro le quinte, parlando con Armando Pizzuti (nelle foto sotto), un giovane attore che, oltre a interpretare un piccolo ruolo in “The Young Pope”, ha collaborato come casting assistent con la White Side, il partner italiano che assieme alla HBO a Canal Plus e a Sky International ha realizzato la fiction che ogni venerdì incolla migliaia di telespettatori al televisore.

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Armando, com’è stare sul set di una grande produzione internazionale?
Entusiasmante. I soli provini sono durati otto mesi. Oltre al cast principale, che è stato scelto direttamente dal regista, bisognava trovare le facce giuste dei cardinali che, nella realtà, provengono dai quattro angoli della terra, perciò è stato un lavoro davvero impegnativo. Dovevamo trovare attori per 105 ruoli importanti, più le comparse.

Tu come sei stato scelto per il ruolo di un giovane prete?
Mi ha scelto direttamente Sorrentino. Ovviamente durante le riprese ero nervosissimo. Ci mancava solo che sbagliassi la mia unica battuta!

Che hai dovuto pronunciare in inglese, giusto?
Sì. La versione originale di “The Young Pope” è  in inglese. Per fortuna, in quella lingua me la cavo bene, avendo vissuto anche un anno in America.  Silvio Orlando, che non lo parla fluentemente e ha dovuto recitare buona parte dei suoi dialoghi in inglese, è stato straordinario. Non so come abbia fatto. Del resto i grandi attori sono così.
A chi ne ha voglia, consiglio di guardare le puntate anche in voice over. È davvero interessante vedere le differenze. La cosa curiosa è che sugli schermi americani “The Young Pope” arriverà a gennaio. Attualmente è in onda solo in Europa.

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Parliamo di grandi attori. Com’è Jude Low? E com’è Diane Keaton?
Sono incredibilmente “normali”. Gentili, cordiali.  Non si danno arie da star, non fanno capricci. Diane Keaton si concentra ascoltando musica con le cuffiette. Assistere a scene girate da loro equivale a fare dieci corsi di recitazione.

America e Italia, due modi diversi di produrre?

Diversissimi. In America le produzioni sono delle macchine da guerra. Non è contemplata la parola “ritardo”. Tutto deve filare liscio come l’olio.

Non si sgarra di un minuto. Ho avuto  l’occasione di collaborare con Ben Afflek. È stata un’esperienza illuminante. In Italia noi abbiamo dei grandi artisti, come Sorrentino, appunto,  ma la differenza sta nel livello medio dell’impegno economico e produttivo.

Negli Usa anche quello delle piccole serie, è altissimo.  C’è anche un grande rispetto per gli attori e per gli sceneggiatori. Anche un grosso produttore, se gli scrivi, ti risponde. Pensa che esiste una legge che impone alle agenzie di non rivelare l’età anagrafica degli attori anziani, per impedire che siano discriminati nei ruoli. Conta “l’età scenica”.

Come era prevedibile, non è stato concesso il permesso di girare nemmeno un fotogramma all’interno del Vaticano. Quali sono stati i set alternativi?

Una parte sono stati ricostruiti al computer. La panoramica di Piazza San Pietro, per esempio. O la Cappella Sistina. Per altri,  sono state reperite location a  Villa Medici, Villa Doria Pamphili, Palazzo Altemp, all’Orto Botanico, all’Aventino. Molte riprese sono state effettuate anche a Villa Lante di Bagnaia, in provincia di Viterbo.

Ancora due venerdì, poi la serie sarà finita.
Ma per fortuna si parla già di seconda serie. Non vedo l’ora.

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