Roma, niente bonus asili nido: “Il Comune non ha fondi per anticiparli”

Niente bonus asilo nido o baby sitter a Roma perché in Campidoglio “non abbiamo fondi da anticipare” in attesa del rimborso dell’Inps. A far emergere la vicenda è un’interrogazione parlamentare firmata dai deputati Pd Matteo Orfini, Cathia Piazzoni e Marco Miccoli e se quando sostengono i parlamentari dem fosse confermato, il Dipartimento scuola del Comune starebbe “pregiudicando l’accesso al bonus sancito da una legge dello Stato”.

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Vicenda partita da alcune mamme

Questa storia, infatti, rimane ancora nel perimetro dell’informalità dato che dal Campidoglio guidato da Virginia Raggi non ci sono ancora conferme o smentite. A raccontarla l’edizione romana di Repubblica secondo cui alcune mamme, alla richiesta del bonus al quale avevano diritto in base ai requisiti di legge, si sarebbero sentite rispondere: “No, signora, ci dispiace, il Comune non effettua questo servizio”.

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Bonus erogato dal 2012

Ma che cos’è il bonus? Erogato dal 2012 a mamme lavoratrici a basso reddito che rinunciano al congedo parentale facoltativo, è un voucher disposto dall’Inps che vale al massimo 600 euro e che dura 6 mesi per le dipendenti mentre scende a 3 per le autonome. Voucher che si può spendere per pagare una baby sitter o l’asilo nido. Per ottenerlo, il Comune di residenza si accredita presso l’Inps.

“Il ministro del Lavoro verifichi”

Per i deputati Pd, il ministro del Lavoro deve verificare “la situazione, anche presso l’Inps” e “sollecitare il Comune di Roma ad adempiere alla procedura di accreditamento al fine di evitare che i cittadini possano restare esclusi da un beneficio regolato a livello nazionale”. Rincara la dose il premier Matteo Renzi ai microfoni di Rtl 102.5.

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Renzi: “Non si tagliano cultura e scuola”

“Roma ha scelto il suo sindaco, tocca al sindaco ora governare”, ha detto il presidente del consiglio. “Noi siamo totalmente disponibili a lavorare con il sindaco di Roma”. Aggiunge però di nutrire “alcuni dubbi quando vedo che tagliano sulla cultura e sulla scuola e questo mi dispiace: è come tagliare il ramo su cui siamo seduti”.

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