De Luca contro Rosy Bindi, ma è un boomerang

“Quello che fece la Bindi è stata una cosa infame, da ucciderla. Ci abbiamo rimesso l’1,5%, il 2% di voti. Atti di delinquenza politica”. Al di là di percentuali perse o meno, il governatore della Campania Vincenzo De Luca si lascia andare a un modo di dire meridionale o salernitano, che può essere facilmente equivocato e che, comunque, è biasimevole, parlando di Rosy Bindi (nella foto sotto), presidente della commissione antimafia. E la frasi del governatore della Campania, benché attenuate, presto diventano un boomerang, con l’opposizione che chiede l’intervento anche del presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

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Alle 18 o poco dopo arriva anche il post della Bindi su Twitter che vedete qui sopra: “Grazie a tutte e a tutti per la vostra solidarietà – scrive – Mi ha fatto bene”.

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“Era un attacco al governo Renzi”

La vicenda è quella della lista dei 16 impresentabili compilata prima delle elezioni regionali del 2015 e De Luca, finito nell’elenco, non se l’è scordato. Così, ospite di “Matrix”, su Canale 5, aggiunge: “Non c’entra niente la moralità, era tutto un attacco al governo Renzi”.

Precisazione e minaccia di querele

Ma si alzano polemiche da tutte le parti e allora il governatore della Campania deve precisare.

“La vicenda – grave – di un anno fa è chiusa. Non c’era e non c’è alcun problema con l’on. Bindi, nei cui confronti, al di là di ogni differenza politica, riconfermo il mio rispetto oltre ogni volgare strumentalizzazione”: così Vincenzo De Luca, secondo cui il video mandato in onda da Matrix rappresenta “l’ennesimo atto di delinquenza giornalistica”, rispetto al quale “verificheremo con l’ufficio legale gli estremi della querela a fronte di una evidente violazione della privacy e violenza privata”.

“Non c’era nessuna domanda sulla Bindi a Matrix”

“Chiarisco – spiega il presidente della Regione Campania – che nell’intervista che ieri ho rilasciato a Matrix nessuna domanda, e tantomeno alcuna risposta, ha riguardato l’onorevole Bindi. Al termine della stessa intervista, il giornalista ha tirato fuori il suo tablet chiedendomi, mentre gli operatori smontavano i cavalletti delle telecamere, se poteva mostrarmi quanto aveva affermato in una precedente trasmissione l’ospite Vittorio Sgarbi sull’onorevole Bindi. Abbiamo parlato di Sgarbi, e commentato insieme, sorridendo e facendo battute, quel video che non conoscevo.

Verificheremo con l’ufficio legale gli estremi della querela a fronte di una evidente violazione della privacy e violenza privata esercitata”. Secondo De Luca, si è trattato di “un ennesimo episodio di scorrettezza professionale e di inciviltà”.

Il vicepresidente dell’Antimafia: “Parla  come un camorrista”

Ma il vicepresidente dell’Antimafia non ci sta. “De Luca – Claduio Fava, vicepresidente dell’Antimafia – parla come un camorrista: credo che il suo partito si sarebbe dovuto interrogare tempo fa sulle discutibili qualità umane e gli eccessi verbali di questo personaggio”.

L’attacco a Rosy Bindi, per Fava, “appare fare un peccato doppio, perché si rischia di fare un favore ai camorristi, quelli veri”. “Con tipico linguaggio mafioso, sceglie un bersaglio nella presidente Bindi, pur sapendo che la pubblicazione della lista è stata una scelta dell’intera Commissione Antimafia in applicazione al codice di autoregolamentazione che tutti i partiti hanno votato all’unanimità, compreso il suo”.

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