Rocco Schiavone da stasera torna su Rai2, mentre arriva il nuovo libro di Manzini

Indaga su un’uccisione avvenuta “per qualcosa che deve ancora accadere” lo scorbutico e malinconico Rocco Schiavone nel nuovo romanzo di Andrea Manzini, “Fate il vostro gioco” (Sellerio, 391 pagine, 15 euro). Un noir che lascia un buco nell’animo del vicequestore mentre arriva in tv, da mercoledì 17 ottobre su Rai2, la seconda stagione, in 4 serate, della fortunatissima serie “Le indagini di Rocco Schiavone” con Marco Giallini (nella foto sotto). La prima puntata è stasera in prima serata su Rai2.

Guai al Casinò di Saint-Vincent

Il pensionato Romano Favre, ex ispettore di gioco al Casinò di Saint-Vincent, viene trovato cadavere nella sua abitazione con in mano una fiche, ma non del casinò dove ha lavorato. Schiavone capisce subito che si tratta “di un morto che parla” e cerca di decifrare il suo messaggio. Ma il caso è complicato: interroga giocatori, persone disperate strozzate dai debiti, lucratori del vizio, amici e colleghi di Favre e alla fine riesce a smascherare il criminale, ma non è soddisfatto. “Arrestato l’assassino di Saint-Vincent’, “Risolto l’omicidio di via Mus, riciclavano denaro” sono i titoli dei quotidiani, eppure per Rocco sono tante le cose che non tornano. Per il vicequestore il caso resta aperto: “Non sempre si riesce a quadrare il cerchio. E mi lasci dire che il cerchio da quadrare, in questo caso, io credo ancora non ci sia”, dice.

Tornano i sentimenti

In “Fate il vostro gioco” Rocco, che è sempre stato un poliziotto un po’ particolare, è meno frenato nel mettere a nudo fragilità e paure che vengono dal nostro essere umani e che crescono con gli anni. C’è la nostalgia di una spensieratezza perduta: “Tornare per un po’ di giorni a quando avevi 10 anni. Per una settimana avere la capoccia e il cervello di un regazzino, quell’energia. Niente pensieri, niente paure, solo correre e giocare e fare cazzate”, racconta Manzini, che è anche sceneggiatore. Tornare indietro comunque non si può e Schiavone è triste, non si dà pace perché Caterina ha lasciato la questura di Aosta, ma è rimasta nel suo cuore.

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