Mamma di Loris: attesa per oggi la sentenza, rischia 30 anni

Parlerà per ultima lei, Veronica Panarello, poi a quasi due anni di distanza da quel sabato di novembre in cui fu trovato il corpo senza vita del piccolo Loris alla periferia di Santa Croce Camerina, il giudice dell’udienza preliminare Andrea Reale entrerà in camera di consiglio per decidere se, come sostiene l’accusa, fu Veronica Panarello ad ammazzare il piccolo strangolandolo o no. La sentenza dovrebbe arrivare ingiornata. L’accusa ha chiesto per veronica 30 anni, usando durissime parole nei suoi confronti e contestando il coinvolgimento del nonno di Loris nel delitto.

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Le notizie del 7 ottobre

“La prova che Loris sia stato ucciso da Veronica Panarello non c’è”. Oggi, davanti al gup di Ragusa Andrea Reale, è la volta dell’avvocato Francesco Villardita (nella foto sotto con le sue collaboratrici), difensore di Veronica Panarello. “Veronica Panarello non è bugiarda”, ha aggiunto rispondendo ai pm, “non è una manipolatrice: ha effettuato, invece, un difficoltoso percorso intimo e tormentato per arrivare alla confessione della verità”.

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Assente Andrea Stival: “È molto provato”

“Il mio assistito Andrea Stival, nonno del piccolo Loris, non è in aula oggi per ascoltare l’arringa della difesa”, ha detto il suo legale, Francesco Biazzo. “Andrea è molto provato in questi giorni e aspettandosi un’arringa sicuramente aggressiva anche nei suoi confronti ha preferito restare a casa”.

La zia del bambino: “Coinvolta una terza persona sconosciuta”

Stavolta a parlare è Antonella Panarello (nella foto sotto), sorella di Veronica: “Veronica ha ucciso Loris, ma certamente non lo ha fatto da sola”. Per lei, ospite di Pomeriggio cinque, “per una relazione non si uccide un figlio, ma non credo ci sia stata una storia con il suocero Andrea Stival. C’è una terza persona di cui non si sa ancora nulla”. Però in va più a trovare Veronica. “Ci sono andata solamente una volta e non ci sono più tornata perché con me si è comportata troppo male, dicendo fosse colpa mia se si trovava in carcere”.

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Il nonno di Loris: “Per la mamma non bastano 50 anni di carcere”, le notizie del 6 ottobre 2016

“Mi aspetto giustizia per Loris, ma anche un’eventuale condanna a 30, 40 o 50 anni, che basteranno per un bambino che aveva il diritto di crescere e aveva tutta una vita davanti a sé”. Lo dice Andrea Stival (nella foto sotto), nonno del piccolo ucciso, dopo l’udienza davanti al gup di Ragusa Andrea Reale. “Non ho mai incrociato lo sguardo di Veronica”, ha aggiunto l’uomo, “ma soltanto quello di mio figlio Davide, che ho cresciuto e a cui voglio bene”.

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“Veronica mente da due anni”

Per Andrea Stival sua nuora “da due anni dice soltanto menzogne”. Con lei, sostiene, ha avuto i contatti che può avere “un nonno con i nipoti, il figlio: rapporti schietti, semplici e tranquilli”. È fiducioso sul futuro con Davide: “Le cose con lui si risistemeranno, lui lo sa chi è suo padre, così come io so chi è mio figlio”.

Il papà: “Voglio 2 milioni da Veronica”, le notizie del 5 ottobre 2016

“Davide Stival ha subito una lenta e progressiva fase di dolore in questi due anni accresciuta anche dalle continue versioni fornite dall’imputata e per questo chiediamo un risarcimento di 2 milioni di euro a testa per il padre e la nonna”. Così si esprime Daniele Scrofani (nella foto sotto), legale di parte civile di Davide Stival e di sua madre Pinuccia Aprile, durante l’udienza riservata alle parti civili nel processo in abbreviato a Veronica Panarello.

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“Davide non crede a Veronica”

Il penalista, che ha parlato per un’ora e mezza, non si è soffermato sul possibile movente, spiegando che “non è fondante ai fini del reato”. L’avvocato Scrofani ribadisce che il suo assistito, David Stival, “non crede alle nuova tesi di Veronica Panarello”, che ha accusato il suocero, Daniele, di avere ucciso Loris per evitare che il bambino rivelasse una loro presunta relazione.

Davide Stival vuole la separazione dalla moglie che rischia 30 anni, le notizie del 4 ottobre 2016

Nel giorno in cui l’accusa ha chiesto 30 anni di carcere per Veronica Panarello, accusata dell’omicidio del figlio Loris, 8 anni, il marito Davide Stival (nella foto sotto) vuole la separazione. La notizia è stata confermata da fonti legali che sottolineano che ancora non è stato predisposto alcun atto formale, ma ci sono stati contatti tra gli avvocati dei coniugi.

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Chiesti 30 anni per la mamma di Loris

Ieri, lunedì 3 ottobre, è stato il giorno della requisitoria dell’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Marco Rota e dal procuratore Carmelo Petralia, che hanno chiesto 30 anni di carcere per Veronica Panarello. L’accusa: omicidio e occultamento di cadavere. È durata molte ore a Ragusa l’udienza del processo davanti al gup Andrea Reale e la prospettiva del massimo della pena prevista dal rito abbreviato è determinata dal fatto che la mamma di Loris Stival non viene ritenuta credibile dalla procura quando accusa il nonno. Invece, secndo la Procura, “è plausibile il movente introdotto da Veronica Panarello, cioé la presunta relazione extraconiugale che la donna avrebbe avuto con il suocero”.

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Soffre di un “protagonismo esagerato”

“Egocentrica, bugiarda e manipolatrice” a causa di un “protagonismo esagerato”. È Veronica Panarello nelle parole di Petralia e Rota, che hanno ricostruito nell’udienza a porte chiuse la personalità dell’imputata e il suo vissuto personale. Ma anche il contesto in cui è maturato il delitto e in particolare il “contrastato rapporto” che avrebbe avuto con il bambino che trattava da amico e non da figlio.

La procura non crede all’imputata: prima della richiesta del Pm

Dunque, nonostante l’avvocato della difesa Francesco Villardita insista sulle responsabilità del suocero dell’imputata, il rischio per lei è che la richiesta sia molto elevata. L’udienza, iniziata oggi, lunedì 3 ottobre, intorno alle 10, si dovrebbe concludere intorno alle 13 e a quel punto si saprà quali sono le ricostruzioni fatte dal pm e le conclusioni presentate al gup.

Botta e risposta degli avvocati

“Veronica è tesa perché parliamo di un reato come prevede pene gravi in caso di condanna, e lei continua a ribadire che non ha ucciso il bambino”, ha ribadito Villardita commentando la presenza in aula della mamma di Loris, giunta scortata dalla polizia penitenziaria. Per il suo collega Francesco Biazzo, l’avvocato che assiste Andrea Stival, la donna “mente dicendo il falso, le carte processuali la smentiscono. E non sono stati amanti. Finalmente si avvicina il giorno della verità e della giustizia per il bambino”.

 

La mamma di Loris accusa il nonno: “È lui che lo ha ucciso”, le notizie del 27 settembre 2016

“Loris ha visto quello che non doveva vedere, voleva raccontare tutto a mio marito. Ma non l’ho ucciso io, è stato Andrea”, riferendosi al suocero e nonno del bambino. Ha ripetuto la sua verità Veronica Panarello nell’udienza di oggi, lunedì 26 settembre, del processo abbreviato in cui è imputata per omicidio premeditato e occultamento di cadavere che si tiene davanti al Gup di Ragusa, Andrea Reale.

La ricostruzione con il cavo usb

“Andrea mi ha ordinato di legare i polsi di Loris”, ha aggiunto la donna, “io sono andata a prendere una fascetta elettrica e l’ho fatto. Poi ho ricevuto la telefonata di mio marito e sono andata di là. Quando sono tornata Andrea gli aveva già stretto un cavo usb al collo e Loris era paonazzo e non respirava più. E io l’ho solo aiutato a portarlo via”.

L’avvocato: “Agguerrita ma serena”

“Agguerrita, ma serena. Ma soprattutto sicura di sé. E ribadirà la sua verità: è stato uso suocero Andrea Stival a uccidere Loris, che voleva svelare lo loro relazione”. Così, secondo il suo legale, l’avvocato Francesco Villardita (nella foto sotto), è Veronica Panarello.

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“Si è liberata di un grande peso”

La donna ha deciso di rendere dichiarazioni spontanee in aula, ma secondo il penalista “non ci saranno cambiamenti di rotta, né colpi di scena. Veronica Panarello sta bene”, aggiunge l’avvocato Villardita, “anche perché si è liberata di un grande peso che per paura aveva tenuto nascosto da tempo”.

 

Il nonno chiede rispetto

Uscendo dal tribunale di Ragusa Andrea Stival, il nonno di Loris, ha detto ai giornalisti: “Voglio giustizia per mio nipote” e ha aggiunto: “Chiedo rispetto per una famiglia che vive nel dolore”. Nemmeno una parola di replica diretta alle affermazioni della nuora, Veronica Panarello.

 

 

Loris: lite tra la mamma in carcere e il papà per la tomba del figlio ucciso, le notizie del 14 settembre 2016

Lite a distanza tra Veronica Panarello e il marito Davide Stival per le condizioni in cui versa la tomba del figlio Loris (nella foto sotto appena dopo i funerali), ucciso nel 2014 a Santa Croce Camerina. Lo scambio, riporta il settimanale Giallo, è avvenuto per lettera, essendo la donna in carcere accusata dell’omicidio del bambino, e alcuni stralci sono stati riportati dal giornale.

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Veronica: “Non sei un buon padre”

“Diego come sta?” chiede la mamma riferendosi al figlio minore. “Io adesso sto lavorando in carcere e presto potrò mandarti dei soldi per il mio bambino”. Ma subito dopo parte l’attacco: “Non sei un buon papà: sono andata in cimitero a trovare Loris. Il dolore mi ha assalita. Il mio più grande amore riposa in un luogo trascurato, nessuno gli lascia un fiore o gli fa visita in cimitero”.

Davide: “È una cosa falsa”

Durissimo Davide Stival è durissima. “Come puoi dire una cosa così falsa? Loris merita solo di riposare in pace. Vado spesso al cimitero, anche in compagnia di Diego, e non trascuro affatto il luogo in cui riposa Loris”.

 

Delitto Loris, il papà perde il lavoro: “Assumerlo è stato un gesto mediatico”, le notizie del 5 settembre 2016

Era stato assunto con un contratto a termine dal precedente sindaco di Vittoria (Ragusa), Giuseppe Nicosia, come autista di autobus per stare vicino al figlioletto minore. Ma ora Davide Stival (al centro nella foto di apertura e sotto), marito di Veronica Paranello e padre di Loris, il bambino di 8 anni per il cui omicidio la donna è in carcere, resta disoccupato perché il nuovo primo cittadino, Giovanni Moscato, è contrario al rinnovo.

Alla ricerca di una soluzione

“Io non lo riassumo perché all’epoca contestai da consigliere comunale quell’atto, definito a suo tempo mediatico, a pochi mesi dalla fine della campagna elettorale”, dice Moscato. “Se lo facessi finirei per fare un torto ai tanti casi drammatici e ai tanti padri di famiglia che hanno difficoltà a Vittoria”. Ora si cerca una soluzione per Stival, attorno a cui si è stretta buona parte della comunità di Vittoria dopo l’omicidio.

 

Loris, il nonno accusato di omicidio: “Veronica vuole parlare? Non mi spaventa”, le notizie del 19 luglio 2016

“Le dichiarazioni che renderà in aula Veronica Panarello nell’udienza del prossimo 26 settembre non ci preoccupano. Non temiamo nulla perché tutte le accuse lanciate contro il suocero, Andrea Stival, si sono rivelate infondate”. Lo ha detto Francesco Biazzo (nella foto sotto), legale di fiducia del nonno di Loris, Andrea Stival, accusato da Veronica Panarello di aver ucciso il nipote con un cavo usb perché temeva che rivelasse “al figlio di aver scoperto la relazione sentimentale tra loro due”.

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In forse il confronto tra Veronica e il suocero

Sulla richiesta della difesa di Veronica Panarello di un confronto all’americana tra il suocero e la nuora, il legale di Andrea Stival taglia corto: “Ritengo che non sia ammissibile e utile perché tutta la documentazione probatoria è sufficiente e completa per una valutazione del gip”.

 

La mamma sotto processo: “Adesso voglio parlare io”, le notizie del 18 luglio 2016

Stop estivo per il processo celebrato con rito abbreviato contro Veronica Panarello. La donna ha fatto sapere risoluta di essere intenzionata a intervenire in aula e avverrà a partire dal 26 settembre, quando si riprenderà (le udienze successive sono state fissate per il 3, il 5 e il 7 ottobre). Intanto il legale della mamma di Loris Stival, Francesco Villardita, ha depositato una nuova perizia per dimostrare che il bambino il 29 novembre 2014 fu strangolato con un cavetto usb.

 

Smentita la mamma: “Ucciso con cavo elettrico, usate anche forbici”, le notizie del 4 luglio 2016

Dopo la prima smentita alle affermazioni di Veronica Panarello, ne arriva una seconda: a uccidere Loris Stival, 8 anni, non è stato un cavo usb, ma uno elettrico. L’affermazione, che contribuisce a scagionare il nonno del bambino, Andrea Stival, arriva dal medico legale che ha eseguito l’autopsia, Giuseppe Iuvara (nella foto sotto). Inoltre sul corpo del piccolo ci sono dei graffi: “Non si tratta di graffi prodotti da unghiature, ma di lesioni da punta e taglio sostenute da un mezzo rigido compatibile con un paio di forbici”.

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Perizia sull’arma del delitto scagiona il nonno: “Ha ucciso la mamma”, le notizie del 27 giugno 2016

Nella guerra delle perizie, arriva quella sull’arma del delitto, il cavetto usb con cui è stato strangolato il bambino, che scagiona il nonno, Andrea Stival, e rilancia la tesi dell’accusa secondo cui a uccidere sia stato la mamma da sola. Dopo quella sugli alibi dell’uomo, suocero di Veronica Panarello, ecco dunque una nuova conferma alla sua estraneità all’omicidio del 29 novembre 2014.

 

Parla la mamma a processo: “Tentai il suicidio, rimasi in ospedale 3 giorni”, le notizie del 21 giugno 2016

Poche parole, per chiarire un dettaglio sbagliato, quelle pronunciate da Veronica Paranello nel processo con rito abbreviato per l’omicidio e l’occultamento di cadavere del foglio Loris, 8 anni.

“Quando da ragazza tentai il suicidio”, ha detto, “restai in ospedale 3 giorni e non uno”. Poi basta, ha ascoltato i consulenti scontrarsi sulla perizia psichiatrica e la capacità di intendere della donna al momento dell’omicidio. Ma ha anche confermato le accuse al suocero, Andrea Stival, indicato da lei come il vero assassino del bambino.

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“Legame distorto” tra madre e figlio

A questo proposito, tuttavia, il medico legale Giuseppe Iuvara smentisce almeno un dettaglio: le ferite sul collo di Loris non sono compatibili con un cavo usb, come aveva detto Veronica Paranerello. Per Maria Costanzo, psicologa che fa da consulente al marito della donna, il delitto andrebbe inquadrato in “un legame emotivamente distorto. Veronica non era un genitore e Loris non era un figlio, ma suo amico”. E la guerra delle perizie è destinata a tenere banco anche alla prossima udienza, fissata per il 18 luglio.

 

Loris: al via il processo alla mamma, è guerra tra i periti, le notizie del 20 giugno 2016

È iniziata davanti al gup di Ragusa Andrea Reale l’udienza del processo a Veronica Panarello. Al centro la perizia psichiatrica disposta: per quelli del giudice la donna era in grado di intendere e volere mentre per quelli della difesa è l’esatto contrario. D’accordo con la prima impostazione sono i consulenti delle parti civili: il marito di Veronica, Davide Stival, e il suocero Andrea Stival, accusato da lei di avere ucciso il bambino dall’imputata. I due sono in aula e c’è anche Veronica Panarello (nella foto sotto), vestita di nero. Per l’accusa sono presenti il procuratore Carmelo Petralia e il sostituto Marco Rota.

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Villardita: “Sarà una semi battaglia”

L’avvocato Francesco Villardita ha detto: “Sarà una semi battaglia, abbiamo diversi dubbi. I nostri consulenti danno una valutazione diversa su quella dei periti. La mia assistita ha letto la perizia ma non ha avuto alcuna reazione, ne ha preso atto”.

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La lettera del papà al figlio per i suoi 10 anni

Sabato scorso, 18 giugno, Loris avrebbe compiuto 10 anni e il padre Davide Stival gli ha scritto una lettera: “Loris, oggi è il giorno del tuo decimo compleanno, il secondo che festeggi con gli angeli come te. Tu, però, sei un angioletto speciale, volato in cielo troppo presto ed ingiustamente. Voglio ricordarti felice, così come eri quando scartavi i regali insieme ai tuoi compagnetti e al tuo fratellino”.

Giorno decisivo per la mamma

Oggi, lunedì 20 giugno, è dunque un giorno importante per Veronica Panarello, 28 anni, la mamma di Santa Croce Camerina (Ragusa) accusata di aver ucciso il 29 novembre 2014 il figlio, Loris Stival, 8 anni.

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La prospettiva di 30 anni di carcere

Sono Roberto Catanesi, ordinario di psicopatologia forense all’università di Bari ed Eugenio Aguglia, professore di psichiatria all’università di Catania. E dalle parole dei giudici dipenderà il futuro di Veronica che, dichiarata capace di intendere e volere, rischia una condanna a 30 anni di carcere. Ecco la ricostruzione della vicenda che l’ha portata fino a qui.

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Tutte le tappe del giallo

La scomparsa il 29 novembre 2014

L’allarme scatta intorno alle 12,45 del 29 novembre 2014 quando la giovane donna si presenta a scuola e Loris non c’è. “Non ho trovato mio figlio all’uscita dalle lezioni, aiutatemi” e scattano le ricerche. In base alla prima versione di Veronica, lo ha accompagnato in auto lasciandolo a poca distanza dalla scuola “Falcone e Borsellino”. Quattro ore più tardi la scoperta: il cadavere del bambino viene trovato da un cacciatore, Orazio Fidone, in un canalone nei pressi del Mulino Vecchio (nella foto sotto), a 4 chilometri di distanza.

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Il delitto e il ritrovamento del corpo

Loris non ha subito abusi sessuali, ma è stato ucciso, forse con fascette da elettricista. Il procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia, e il sostituto Marco Rota aprono un fascicolo per omicidio volontario inizialmente a carico di ignoti e poi viene indagato il cacciatore, che uscirà presto dall’inchiesta. Ma è un atto dovuto per condurre accertamenti sulla sua auto e sulla sua versione. Intanto lo zainetto blu del bambino non si trova e iniziano a emergere contraddizioni nelle varie versioni fornite della mamma, che viene arrestata l’8 dicembre 2014. L’accusa è di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e occultamento di cadavere.

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Chi è la mamma arrestata

Di Veronica Panarello emerge un passato difficile. A 14 anni scopre che l’uomo che l’ha cresciuta non è il padre biologico e questo le provoca problemi a cui si aggiungono quelli con la madre. Compie gesti autolesionisti bevendo candeggina e cercando di impiccarsi. Sempre durante l’adolescenza conosce Davide Stival (nella foto sotto) e a 17 anni resta incinta di Loris. Poi arriva un secondo figlio. Ma il matrimonio e la maternità non migliorano la situazione. Davide fa il camionista e deve stare via spesso. Così Veronica si ritrova moglie e madre bambina che deve affrontare tutto da sola.

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Versioni che cambiano più volte

Veronica, per gli inquirenti, è sempre meno credibile: escluso qualsiasi ruolo di Orazio Fidone (nella foto sotto), prima dice di non aver accompagnato il figlio a scuola, nega il delitto e alla fine ammette la morte del bambino, ma la causa è un incidente provocato da un gioco di Loris con le fascette elettriche trovate in casa. Ammette anche di aver portato il cadavere al Mulino Vecchio, ma ribadisce di non aver ucciso suo figlio.

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Le accuse al nonno: “L’ha ucciso lui”

Il marito Davide Stival inizia a dubitare della moglie e tra i 2 i rapporti si incrinano. In carcere la situazione non migliora, Veronica, assistita dall’avvocato Francesco Villardita, cambia particolari e cade in depressione tanto da essere trasferita in un ospedale psichiatrico del messinese per un periodo. Il 3 dicembre viene stabilito che sarà processata con rito abbreviato condizionato da una perizia psichiatrica. E poi l’accusa choc: Loris, secondo la sua versione, sarebbe stato ucciso dal nonno, Andrea Stival (nella foto sotto).

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La presunta relazione con il suocero

L’anziano viene indagato come atto dovuto per concorso in omicidio e occultamento di cadavere. Lui, assistito dal legale Francesco Biazzo, si dichiara innocente e contesta tutte le altre accuse che gli muova la donna, secondo cui il suocero avrebbe agito perché il bambino aveva scoperto la relazione con la mamma e voleva dirlo al padre. Al momento non sono emersi riscontri sul racconto di Veronica, che parla di rapporti sessuali anche con altri uomini, tra cui il cognato.

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L’ultima “verità” della mamma

L’avvocato di Veronica, il 10 giugno 2016, deposita in procura un video in cui la si vedrebbe in auto con un’altra persona, la “sagoma scura” di un uomo. La perizia, tuttavia, non sarebbe in grado di identificare con certezza di chi si tratta e l’avvocato Villardita (nell’immagine sopra) ribatte che, secondo gli inquirenti, quella sagoma “sarebbe frutto di un errore”.

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