L’autopsia su Elia: “Nessun segno di violenza, solo traumi da caduta”

Non ci sono segui o traumi diversi da quelli da una caduta dopo un lungo volo nel vuoto. È il primo dato che emerge dall’autopsia sul copo di Elia Barbetti, il ragazzo di 17 anni morto verso le 3 del mattino del 15 ottobre wcorso dopo essere precipitato dal sesto piano di un albergo a Milano, in cui era ospite per una gita a Expo.

Dunque nessuna violenza né aggressione prima della caduta mortale. L’ipotesi prevalente resta, dunque, quella della caduta accidentale a seguito di uno svenimento o di un malore. E nel frattempo si resta in attesa di ulteriori dettagli dell’autopsia disposta dal procuratore aggiunto Alberto Nobili e dal pm Piero Basilone. Dettagli che arriveranno nelle prossime settimane.

Chi ha venduto la marijuana ai ragazzi?

Si indaga anche su chi ha venduto la marijuana ad Elia Barbetti, il ragazzo di 17 anni precipitato da una finestra dell’albergo dove si trovava per una gita all’Expo, e ai suoi compagni di classe che dopo la tragedia hanno confessato agli inquirenti di aver fumato qualche spinello. Droga, ritrovata anche in camera, che potrebbe aver provocato il malore del ragazzo e la caduta dal sesto piano. La Procura ha quindi aperto un fascicolo di indagine con le ipotesi di reato di morte come conseguenza di altro reato e spaccio di stupefacenti, allo stato a carico di ignoti.

La Procura è convinta che sia una morte accidentale

Del resto è l’ipotesi di cui è sempre più convinta la Procura di Milano è che Elia Barbetti, il diciassettenne di Cecina caduto dal sesto piano di un aalbergo di Milano, dove passava la notte con la scuola dopo una visita all’Expo, sia vittima di una morte accidnetale.

Nella stanza dove avevano dormito i ragazzi, che mercoledì scorso avevano visitato Expo, la polizia ha trovato alcune dosi di marijuana. Inoltre i tre compagni di stanza, interrogati, hanno spiegato di aver bevuto e fumato un paio di spinelli assieme a Elia, (nella foto qui sotto) nel corso della notte, e di non essersi accorti che il ragazzo era precipitato dalla camera al sesto piano mentre stavano dormendo.

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A letto con le tapparelle chiuse

Sarebbero andati a letto, infatti, con le tapparelle della finestra chiuse e non avrebbero avvertito rumori nel corso della notte. Quando sono stati svegliati dalla polizia la finestra era aperta. Il corpo è stato ritrovato alle 5,40 a circa 4 metri di distanza dalla parete dell’hotel, al di là di un muro divisorio che separa l’albergo dalla sede di una società di vigilanza privata e contro il quale il ragazzo è andato a sbattere durante la caduta avvenuta presumibilmente attorno alle 3.

Il secondo studente che cade da un albergo a Milano

Sta diventano una sorta di “moda” nefasta. Ma le notizie spesso sono fatte così: quando ne accade una, le altre simili vengono attratte. È una sorta di legge misteriosa dell’informazione.

Comunque un ragazzo di 17 anni, in gita con la scuola per visitare l’Expo di Milano, è precipitato dalla finestra del sesto piano di un hotel in via Stamira D’Ancona. Il giovane è deceduto. Sul posto la Polizia di Stato.

Secondo la Procura di Milano, l’ipotesi più accreditata è che si tratti di una caduta accidentale. Fonti investigative aggiungono che nella camera dove alloggiava Elia, con altri tre compagni, sarebbero state trovate tracce di alcol e spinelli.

Era figlio di un ristoratore di Cecina

Era figlio di un ristoratore. Si chiamava Elia Barbetti (nella foto) ed era di San Vincenzo, un comune di poco meno di 7.000 abitanti, in provincia di Livorno. Il padre possiede lì un ristorante. La madre ha un negozio a Baratti, una frazione del Comune di Piombino, sempre in provincia di Livorno.

Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, sarebbe da escludere un gesto volontario. L’ipotesi più probabile è quella di una tragica fatalità di cui ora si devono capire le circostanze.

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Tanti “Addio campione” sulla pagina Facebook

La pagina Facebook di Elia Barbetti si è riempita di frasi di cordoglio dei suoi amici, tra le quali spicca il leit motiv: “Addio campione”. La foto in basso è dalla testata della pagina. Elia è il ragazzo che sorride.

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La macabra scoperta

Intorno alle 5 di stamattina un vigilante dell’istituto di sicurezza privato Ivri ha chiamato il 112, segnalando la presenza del corpo senza vita di un ragazzo precipitato da una finestra al sesto piano dell’Hotel Camplus Living Turro di via Stamira D’Ancona 25 (nella foto), alla periferia Nord di Milano, tra viale Monza e via Palmanova.

Il giovane è stato identificato come uno studente del Liceo Statale Enrico Fermi di Cecina (Livorno). Era in cmaera con altri tre studenti, che dormivano quando è arrivata la polizia.

Traiettoria anomala: si indaga

C’è qualcosa nella vicenda che non convince gli inquirenti: Il corpo è stato trovato, infatti, nel cortile di una azienda vicina all’alberto, adiacente alla struttura e separata da un muretto alto circa 3 metri. A destare qualche perplessità sarebbe la distanza tra la verticale della finestra e il punto dove il cadavere si trova, dietro il muro, a una distanza di 7/8 metri in linea d’aria.

Gli investigatori al momento non hanno fornito ipotesi sulla traiettoria seguita dal ragazzo nel suo tragico volo, ma sono al momento in corso i rilievi e le indagini. Il cortile dove è finito il diciassettenne appartiene a un complesso industriale in corso di ristrutturazione, composto da una serie di aziende e uffici tra cui un paio di società di consulenza e di servizi.

Le due classi di Cecina avevano già visitato ieri l’Expo

Gli studenti in gita erano arrivati ieri a Milano e oggi avrebbero dovuto ripartire per tornare a casa, dopo aver visitato l’Expo.

Due le classi della scuola – che riunisce liceo classico, scientifico e scienze umane – che erano partite per Milano dove già ieri avevano visitato l’Expo.

“Siamo sconvolti, questi sono eventi tragici che segnano una comunità”, ha detto il sindaco di Cecina, Samuele Lippi.

Tutti di quarta e quinta liceo

“Sono tutti ragazzi di quarta e quinta liceo – ha aggiunto il sindaco – quindi maggiorenni o poco meno, tutti motivati per questa gita all’Expo. Erano partiti con un solo pullman. Un momento di gioia trasformato in tragedia e niente che poteva far presagire questo terribile epilogo”.

Il precedente sempre a Milano

Un altro srudente era morto durante una gita all’Expo di Milano nel maggio scorso: Domenico Maurantonio morì dopo essere precipitato dalla balaustra delle scale di sicurezza al quinto piano dell’hotel Leonardo Da Vinci di via Senigallia a Bruzzano. Le indagini subito aperte ancora non sono arrivate a una conclusione chiara.

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