“Lo dicevo dal 2013 che quel ponte era un pericolo”, la rabbia dell’ex senatore Rossi

“È dal 2013 che parlo di quel ponte con preoccupazione. Ma i ministri competenti non mi hanno mai degnato di una risposta. Perché? Ero uno del Misto, evidentemente non meritavo attenzione…”.

Lo ribadisce, all’Agenzia Adnkronos, Maurizio Rossi (nella foto qui sopra), ex senatore ligure di Scelta Civica, che nel corso della passata legislatura in varie interrogazioni ha più volte sollevato il tema del ponte Morandi, lanciando l’allarme sulla stabilità del viadotto tragicamente crollato a Genova.

“Aveva problemi strutturali…”

“Che quel ponte avesse problematiche strutturali – prosegue l’ex senatore- si sapeva. Chi vive a Genova sa benissimo che anni fa non c’era traffico su quel ponte, ma con l’aumento del traffico del porto di Genova abbiamo iniziato a vedere centinaia di tir fermi in coda. E poi i lavori su quel ponte ci son sempre stati. Ora la città rischia il blocco totale”.

La mancata realizzazione della Gronda
In una interrogazione del 28 aprile 2016 rivolta all’allora ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, Rossi infatti scrive: “Se non si predispone immediatamente una nuova strategia stradale di più ampio respiro del capoluogo ligure, i mancati lavori di realizzazione della Gronda sommati alla possibile futura chiusura totale o parziale del ponte Morandi determinerebbero inevitabilmente il collasso dell’intero sistema viario genovese”.

I quesiti per Società Autostrade

Nell’atto di sindacato ispettivo Rossi chiede di sapere “se società Autostrade ritenga di mettere a norma di sicurezza, secondo gli standard europei, la rete autostradale ligure, con particolare riguardo proprio al tratto tra Voltri e Genova che comprende l’uscita per l’aeroporto e il ponte Morandi, ad oggi fuori dalle normative comunitarie così come altre parti delle autostrade liguri; quale sia in dettaglio l’attuale situazione dei lavori di messa in sicurezza del ponte Morandi, quali siano gli interventi che ancora devono essere realizzati e se gli interventi saranno tali da comportare gravi disagi alla circolazione della città e quale sia la tempistica di fine lavori”.

Nell’interrogazione viene inoltre chiesto “se corrisponda al vero che il ponte Morandi, viste le attuali condizioni di criticità, potrebbe venir chiuso almeno al traffico pesante, entro pochi anni, gettando la città nel totale caos”.

Un ponte di cui “Non si conosce la sicurezza…”

“Ma quella non è mica l’unica interrogazione”, rimarca Rossi, editore dell’emittente tv Primocanale. “Il 20 ottobre 2015 – spiega all’Adnkronos – avevo presentato un’altra interrogazione sulle code chilometriche che bloccano l’area intorno a Genova sottolineando il ‘grave problema’ rappresentato dal ponte Morandi, del quale ‘non si conosce la sicurezza nel tempo’”.

E non è tutto. “Parlai di questo tema al ministro Lupi già nel maggio 2013 in Commissione. Si parlava della Gronda di Genova, dissi che il ponte Morandi non avrebbe avuto vita breve. Ma evidentemente per i ministri non meritavo attenzione: non ho mai ricevuto risposte a quelle interrogazioni”, conclude Rossi.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto