Tempo di abbronzatura, l’esperto: “La pelle va preparata prima di partire”

Proteggere la pelle con una crema adeguata e non esporsi al sole nelle ore più calde della giornata sono le raccomandazioni principali per una abbronzatura senza rischi, che tutti, più o meno, dovremmo ormai aver acquisito e fatto nostre. Ma ci sono altri accorgimenti e piccole strategie che possono rendere la tintarella sicura, dorata, duratura nel tempo? Lo abbiamo chiesto a Santo Raffaele Mercuri (nella foto sotto), primario di dermatologia Irccs Ospedale San Raffaele di Milano.

Quali sono i concetti chiave per una abbronzatura perfetta?

Sono due: “gradualità” e “idratazione”. Per ottenere una buona abbronzatura, dorata, duratura, senza rischi di scottature, l’ideale sarebbe esporsi al sole un paio d’ore alla volta, e poi lasciare riposare la pelle fino all’esposizione successiva. Lo si può fare magari sul terrazzo di casa o in piscina, prima di partire per la vacanza vera e propria. Altra cosa importante è idratare molto la pelle, con creme adeguate, ma anche bevendo almeno due litri d’acqua al giorno. Sembra scontato ma non lo è: può capitare di “dimenticarsi” di bere, specialmente se si è in vacanza in un posto ventilato.

Un segreto per preparare al meglio la pelle all’abbronzatura?

Fare uno scrub, prima di andare in vacanza. La cosa migliore sarebbe iniziare per tempo, facendone uno a settimana, almeno 3-4 volte. In commercio si trovano ottimi prodotti esfolianti, da utilizzare sotto la doccia o a pelle asciutta: in questo modo si rimuovono le cellule morte che formano uno strato superficiale sulla pelle e bloccano i raggi del sole. Il risultato sarà un’abbronzatura più uniforme e più dorata.

Anche certi alimenti possono aiutare?

Certo, tant’è vero che si usa dire “la prima abbronzatura si fa a tavola”. Mangiare frutta e verdura colorata (meloni, albicocche, carote, peperoni, pomodori: in questo periodo dell’anno la scelta è ricchissima) funziona da “acceleratore di abbronzatura”, protegge dall’invecchiamento cutaneo, favorisce una tintarella duratura.

E gli integratori? Possono essere utili?

Sì, ma sarebbe meglio chiedere consiglio al proprio medico. Personalmente, ne suggerisco l’assunzione per almeno tre mesi, meglio ancora per sei. Prenderli per le due settimane della vacanza ha invece poco senso. Oggi ci sono prodotti ottimi e completi (a base di carotene, astaxantina, licopene, vitamine, sali minerali), che danno un valido aiuto contro l’invecchiamento della pelle e stimolano la produzione di melanina. Una cosa importante: che l’abbronzatura venga accelerata non significa che si potrà fare a meno della crema protettiva, che resta uno scudo indispensabile per i danni del sole e che va scelta e utilizzata in modo adeguato.

Come va scelta la crema e ogni quanto tempo va applicata?

Va scelta in base al proprio fototipo: se si hanno dei dubbi si può chiedere consiglio al dermatologo. Molte mie pazienti sono convinte che utilizzare un fattore protettivo alto non fa abbronzare: non è così. Il fattore protettivo, semplicemente, moltiplica il tempo che, con il nostro tipo di pelle, possiamo permetterci di stare al sole, non impedisce di abbronzarsi. La cosa migliore è applicare la crema almeno 30 minuti prima di andare in spiaggia, in modo che la pelle abbia il tempo per assorbirla completamente. Quindi, l’applicazione andrebbe ripetuta ogni due ore circa.

È vero che le prime 72 ore sono quelle in cui si è più esposti al rischio di scottature?

Sì. Per quello il suggerimento di base è quello di un’esposizione il più possibile graduale. Nei primi giorni, inoltre, si raccomanda qualche prudenza in più: trascorrere l’intera mattinata sotto il sole in barca, quando la pelle non è ancora preparata, non è consigliabile (la superficie dell’acqua riflette i raggi del sole e il rischio di scottature è molto elevato). In ogni caso, anche trascorso questo lasso di tempo, il suggerimento è di continuare ad applicare la crema, magari passando a una con un fattore protettivo un po’ più basso.

Ci sono altri momenti “a rischio”?

Sì. Quando si esce dal mare. L’acqua marina contiene cristalli di sale che funzionano come lenti di ingrandimento nei confronti del sole: dopo aver fatto il bagno, meglio farsi una doccia d’acqua dolce, e riapplicare la crema. Questo sia per il rischio scottature sia per quello di un’abbronzatura “a macchie”, specialmente per chi è più avanti negli anni. Attenzione anche ai giorni nuvolosi: spesso si pensa che il sole velato non possa far danni e magari non ci si applica la crema protettiva. Ma i raggi passano anche attraverso le nuvole e il rischio di scottarsi è dietro l’angolo.

Altri suggerimenti?

A fine giornata, è importante applicare una buona crema idratante, emolliente e lenitiva. Non solo dà sollievo alla pelle, ma aiuta a “fissare” l’abbronzatura e prepara l’epidermide all’esposizione successiva.

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