Pensione anticipata: oltre 66.000 le richieste, sfondato il tetto 2017

Sono state presentate 66.409 domande per accedere all’Ape social e al pensionamento anticipato per i lavoratori precoci. Lo fa sapere l’Inps, comunicando i dati definitivi delle istanze inoltrate entro la scadenza di sabato scorso, 15 luglio. L’istituto spiega che sono arrivate 39.777 richieste per l’indennità di Ape social e 26.632 per i lavoratori precoci. È stato così superato il tetto previsto per quest’anno, pari a 60.000 unità.

In maggioranza uomini

Le domande per Ape social e pensionamento anticipato per lavoratori precoci sono arrivate soprattutto da uomini: meno di una su quattro è stata presentata da una donna, precisamente il 23,2% (15.400 su 66.409). Lo rileva l’Inps. “Per quanto riguarda la distribuzione per genere, le donne”, spiega, “che hanno presentato la domanda per la certificazione per l’Ape sociale sono state 11.668, contro le 28.109 degli uomini. Le domande per la certificazione per lavoro precoce, invece, sono state presentate da 22.900 uomini e da 3.732 donne”.

Pensione anticipata, firmati i decreti: le domande entro il 15 luglio, le notizie del 24 maggio 2017

Sono 60.000 circa le persone che possono anticipare i tempi della pensione con Ape social e Ape presentando la domanda entro il 15 luglio. È quanto indica il decreto attuativo firmato dal presidente del consiglio Paolo Gentiloni (nella foto sotto) in base al quale verranno considerate anche le richieste arrivate dopo la scadenza e che verranno soddisfatte nel caso avanzassero fondi. Chi raggiungerà i requisiti nel corso del 2018 avrà invece tempo per presentare la domanda fino al 31 marzo 2018.

I fondi per l’Ape social

L’Ape social è un’indennità erogata dall’Inps a soggetti in stato di bisogno con almeno 63 anni di età, che non siano già titolari di pensione diretta ed è corrisposta fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione (di vecchiaia o anticipata). Il beneficio è riconosciuto nel limite 300 milioni di euro per il 2017, 609 milioni per il 2018, 647 milioni per il 2019, 462 milioni per il 2020, 280 milioni per il 2021, 83 milioni per il 2022 e 8 milioni per il 2023.

A chi si rivolge

L’Ape social, evidenzia una nota, è una misura sperimentale fino al 31 dicembre 2018. La misura è rivolta ai lavoratori disoccupati che hanno finito gli ammortizzatori sociali, ai lavoratori dipendenti e autonomi che assistono al momento della richiesta e da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità, ai lavoratori dipendenti e autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa superiore o uguale al 74%.

Le attività lavorative da almeno 6 anni

Riguarda anche i lavoratori che svolgono da almeno 6 anni in via continuativa una delle seguenti attività: operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; conciatori di pelli e di pellicce; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; conduttori di mezzi pesanti e camion; personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido; facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati; personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Cosa prevede l’Ape precoci

L’Ape precoci, invece, prevede la possibilità per i lavoratori che hanno iniziato a lavorare prima del compimento dei 19 anni di accedere con un requisito contributivo ridotto alla pensione anticipata. Il beneficio spetta ai lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (Ago) e alle sue forme sostitutive ed esclusive, con almeno 12 mesi di contribuzione per periodi di lavoro effettivo svolti prima del compimento del diciannovesimo anno di età e che sono nelle seguenti condizioni: lavoratori disoccupati che hanno finito gli ammortizzatori sociali; lavoratori dipendenti e autonomi che assistono al momento della richiesta e da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità; lavoratori dipendenti e autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa superiore o uguale al 74%.

Le stime di spesa

Stesse condizioni previste dall’Ape sociale riguardo l’Ape precoci per i lavoratori dipendenti addetti a lavori usuranti o che svolgono da almeno sei anni in via continuativa una delle seguenti attività. Le stime della spesa per l’Ape precoci sono 360 milioni (2017), 550 milioni (2018), 570 milioni (2019), 590 milioni ogni anno dal 2020 al 2026, mentre la platea è 20.000 (2107), 22.000 (2018), 24.000 (2019), 26.000 ogni anno dal 2020 al 2026.

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