De Luca: “Domani in Campania ristoranti e pub non aprono”

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha annunciato oggi – nel corso della trasmissione di Lucia Annunziata – che non ha formato l’intesa tra governo e Regioni e che, per quanto riguarda la Campania, lunedì 18 maggio ristoranti e pub non aprono.

A suo dire l’accordo dlela notte scorsa è stato fatto senza ascoltare il parere del ministro della Sanità, Speranza.

Del resto era previsto che le Regioni potessero emettere ordinanze anche più restrittive rispetto a quello annunciate dal governo.

 

De Luca:Il governo non può scaricare la responsabilità sulle Regioni”

 

 “Su alcune norme di sicurezza generale deve pronunciarsi il ministero della Salute, non è possibile che il governo scarichi opportunisticamente tutte le decisioni sulle Regioni. Non è accettabile”, ha aggiunto il governatore De Luca alla trasmissione tv “In mezz’ora in più”.

 

Via libera alla ristorazione rinviato al 21 maggio 

 

La Campania, spiega De Luca, ha preferito rinviare il via libera alla ristorazione di tre giorni, “il tempo necessario per avere una interlocuzione seria con le categorie economiche e dare il tempo per le sanificazioni o per procurarsi elementi necessari alle riaperture, come i pannelli divisori”.

Via libera dunque per queste attività (nel servizio al tavolo, quello da asporto era già possibile ad esempio per le pizzerie) solo giovedì 21 maggio.

 

Mattarella ha firmato il Decreto riaperture

 

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto per le riapertura che scatteranno da lunedì 18 maggio. Il Tg3 ha provcato problemi con notizie su Piemonte e Toscana che risultato errate.

Stasera, intanto, è prevista una nuova conferenza stampa del premier Conte, che tra l’altro ha annunciato che dal 15 giugno – se tutto va bene – riaprono anche cinema e teatri, consentendo la stagione estiva prevista in molte località.

 

Accordo Governo-Regioni

Trovato l’accordo col governo. I governatori delle Regioni esprimono soddisfazione dopo il confronto con l’esecutivo in vista del 18 maggio.

“Dopo una giornata di pressante e stressante lavoro, ne siamo venuti a capo, c’è un’accettazione e una condivisione del protocollo messo a punto dalle Regioni, ora il premier Giuseppe Conte porterà questa intesa in Cdm, un’intesa che ci permette di essere operativi e ci mette subito nelle condizioni di aprire da lunedì”, dice all’Adnkronos il governatore Veneto Luca Zaia, annunciando l’accordo raggiunto tra governo e Regioni.

“Ora – precisa – attendiamo la formulazione giuridica del dl, e conseguentemente, da governatore Veneto, provvederò alle ordinanze per le aperture già domani. Se si concretizzerà nell’atto finale del Cdm, considero assolutamente positivo il lavoro fatto negli interessi dei cittadini e delle imprese”. Anche la preoccupazione per le responsabilità penali che potrebbero ricadere sulle Regioni, “viene risolta con una nuova formulazione giuridica del decreto”.

“Accordo pieno con il Governo sulla fase di partenza che prende il via il 18 maggio. Il Presidente del Consiglio, nelle more del Consiglio dei Ministri impegnato nell’approvazione del decreto legge che disciplinerà il regime delle nuove aperture dal prossimo lunedì, ha espresso un primo orientamento positivo sulla proposta avanzata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che coniuga responsabilità, sicurezza, flessibilità e autonomia”, afferma il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini (nella foto qui sopra).

“La collaborazione istituzionale – continua il governatore dell’Emilia Romagna – sta portando a costruire un decreto legge che risponde alle esigenze dei territori e a un accordo che si basa sull’applicazione delle linee guida omogenee formulate dalle Regioni per una riapertura sicura delle attività economiche fin qui sospese”.

 

Divisione dei compiti con le Regioni

Il governo stabilirà l’apertura già preannunciata di alcune attività (servizi alla persona, vendite al dettaglio) e saranno le Regioni a stabilire quali altre attività aprire a partire dal nuovo provvedimento del Governo, sulla base dei dati tecnici quotidianamente raccolti, sulla base di protocolli regionali discendenti da linee guida nazionali omogenee e condivise.

“L’obiettivo è quello di dare certezza agli operatori e ai consumatori, assicurando allo stesso tempo un’applicazione il più possibile omogenea su tutto il territorio nazionale”, chiarisce il presidente Bonaccini. Queste linee di indirizzo comuni riguarderanno: la ristorazione; le attività turistiche (balneazione); le strutture ricettive; i servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti); il commercio al dettaglio; le piscine; le palestre; gli uffici aperti al pubblico; la manutenzione del verde; musei archivi e biblioteche.

“È un documento che verrà richiamato o recepito negli stessi provvedimenti che il Governo si appresta a varare, riconoscendone la coerenza con i criteri fissati dall’Istituto superiore di sanità e da Inail. Un contributo – conclude il Presidente della Conferenza delle Regioni – che testimonia il grande senso di responsabilità ed il pragmatismo con cui le Regioni hanno impostato il confronto con il Governo, consentendo ora la riapertura sicura di tante attività sospese”.

 

Ci si potrà spostare da una regione all’altra dal 3 giugno

Coronavirus: c’è un decreto legge quadro, di soli 3 articoli, che dovrebbe approdare oggi in Consiglio dei ministro.

All’interno le regole di massima a cui le Regioni dovranno ispirarsi per allentare o restringere le misure anti-Covid19. Innanzitutto ci si potrà muovere liberamente nella propria regionedi residenza, senza alcun limite. Resta tuttavia ildivieto di spostamento da una regione all’altra.

Su questo fronte, qualcosa dovrebbe cambiare a partire dal 3 giugno, ma con delle limitazioni e in base all’andamento dell’epidemia.

 

 

Dal 18 maggio ci si può spostare nella stessa regione

“A partire dal 18 maggio 2020 gli spostamenti all’interno del territorio regionale non sono soggetti ad alcuna limitazione”, si legge nella bozza in possesso dell’Agenzia Adnkronos. La stretta resta tuttavia “relativamente a specifiche aree del territorio regionale, soggette a particolare aggravamento della situazione epidemiologica”.

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