Belen senza veli addio, Instagram e Facebook bloccano le foto di nudo

Instagram – dopo aver dato ampio spazio a nudi di tutti i tipi – ha deciso di dichiarare guerra alla pornografia e alle molestie. Ma questi social non sanno distingure e quindi procedono con un’accetta che rasenta (e a volte oltrepassa) la pruderie.

Una per tutte. Di recente Facebook ha rifiutato una foto di una modella di Somatoline che è affissa in formato 3 metri x 6 su tutti i cartelloni d’Italia e appare in centinaia di spot televisivi.

Comunque, ora arrivano le regole d’usodi Facebook contro le foto di nudo.

Al bando anche Belen che, negli ultimi giorni, ha mostrato interamente se stessa con un abile lavoro di montaggio su Instagram (vedi foto in apertura).

 

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Il nuovo regolamentoda “Puritan age”

 

“Sappiamo che talvolta le persone desiderano condividere immagini di nudo artistiche o di natura creativa, ma per diversi motivi non è consentita la pubblicazione di contenuti di nudo”, si legge nel regolamento. Il divieto riguarda, oltre a genitali e rapporti sessuali, natiche e seni. Si estende inoltre a foto e video di “bambini parzialmente o completamente nudi”.
Tra le immagini di nudo accettate, il regolamento include “foto di cicatrici causate da una mastectomia e donne che allattano al seno”, insieme a dipinti e sculture. Sulle immagini di bambini, Instagram precisa che “anche quando questi contenuti vengono condivisi con buone intenzioni, altre persone potrebbero usarli in modi imprevisti”.
Le nuove regole – che ricordano molto l’età vittoriana inglese, il famoso The puritan Age – vorrebbero spiegare i motivi per cui Instagram, che conta 300 milioni di utenti mensili, rimuove i contenuti.

 

L’ipocrisia dei social media

La censura del nudo, infatti, non è nuova nella piattaforma e ha colpito anche personaggi famosi. L’anno scorso, ad esempio, la compagnia aveva rimosso alcune foto di Rihanna in topless. Due settimane fa Madonna ha pubblicato una sua immagine di nudo su Instagram, con una barra nera a coprire il seno, per protestare contro “l’ipocrisia dei social media”. E c’è da dire che, tranne alcuni casi ben delimitabili, la popstar ha ragione.

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