Voucher: stop in commissione, oggi il decreto in Cdm

Ora il primo stop ufficiale è arrivato. La commissione Lavoro della Camera ha approvato ieri l’eliminazione dei voucher, votando a favore dell’emendamento che abroga gli articoli 48, 49 e 50 del Jobs Act dedicati al lavoro accessorio.

 

Utilizzabili solo entro il 31 dicembre

L’emendamento prevede anche un periodo transitorio – fino al 31 dicembre 2017 – in cui si potrà continuare ad utilizzare i buoni lavoro già acquistati. Il governo, nel Consiglio dei ministri di oggi, venerdì 17 amrzo, dovrebbe tradurre in decreto questa decisione della commissione, di conseguenza dall’entrata in vigore dello stesso i buoni lavoro non potranno più essere venduti. E il referendum sarà annullato.

Ancora non si sa cosa accadrà per la consultazione elettorale dedicata agli appalti.

Niente referendum: l’ipotesi del 16 marzo

Niente voucher e, quindi, niente referendum. L’ipotesi che circolava da ieri ha trovato oggi una conferma. I famigerati “tagliandi” saranno aboliti. La maggioranza parlamentare alla fine ha scelto la soluzione più drastica per affrontare la questione dei buoni lavoro e di fatto disinnescare il refrendum promosso dalla Cgil. “Oggi voteremo per l’abrogazione totale dei voucher”, ha dichiarato l’onorevole Patrizia Maestri (Pd), relatrice della proposta di legge che verrà votata in commissione Lavoro della Camera nel pomeriggio.

“Ci sarà un periodo di transizione fino al 31 dicembre 2017 per permettere di utilizzarli a chi li ha già acquistati”, ha continuato la Maestri, sottolineando che l’abrogazione “va bene, è un risultato inatteso ma positivo, speriamo però che il governo non li faccia poi rientrare sotto altre forme”, ha concluso.

 

L’ipotesi circolava da ieri, 15 marzo

Prende sempre più consistenza nelle ultime ore la notizia che il governo Gentiloni pensi a un taglio radicare per evitare i referendum sui voucher e sugli appalti, fissato ieri per il 28 maggio prossimo.

Infartti, nella maggioranza si fa strada l’ipotesi di cancellare del tutto i voucher, come chiede il quesito referendario, e di superare anche le norme sugli appalti così da annullare l’appuntamento elettorale.

La decisione finale sarà presa in una riunione del Pd con l’obiettivo di approvare domani – giovedì 16 marzo – il testo in commissione e farlo arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri, sotto forma di decreto, venerdì.

 

I referendum dovrebbero esserci il 28 maggio

Decisa la data per i referendum sui voucher e sugli appalti, promossi dalla Cgil.

Palazzo Chigi ha comunicato con una nota che si terranno il 28 maggio, spiegando che il consiglio dei ministri ha approvato il decreto per l’indizione dei referendum popolari relativi alla “abrogazione di disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti” e alla “abrogazione di disposizioni sul lavoro accessorio (voucher)”.

Naturalmente la consultazione elettorale si terrà solo se il Parlamento non riuscirà a introdurre nella legislazione le modifiche chieste dai promotori dei referendum.

 

 

Le notizie del 10 marzo: le modifiche possibili

L’utilizzo dei voucher in modo improprio potrà determinare “la trasformazione del rapporto di lavoro in natura subordinata a tempo indeterminato”. La sanzione è contenuta nel testo unico che riscrive le modalità di utilizzo dei buoni di lavoro, adottato dalla commissione Lavoro della Camera che martedì 14 marzo inizierà l’esame del disegno di legge. È inoltre prevista la multa amministrativa pecuniaria, che può variare da un minimo di 600 euro a un massimo di 3.600 euro.

 

Per le famiglie e le imprese

Le nuove modalità prevedono un doppio voucher, da 10 euro per le famiglie e 15 euro per le imprese. Il tetto massimo per i datori di lavoro è di 3.000 euro e per i lavoratori di 5.000 euro, che potrà essere raggiunto sommando più rapporti di lavoro, al massimo fino a 2.000 euro l’uno.

“C’è tempo per gli emendamenti”

“Abbiamo adottato il testo che martedì sarà presentato in commissione”, afferma il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, al termine del comitato ristretto in sede referente. “Daremo il tempo per gli emendamenti”, spiega la relatrice Patrizia Maestri, che sottolinea: “Il testo non è chiuso, quindi in corso d’opera può essere modificato in un verso o nell’altro”.

Importi ed esenzioni

Il provvedimento, che raccoglie 11 proposte di legge, stabilisce che gli importi dei voucher saranno “annualmente rivalutati sulla base della variazione dell’indice dei prezzi al consumo”. Il compenso, si legge nel ddl, “è esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro”. Mentre il concessionario dovrà provvedere al pagamento delle spettanze alla persona che presenta i buoni, il versamento dei contributi previdenziali Inps alla gestione separata Inps (13%) e per fini assicurativi all’Inail (7%).

Gli usi consentiti

La percentuale relativa ai contributi potrà essere rideterminata dal ministero del Lavoro e Mef, in funzione degli incrementi delle aliquote contributive per gli iscritti alla gestione separata dell’Inps. I buoni potranno essere utilizzati per attività lavorative “di natura meramente occasionale” come piccoli lavori domestici a carattere straordinario, insegnamento privato supplementare, giardinaggio e manutenzione, manifestazioni, collaborazione con enti pubblici e associazioni di volontariato per lavori di emergenza, come quelli dovuti a calamità e piccoli lavori di agricoltura. Nel caso di lavoro agricolo stagionale i lavoratori potranno essere esclusivamente pensionati o studenti universitari con meno di 25 anni.

In caso di eventi come le calamità

Le amministrazioni pubbliche potranno invece utilizzare i buoni lavoro solo per fronteggiare eventi straordinari, come le calamità. Il lavoro accessorio potrà essere svolto dalle seguenti categorie: disoccupati, pensionati e giovani con meno di 25 anni, disabili e soggetti in comunità di recupero e lavoratori stranieri provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione europea.

Come fornire la proprio disponibilità

I soggetti interessati al lavoro occasionale dovranno comunicare la loro disponibilità, ai centri d’impiego e ai soggetti accreditati. Riceveranno quindi una tessera magnetica, a loro spese, dalla quale risulterà la loro condizione. I committenti, non imprenditori, potranno acquistare i buoni presso le rivendite autorizzate o con modalità telematica. Gli imprenditori, invece, potranno effettuare gli acquisti dei carnet esclusivamente attraverso modalità telematiche e dovranno comunicare l’utilizzo dei buoni almeno 60 minuti prima dell’utilizzo della prestazione alla sede territoriale dell’ispettorato del lavoro. Nel caso di omessa comunicazione è prevista una multa da 400 euro a 2.400 euro per ciascun lavoratore.

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