Meno è meglio: dal 20 al 26 settimana mondiale contro l’abuso di sale

Dal 20 al 26 marzo, torna anche quest’anno l’appuntamento con la Settimana Mondiale per la Riduzione del Consumo di Sale, un evento proposto dalla World Action on Salt and Health  (in siglia Wash) per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di contrastare l’uso eccessivo di sodio nella dieta.
“La Campagna 2017 è dedicata ai danni “silenziosi” che il sale può provocare nel tempo al nostro organismo”, spiega il professor Pasquale Strazzullo, presidente della Società Italiana di Nutrizione Umana, che aderisce e sostiene l’iniziativa. “Presso il nostro sito (www.sinu.it), chi lo desidera può compilare un questionario, anonimo, di autovalutazione e di consapevolezza sull’argomento”.

Occhio alle patologie cardiovascolari

Come è noto, un consumo di sodio eccessivo favorisce l’insorgenza di gravi patologie, soprattutto cardiovascolari, e può portare a complicanze come ictus e infarto. “Succede perché il sale agisce sull’endotelio, cioè la parete dei vasi sanguigni e del cuore, rendendolo rigido e facendogli perdere la naturale elasticità”, spiega l’esperto.

5 grammi: la dose massima giornaliera

Ma quanto se ne dovrebbe consumare, al giorno?

“La dose massima giornaliera è stata fissata a 5 grammi”, dice il professor Strazzullo. “Considerato che il nostro fabbisogno reale è di circa 1 grammo, 1 grammo e mezzo, mentre l’abitudine comune si aggira intorno ai 10-11 grammi, è stata definita questa quantità per indicare una soglia ragionevole, da non oltrepassare”. Naturalmente non si parla solo del comune sale da cucina, ma anche di quello nascosto in tanti prodotti confezionati, spesso anche là dove non ce lo aspetteremmo, come nei biscotti o nei cereali per la prima colazione.

I 5 grammi, che equivalgono ad un cucchiaino da tè, comprendono anche questa quota insieme al sale aggiunto a casa.

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto