Identità digitale: c’è lo Spid, ma con troppe le difficoltà

Spid, ma quanta fatica mi costi. L’identità digitale unica che, dal 15 marzo 2016, consente di accedere a oltre 300 servizi della pubblica amministrazione, è un dedalo di clic e opzioni per l’attivazione. Un dedalo che rischia di vanificare i vantaggi di uno strumento che, a parole, è innovativo, ma che pone così tante difficoltà per il cittadino (solo italiano), soprattutto se ha scarsa dimestichezza con interfacce web e percorsi telematici, tanto da indurlo a prendere in considerazione un’ipotesi: rinunciare.

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Le amministrazioni che consentono l’accesso

Un problema non da poco, se si considera che Spid dà accesso a servizi di amministrazioni centrali come Inps, Inail e Agenzia delle entrate, regionali di Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana e Marche e comunali (solo Firenze, al momento). Ma perché tutte queste difficoltà nell’accedere al nuovo sistema?

Le società (private) autorizzate

Una risposta può provenire dal fatto che gli “identity provider” elencati sul sito di Spid sono 3 società private che “forniscono le identità digitali e gestiscono l’autenticazione degli utenti”. In altre parole, non è lo Stato che si occupa direttamente delle registrazioni e degli accessi, ma aziende – Infocert con Infocert Id, Tim con TimId e Poste con PosteId – che hanno ognuna una procedura diversa. E con costi diversi.

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La procedura di Infocert

Intanto il cittadino, con Infocert Id, deve armarsi di pazienza: senza contare i passaggi iniziali per farsi recapitare una mail di conferma della registrazione e l’sms con il codice di verifica, occorrono almeno 7 minuti se non si sbaglia alcun passaggio. Ma una volta assegnata l’identità digitale, non la si avrà per sempre, dato che “Infocert Id è valido per 2 anni” e deve essere rinnovato alla scadenza. Con quali costi? Il servizio è gratis se ci si registra entro il 31 dicembre 2016 (ma non vengono forniti dettagli di prezzo per chi lo fa dopo).

Riconoscimento web in orario d’ufficio

Per quanto riguarda il riconoscimento, se si sceglie quello web “senza spostamenti e senza carta”, si devono pagare una tantum 15 euro (per pagare occorre procedere a una registrazione) e il servizio potrà essere utilizzato solo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18.30. Con buona pace dell’always on – servizi sempre disponibili – che in genere il web garantisce in tutto il mondo.

Riconoscimento fisico solo a Roma, Milano e Padova

Se invece si opta per il “riconoscimento de visu”, la convalida della richiesta di identità elettronica può essere fatto solo a Roma, Milano e Padova, dove ci sono le sedi di Infocert. Inoltre “il servizio è gratuito”, si legge sul sito, ma è “disponibile solo su appuntamento da concordare con l’operatore che ti contatterà dopo aver completato questa procedura”.

Districarsi tra acronimi come Cie e Cns

Le altre 2 opzioni – valide anche per Poste e Tim – prevedono il possesso di firma digitale emessa da un ente certificatore accreditato e la disponibilità di una smart card o di una chiavetta usb con cui firmare digitalmente la richiesta di attivazione. In alternativa si deve disporre di una carta d’identità elettronica (Cie) o di una Carta nazionale dei servizi (Cns), cioè una smart card per accedere ai servizi online della pubblica amministrazione. Con tanto di lettore di smart card. Quanti sono gli italiani che possiedono uno di questi strumenti?

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Le opzioni previste da Tim

Per quanto riguarda Tim, l’identità elettronica è subordinata alla registrazione su un altro sito, NuvolaStore.it, società controllata a cui è demandato il servizio di erogare l’identità digitale Spid. A disposizione, per farlo, occorrono la Carta nazionale dei servizi, la firma digitale o la carta d’identità elettronica.

Servizi promo: e poi quanto costano?

E per quanto riguarda i costi, gratis per i privati fino al 31 dicembre 2016 mentre i clienti business (liberi professionisti, aziende, eccetera) devono pagare 36 euro. Attenzione, però, per i privati: anche Tim parla di servizio “promo” scaduto il quale non è escluso che al cittadino possa essere chiesto un pagamento. Inoltre la formula gratuita vale solo – come nel caso precedente – per i primi 2 livelli di identità Spid. Per il terzo, invece, non ancora attivo, si potrebbe pagare e al momento si parla di un costo di una quarantina di euro all’anno, per quanto la cifra non sia ancora confermata.

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La soluzione offerta da Poste italiane

Per ottenere con Poste italiane un’identità digitale abilitata a Spis occorrono i già visti Cns, firma digitale o carta d’identità elettronica. In aggiunta viene offerta quella attraverso l’app PosteId via smartphone, tramite sms su numero di cellulare certificato o con un lettore Banco Posta. Ma l’utente deve essere già in possesso di credenziali di accesso ai servizi online di Poste.it.

Alla ricerca dell’ufficio abilitato

Se non si può o non si vuole procedere con nessuno di questi percorsi, allora si può compilare un form online – anche qui la procedura richiede diversi minuti – oppure ci si deve presentare in un ufficio postale abilitato. Peccato che, consultando la mappa per la ricerca online degli uffici abitati (almeno con Firefox e Chromium su piattaforma Ubuntu 14.04), non viene restituito alcun risultato utile: malfunzionamento del servizio web oppure non c’è nessun ufficio postale attrezzato? Infine, come nei casi precedenti, chi riuscisse a registrarsi entro il 31 dicembre prossimo avrà un’identità gratuita valida 24 mesi. Poi si ricomincia.

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