Bologna: un corso per rimuovere i ricordi dolorosi, iscrizioni fino al 20

Da sempre l’essere umano si interroga sul dolore e sulla possibilità di annullarlo. Cos’altro è, in fondo, la ricerca della felicità cui tendiamo tutti? Filosofia, psicologia, letteratura e, negli ultimi anni, il cinema (nel film Se mi lasci ti cancello Jim Carrey e Kate Winslet decidono di “cancellare” i ricordi spiacevoli della loro storia d’amore) indagano questo sentimento così umano che nessuno può dire di non averlo mai provato in vita sua.

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Lunghi studi sull’amigdala

E se fosse davvero possibile “rimuovere” il dolore causato dai ricordi? Studi scientifici hanno oramai accertato che le emozioni umane, in particolare la paura, sono gestite da una parte del nostro cervello chiamata amigdala. Dopo anni di sperimentazioni cliniche sulle funzioni dell’amigdala coinvolte nell’elaborazione dei traumi psicologici e grazie agli studi dell’americano Ronald Ruden (nella foto sopra) da oggi è possibile rimuovere il dolore, con tutte le implicazioni che ne derivano, dal nostro cervello.

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Le tecniche Havening per lo stress post traumatico

La chiave per arrivare a questo obiettivo è fornita dalle tecniche Havening, già applicate con successo ai veterani militari, ai pazienti con dolore cronico, alle vittime di tsunami o terremoti e in genere ai soggetti con disturbo post traumatico da stress. Una recente ricerca condotta presso il King’s College di Londra ha dimostrato come già una sola sessione porti benefici immediati ai pazienti.

Il ruolo dei neuroni con le informazioni sul trauma

Gli eventi traumatici infatti creano una particolare situazione a livello cerebrale: una codifica perenne dell’evento stesso che rimane “ibernato”, come fissato nei circuiti cerebrali, non permettendo alla persona di andare avanti nella sua vita in modo costruttivo e sereno. Le ricerche hanno dimostrato che, bloccando i neuroni che contengono le informazioni biologiche del trauma, si agisce in modo permanente evitando quelle reazioni non evolutive, poco costruttive che aggiungono al trauma del dolore altri problemi connessi alla sua mancata elaborazione.

I ricettori in cui è “archiviato” l’evento doloroso

Le tecniche Havening utilizzano l’input sensoriale del tatto come una parte fondamentale della sua applicazione: alcune aree del corpo (braccia, viso, mani) producono infatti onde delta a livello cerebrale. Onde che a loro volta promuovono nella zona dell’amigdala delle reazioni chimiche a catena capaci di rimuovere i recettori Ampa nei quali l’evento traumatico è stato “archiviato”.

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A Bologna il primo corso per professionisti

Il 9 e 10 aprile a Bologna si terrà il primo corso rivolto ai professionisti del settore a cura della psicologa psicoterapeuta Veronica Monte, rientrata di recente dagli Stati Uniti dopo esser stata la prima italiana certificata come “practitioner” e trainer: “I protocolli Havening portano risultati importanti in diverse aree cliniche, nella crescita personale, nelle prestazioni sportive, in ogni criticità che fonda le radici nel terreno della codifica di una memoria traumatica emotivo-emozionale. La memoria di un evento o di un’emozione può essere codificata in modo permanente e non permettere il naturale sviluppo ed evoluzione dell’essere umano”, spiega la dottoressa.

Terapie di depontenziamento dell’amidgala

Le tecniche Havening riducono, o eliminano, le risposte collegate all’evento traumatico basandosi sulle terapie di depotenziamento dell’amigdala: si interrompe la connessione con il ricordo e di conseguenza scompare il dolore emozionale collegato all’esperienza. Le iscrizioni per il corso si chiudono entro il 20 marzo, per informazioni haveningitalia@yahoo.com o 340/8789332.

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