Berlinale: Las herederas, storia di Chela e Chequita ereditiere in difficoltà

È un’incursione intima e delicata nella vita di due donne ad accendere l’edizione numero 68 della Berlinale, cominciata il 15 febbraio. Ce la racconta Marcelo Martinesi, regista paraguaiano che gareggia per l’Orso d’oro con il suo quinto lungometraggio: Las herederas (le ereditiere).
Un film che apre un varco nelle vite di Chela e Chequita; il loro è un legame duraturo e lungo, forse anche troppo per scambiarsi gesti, baci e smancerie. Ma di fronte ad un grosso problema finanziario che le travolge dovranno rimanere unite.

Chiquita pratica e chiacchierona, Chela invce timida

Chiquita è pratica e chiacchierona, Chela timida e riluttante a lasciare la stanza dove dipinge. Quando Chiquita verrà incarcerata per un breve periodo di tempo a causa di una frode finanziaria, è quasi più preoccupata di lasciare Chela da sola (ed infatti le affida una cameriera che ha quasi i doveri di una badante) che non di affrontare il mondo che l’aspetta dietro le sbarre.

 

La trama del film

Chela invece è sommersa dalle paure: quella di guidare di notte, di dormire da sola e di fare i conti con una casa che si svuota. Tutti i mobili di valore ereditati dalla sua famiglia sono stati infatti messi in vendita e ogni giorno degli estranei li perlustrano con sguardi indiscreti, a volte portandoli via.

Forse per reazione a quelli che per lei sono atti depredatori, Chela tra una visita e l’altra a Chiquita in prigione decide di usare la sua vecchia Mercedes per accompagnare amiche e vicine dove queste hanno bisogno di andare.
Durante uno di questi piccoli viaggi Chela incontra Angie, la figlia di una vicina di casa, che le accenderà le pulsioni sessuali credute perse.

Un presente con qualche sorpresa

Martinesi (nella foto qui sopra) usa la camera come un pennello intriso di colori tenui. Non sottolinea né rimarca, ma si limita a puntellare le emozioni delle due protagoniste con leggerezza. E se la casa di Chela si svuota del passato, il suo cuore si riempie di un presente che forse nemmeno lei aveva messo in conto. Tanto che non riesce a gestirlo, come chi, disabituato a osare, invece che prendere preferisce rifugiarsi in quella ritrosia dei sentimenti tanto cara a Henry James.

C’è spazio – senza che risulti appiccicato – anche per un affresco della situazione sociale in Paraguay. La scopriamo dietro le sbarre dove Chiquita, il reagente di tutta la storia, ce la mostra con ironia e franchezza.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto