Pensioni, Padoan: “La reversibilità non si tocca”

Dopo le dichiarazioni di Poletti, ministri del Lavoro di Renzi, arriva anche la conferma del ministro dlel’Economia.

“Il governo non prevede alcun intervento sulle pensioni di reversibilità”: afferma il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in una sede più che ufficiale. Padoan, infatti, ha risposto a un quesito nel corso del question time alla Camera.

“La proposta di legge delega del governo – ha spiegato – lascia intatti tutti i trattamenti in essere. Tutto quello che viene proposto è il superamento di sovrapposizioni e situazioni anomale”.

 

Anche per Poletti: “Polemiche infondate”

Polemiche infondate. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, interviene per dire la sua sulle pensioni di reversibilità, al centro dei timori di molti pensionati e delle organizzazioni sindacali.

“La polemica sulle pensioni di reversibilità è totalmente infondata”: ribadisce, dopo una gironata di polemiche, il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti. “Evidentemente – prosegue – c’è chi cerca facile visibilità e si diletta ad inventare un problema che non c’è per poi poter dire di averlo risolto. La proposta di legge delega del Governo – rimarca in una nota – lascia esplicitamente intatti tutti i trattamenti in essere. Per il futuro non è allo studio nessun intervento sulle pensioni di reversibilità; tutto quello che la delega si propone è il superamento di sovrapposizioni e situazioni anomale”.

“Ribadisco – conclude il ministro – che il Governo vuole dare e non togliere: per questo, per contrastare la povertà, nella legge di stabilità è previsto lo stanziamento di 600 milioni per il 2016 e di 1 miliardo strutturale a partire dal 2017”.

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Palazzo Chigi smentisce con forza

Palazzo Chigi non ci sta a passare per quello che taglia le pensioni di reversibilità. “Se ci saranno interventi di razionalizzazione” , scrive in una nota il governo, “saranno solo per evitare sprechi e duplicazioni, non per fare cassa in una guerra tra poveri. La delega del governo dà non toglie”. Ma il ddl che punta a riordinare le prestazioni assistenziali e previdenziali in uno strumento unico continua a sollevare polemiche perché tutto viene ritenuto tranne che un pacchetto di misure a contrasto della povertà in base a reddito e patrimonio.

 

Damiano, minoranza Pd: “Inaccettabile il taglio”

Dalle fila del Pd, una delle posizioni può dire è stata assunta da Cesare Damiano (nella foto sopra), presidente cella Commissione lavoro della Camera ed esponente della minoranza dem. Il provvedimento, dice Damiano, che è anche ex ministro del lavoro, è “in sé positivo, ma prevede la possibilità di tagliare le pensioni di reversibilità. Per noi questo non è accettabile: si tratterebbe dell’ennesimo intervento dopo quelli, pesanti, del governo Monti. La previdenza non può essere considerata la mucca da mungere”.

Cosa sono le pensioni di reversibilità

A far scendere sul piede di guerra associazioni e partiti di opposizione (ma anche esponenti dello stesso Pd) è l’ipotesi di rivedere proprio le pensioni di reversibilità, quelle che percepiscono i coniugi o gli eredi alla morte di un pensionato o di un lavoratore che ha maturato i requisiti per l’assegno. Ad averne diritto sono il coniuge superstite, che lo riceve a condizioni specifiche anche se separato o divorziato. Ci sono poi figli, adottivi e affiliati riconosciuti come tali o che sono stati dichiarati così da dal tribunale. Si aggiungono i figli minorenni inabili, studenti o universitari e i nipoti minorenni se a carico del nonno e della donna.

Chi ne ha diritto in mancanza di coniuge, figli e nipoti

Nel caso manchino manchino il coniuge, i figli o i nipoti, la pensione di reversibilità va ai genitori senza pensione con meno di 65 anni che alla data di morte del pensionato o del lavoratore siano a suo carico. Infine può andare anche a fratelli e sorelle non sposati, inabili e senza altri trattamenti pensionistici.

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Richiesta d’incontro dei sindacati

Inoltre, sul fronte sindacale, Cgil, Cisl e Uil hanno scritto già al premier Renzi e al ministro Giuliano Poletti per discutere di flessibilità e di diversi problemi aperti, tra cui esodati, ricongiunzioni, precoci e usuranti. A questi argomenti, quindi, si aggiunge quello della reversibilità e non sembra sufficiente l’annuncio del governo di un miliardo di euro strutturale per la lotta alla povertà anche attraverso risorse europee. Inoltre, sempre secondo palazzo Chigi, il provvedimento “varrà solo sulle prestazioni future e non su quelle in essere, che quindi non verranno toccate”.

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