Qatar Airways: vuoi fare la hostess? Evita di sposarti e fare figli

Per il sindacato internazionale dei lavoratori dei trasporti, la violazione dei diritti delle lavoratrici è fuori di dubbio. Per la compagnia aerea, invece, le dipendenti, prima dell’assunzione, prendono visione delle “regole” dell’azienda e “se sei una persona adulta e accetti queste condizioni, poi non ti dovresti lamentare”. Al centro ci sono le hostess della Qatar Airways, la società dell’omonimo emirato del Vicino Oriente, a cui, secondo una denuncia dell’International Transport Workers Federation (Itf), viene fatto firmare un impegno a non sposarsi per i primi cinque anni di lavoro e a evitare le gravidanze. Chi trasgredisce rischia il posto di lavoro.

Il primo allarme del sindacato 19 mesi fa

Il primo allarme l’Ift lo ha lanciato 19 mesi fa parlando di irregolarità e abusi contrattuali a danno delle donne. Ma a quasi due anni di distanza, il sindacato torna alla carica perché nulla è cambiato. Le hostess che vogliono contrarre matrimonio devono comunicarlo in anticipo all’azienda che, dopo valutazione, deciderà del futuro lavorativo della dipendente. Inoltre, nel caso di un bambino in arrivo, le lavoratrici possono trovarsi licenziate dato che la gravidanza, secondo il contratto della Qatar Airways, è motivo di risoluzione del rapporto.

L’azienda: “Ci sono regole da rispettare”

La compagnia dell’emirato ha reagito all’attacco del sindacato internazionale. L’ha fatto inviando al Washington Post un comunicato firmato dal ceo della società, Akbar Al-Baker. Il quale, innanzitutto, ha sottolineato che tra le dipendenti ci sono anche donne sposate. Ma poi ha rivendicato la legittimità del contratto: “Se cerchi lavoro alla Qatar Airways ti diamo un documento che mostra i principi e regole da rispettare”. Dunque, a suo avviso, nessuna sorpresa se poi arriva una lettera di licenziamento. Invece Gabriel Mocho, segretario dell’aviazione civile per l’Itf, non è affatto d’accordo: “Il trattamento dei dipendenti di Qatar Airways va ben oltre la questione della differenza culturale. Quando si tratta di diritti delle donne, questa è la peggiore di tutte le compagnie aeree mondiali”.

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