Loris, spunta il padre biologico di Veronica: “Non voglio sapere niente di lei”

L’unico che ha sempre difeso Veronica Panarello anche dopo la condanna a 30 anni per l’omicidio del figlio Loris, 8 anni, è stato il padre, Franco. Ma Franco è il padre adottivo e dalle carte del processo è emerso che la madre, Carmela Anguzza (nella foto sotto), lo avrebbe rivelato a Veronica quando lei aveva 16 anni ammettendo così una relazione extraconiugale.

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Nata da una relazione extraconiugale

L’adolescenza della mamma di Loris è stata travagliata – nel corso delle indagini sono emersi anche tentativi di suicidio – e questo non ha di certo alleggerito la situazione. Anzi, c’è stato un ulteriore peso per l’allora teenager: il padre biologico non ha mai voluto incontrarla né sapere nulla di lei. Atteggiamento diametralmente opposto rispetto a quello di Franco Panarello che ha ribadito: “Fino a 17 anni l’ho cresciuta e mi sono occupato di lei, non l’abbandonerò mai, qualunque cosa accada”.

Loris, la mamma dal carcere: “Gridava fortissimo mentre il nonno lo uccideva”, le notizie del 27 ottobre 2016

“Immaginavo sì una condanna, ma non trent’anni. Perché io ho detto chi è stato. trent’anni per aver raccontato la verità”. Veronica Panarello, dopo il processo, ribadisce la “sua” verità, quella in cui il gup di Ragusa non ha creduto, e in un’intervista a Libero, punta ancora il dito contro il suocero, Andrea Stival. “Che mio figlio lo avessi portato a scuola, era ciò che ricordavo fino a un primo momento”, dice la mamma di Loris per dare spiegazione delle sue versioni contrastanti.

“Ho omesso il nome di chi c’era in casa”

“Poi il bambino che non sta fermo e minaccia di dire certe cose a mio marito, Loris che muore soffocato nella sua cameretta, Loris che cade a terra vicino al letto, Loris che grida fortissimo: tutto questo è grosso modo quello che è avvenuto. È la verità. Io ho soltanto omesso di dire chi c’era in casa con me in quel momento”, afferma.

“A mio marito ho detto di stare attento”

“Quando la verità ha cominciato a riaffiorare, ho iniziato a lanciargli dei messaggi, cercando di portarlo sulla strada giusta. ‘Tieni tuo padre lontano da Diego’, l’altro nostro figlio. ‘Stai attento a tuo padre… Pensa al bambino, stai molto attento, non farlo avvicinare a lui e alla fidanzata. Sono successe cose strane, fai attenzione’. Insomma io ho provato e riprovato a fargli capire ciò che era realmente accaduto”.

La mamma di Loris “faceva la pazza” davanti agli psichiatri, non le credettero (video), le notizie del 24 ottobre 2016

Una Veronica Panarello dimessa, con occhiali e cerchietto tra i capelli che la fanno sembrava una studentessa. Invece la donna è in carcere per l’omicidio del figlio di 8 anni, Loris Stival, e intorno a lei ci sono i consulenti del gup di Ragusa che devono sottoporla a perizia psichiatrica.

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Perizia che l’ha definitiva capace di intendere e volere e dunque ha dato il via al processo in abbreviato che l’ha portata a una condanna a 30 anni di carcere. Ma durante la seduta con i medici sembra tutt’altro. O la mamma in carcere vuole far sembrare che sia così.

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Il video della seduta

Sulle note di “Ti regalerò una rosa” di Simone Cristicchi – si vede in un video mandato in onda dalla trasmissione di Rete4 Quarto Grado (sotto il filmato) – Veronica Panarello sembra dissociata dalla realtà, chiede di riascoltare dall’inizio il brano e canticchia. Almeno fino a un certo punto perché poi canta sempre più intensamente e balla sul tavolo attorno al quale ci sono lei e i periti. Ma era davvero insana di mente o stava simulando?

Il perito: “È certo, finge”

Per Daniele Scrofani, uno dei periti che l’ha giudicata, “si copre con il giubbotto e dice di sentire freddo”, ma è “come se stesse seguendo un copione”. Dunque ciò mi porta a concludere in modo assolutamente certo che la sua è finzione”.

“Sono innocente”, la mamma di Loris contro i 30 anni ricorrerà in appello, le notizie del 18 ottobre 2016

Ci sono volute più di 4 ore, ma alla fine il Gup Andrea Reale ha dato ragione ieri alla Pubblica accusa e ha condannato Veronica Panarello, la mamma di Loris, a 30 anni di carcere. Evidentemente la corte non ha creduto ai tentativi della donna di spostare l’attenzione su nonno del bambino e ha accolto le tesi dell’accusa. La Procura, il 3 ottobre scorso, aveva chiesto la condanna della mamma proprio a 30 anni di reclusione. La sentenza è arrivata a conclusione di un processo con rito abbreviato, condizioanto anche da una perizia psichiatrica che ha dichiarato Veronica in grado di intendere e di volere. Ora la Procura procederà anche per calunnia nei confronti di Veronica, che ha accusato il suocero di aver commesso il delitto.

Il giudice ha escluso le aggravanti della premeditazione e delle sevizie, ma ha inflitto lo stesso il massimo della pena prevista con questo rito.

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L’avvocato della Panarello prannuncia il ricorso in appello

Il suo avvocato,  Francesco Villardita , ha dichiarato ieri sera a SkyTg24 che la mamma di Loris si è messa a piangere a dirotto, senza riuscire a frenarsi, ascoltando la sentenza e ha annunciato il ricordo in appello. Il legale del padre di Loris, Davide Stival, ha detto: “Sono state accolte le nostre tesi”.

La donna è uscita dall’aula accompagnata dal suo legale e dagli agenti di polizia penitenziaria. “Veronica Panarello ha pianto e continua a piangere: non accetta questa sentenza perché non si ritiene colpevole. Non la può accettare perché continua a dirsi innocente”: ha dichiarato il suo avvocato Francesco Villardita.

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“Veronica Panarello – aveva detto il suo avvocato entrando stamattina nel Palazzo di giustizia di Ragusa (nella foto qui sopra la calca di fotografi e giornalisti) – è pronta da sempre a qualsiasi sentenza. Certo, non è serena perché sta affrontando un momento particolare e un’ansia normale per questi casi. Non riusciamo a fare alcun tipo di previsione perché è un processo particolare e siamo aperti a ogni soluzione”. Con ogni probabilità ora Veronica Panarello presenterà il ricorso in appello contro la sentenza.

Una giornata di grande attesa

Parlerà per ultima lei, Veronica Panarello. Poi, a quasi due anni di distanza da quel sabato – era il 29 novembre 2014 – in cui fu trovato il corpo senza vita del piccolo Loris alla periferia di Santa Croce Camerina, il giudice dell’udienza preliminare Andrea Reale (Gup in sigla) si è rtorato alle 14,20 in camera di consiglio per decidere se, come sostiene l’accusa, fu Veronica Panarello ad ammazzare il piccolo strangolandolo o no. Sentenza attesa in serata, ma non è certo.

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L’accusa ha chiesto 30 anni

La sentenza dovrebbe arrivare in giornata. Prima della camera di consiglio sono previste le repliche delle parti. L’accusa ha chiesto per Veronica 30 anni, usando durissime parole nei suoi confronti e contestando il coinvolgimento del nonno di Loris nel delitto. “In quell’angolo buio entra soltanto lei”, Veronica Panarello, ha detto il sostituto procuratore Marco Rota. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Francesco Villardita (nella foto sotto), l’assoluzione. Ora la parola passa al giudice e di seguito ecco le tappe che hanno condotto fino a questo punto.

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Villardita: “È pronta anche alla condanna”

“Veronica Panarello”, ha detto Villardita entrando a palazzo di giustizia, “è pronta da sempre a qualsiasi sentenza. Certo, non è serena perché sta affrontando un momento particolare e un’ansia normale per questi casi. Non riusciamo a fare alcun tipo di previsione perché è un processo particolare e siamo aperti a ogni soluzione. Lei si ritiene non colpevole e noi riteniamo che la prova oltre ogni ragionevole dubbio non è stata raccolta, quindi aspettiamo e vediamo quali sono le valutazioni del giudice oggi. Poi le sentenze si accettano o si impugnano”.

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Il padre dell’imputata: “Oggi è il giorno della speranza”

“Oggi è il giorno della speranza. E qualsiasi sia la sentenza io starò vicino a mia figlia: lo farò fino a che vivrò”. Lo ha affermato Francesco Panarello (nella foto sopra), padre di Veronica, in attesa nel palazzo di giustizia di Ragusa dell’ultima udienza del processo a sua figlia Veronica per l’omicidio del figlio Loris.

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Il nonno della vittima: “Sogno pace per mio nipote”

“Questa sentenza potrà dare una possibilità alla famiglia di riunirsi”. Lo ha affermato Francesco Biazzo (sopra), legale di Andrea Stival, nonno della vittima, riferendosi ai contrasti tra il suo assistito e suo figlio Davide Stival. “È commosso”, aggiunge, “e vuole soltanto giustizia e pace per suo nipote”.

Dal delitto al processo: le tappe

La scomparsa il 29 novembre 2014

L’allarme scatta intorno alle 12,45 del 29 novembre 2014 quando Veronica Panarello si presenta a scuola e Loris non c’è. “Non ho trovato mio figlio all’uscita dalle lezioni, aiutatemi” e scattano le ricerche. In base alla prima versione, la giovane donna lo ha accompagnato in auto lasciandolo a poca distanza dalla scuola “Falcone e Borsellino”. Quattro ore più tardi la scoperta: il cadavere del bambino viene trovato da un cacciatore, Orazio Fidone, in un canalone nei pressi del Mulino Vecchio (nella foto sotto), a 4 chilometri di distanza.

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Il delitto e il ritrovamento del corpo

Loris non ha subito abusi sessuali, ma è stato ucciso, forse con fascette da elettricista. Il procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia, e il sostituto Marco Rota aprono un fascicolo per omicidio volontario inizialmente a carico di ignoti e poi viene indagato il cacciatore, che uscirà presto dall’inchiesta. Lo zainetto blu del bambino non si trova e iniziano a emergere contraddizioni nelle varie versioni fornite della mamma, che viene arrestata l’8 dicembre 2014. L’accusa è di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e occultamento di cadavere.

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Chi è la mamma arrestata

Di Veronica Panarello emerge un passato difficile. A 14 anni scopre che l’uomo che l’ha cresciuta non è il padre biologico e questo le provoca problemi a cui si aggiungono quelli con la madre. Compie gesti autolesionisti bevendo candeggina e cercando di impiccarsi. Sempre durante l’adolescenza conosce Davide Stival (nella foto sotto) e a 17 anni resta incinta di Loris. Poi arriva un secondo figlio. Ma il matrimonio e la maternità non migliorano la situazione. Davide fa il camionista e deve stare via spesso. Così Veronica si ritrova moglie e madre bambina che deve affrontare tutto da sola.

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Versioni che cambiano più volte

Veronica, per gli inquirenti, è sempre meno credibile: ammette la morte del bambino, ma la causa – dice – è un incidente provocato da un gioco di Loris. Ammette anche di aver portato il cadavere al Mulino Vecchio.

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Le accuse al nonno: “L’ha ucciso lui”

Il marito Davide Stival inizia a dubitare della moglie e tra i 2 i rapporti si incrinano. In carcere la situazione non migliora, Veronica, assistita dall’avvocato Francesco Villardita, cade in depressione tanto da essere trasferita in un ospedale psichiatrico del messinese per un periodo. Il 3 dicembre viene stabilito che sarà processata con rito abbreviato condizionato da una perizia psichiatrica. E poi l’accusa choc: Loris, secondo la sua versione, sarebbe stato ucciso dal nonno, Andrea Stival (nella foto sotto).

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La presunta relazione con il suocero

L’anziano viene indagato come atto dovuto per concorso in omicidio e occultamento di cadavere. Lui, assistito dal legale Francesco Biazzo, si dichiara innocente e contesta tutte le altre accuse che gli muova la donna, secondo cui il suocero avrebbe agito perché il bambino aveva scoperto la relazione con la mamma e voleva dirlo al padre. Al momento non sono emersi riscontri sul racconto di Veronica, che parla di rapporti sessuali anche con altri uomini, tra cui il cognato.

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L’ultima “verità” della mamma

L’avvocato di Veronica, il 10 giugno 2016, deposita in procura un video in cui la si vedrebbe in auto con un’altra persona, la “sagoma scura” di un uomo. La perizia, tuttavia, non sarebbe in grado di identificare con certezza di chi si tratta e l’avvocato Villardita (nell’immagine sopra) ribatte che, secondo gli inquirenti, quella sagoma “sarebbe frutto di un errore”.

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