Stop al numero chiuso a medicina, ma è una fake news del governo

“Si abolisce il numero chiuso nelle Facoltà di Medicina, permettendo così a tutti di poter accedere agli studi”, si afferma nel comunicato diffuso al termine del Consiglio dei Ministri che ha varato il decreto fiscale e la manovra 2019.

Ma non è vero niente, una classica fake news messa in giro – e questo è grave – proprio dal comunicato ufficiale del governo.

Il ministro dell’Istruzione: “Non mi risulta”

“Sarò franco con voi. Non mi risulta”: risponde il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti a Venezia ai giornalisti che gli chiedevano dell’abolizione del numero chiuso per la facoltà di Medicina.

E, in una nota congiunta, Bussetti e la collega del ministero della Salue Grillo spiegano di aver chiesto, in sede di Consiglio dei ministri, di “aumentare sia gli accessi sia i contratti delle borse di studio per Medicina. E’ un auspicio condiviso da tutte le forze di maggioranza che il governo intende onorare”.

Conte: “Solo un obbiettivo politico…”

Interviene, alla fine, palazzo Chigi: “Si tratta di un obiettivo politico di medio periodo per il quale si avvierà un confronto tecnico con i ministeri competenti e la Conferenza dei Rettori delle università italiane, che potrà prevedere un percorso graduale di aumento dei posti disponibili, fino al superamento del numero chiuso”.

 

 

Numero chiuso: non è vero niente

Abolizione del numero chiuso nelle facoltà di medicina, 50 milioni alle regioni per gli interventi di abbattimento delle liste d’attesa, 284 milioni per i rinnovi contrattuali di tutto il personale del Servizio sanitario nazionale e altri 505 milioni che saranno attribuiti alle regioni per le spese farmaceutiche. Sono alcune delle misure in materia di sanità varate dal governo, che ha votato la manovra e altre misure fiscali, e previste in due distinti provvedimenti, il decreto legge per la Semplificazione e il disegno di legge relativo al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e al bilancio pluriennale per il triennio 2019–2021.

Quest’anno è entrato un candidato su 6

Nella manovra, arriva un po’ a sorpresa, l’abolizione del numero chiuso nelle facoltà di medicina, “permettendo così a tutti di poter accedere agli studi”. Una misura che potrebbe avere un effetto notevole. Basti pensare che il mese scorso per contendersi 9.779 posti si sono presentati ai test d’ingresso 67.005 candidati. Giovani aspiranti dottori con il sogno di indossare il camice bianco ma che per anni si sono trovati davanti una montagna davanti: solo 1 posto per 6 candidati.

Digitalizzato il Cup

Per smaltire le attese in sanità “si interviene per ridurre drasticamente le liste d’attesa con lo stanziamento, tra l’altro, di un fondo da 50 milioni per le regioni per gli interventi di abbattimento delle liste d’attesa”, riporta il documento. Inoltre, con l’istituzione del Centro unico di prenotazione (Cup) digitale nazionale, “si potrà monitorare quando effettivamente sono stati presi gli appuntamenti, in modo da evitare – sottolinea il comunicato – possibili episodi fraudolenti di indebito avanzamento nelle liste d’attesa”.

Semplificazione sulla salute

Il consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giuseppe Conte, ieri sera ha approvato anche il decreto-legge che introduce disposizioni per la deburocratizzazione, la tutela della salute, le politiche attive del lavoro e altre esigenze indifferibili. Per quanto riguarda il settore ‘Salute’, nella Semplificazione sono previste le transazioni con le aziende farmaceutiche per il ripiano della spesa farmaceutica, ovvero il famoso ‘payback’; l’stituzione della Anagrafe nazionale vaccini, con l’obiettivo di monitorare i programmi vaccinali sul territorio; l’istituzione del fondo per la riduzione delle liste d’attesa.

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