Latte e burro: ora è obbligatorio indicare l’origine in etichetta

Scatta definitivamente l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari come burro, formaggi, yogurt per impedire di spacciare come Made in Italy i prodotti ottenuti degli allevamenti stranieri. Lo rende noto la Coldiretti nell’annunciare che è scaduto il termine di 180 giorni per smaltire le scorte di confezioni con il sistema di etichettatura precedente all’entrata in vigore dal decreto.

Le diciture

L’obbligo di indicazione di origine del latte o del latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari, si applica – spiega la Coldiretti – al latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale. L’obbligo di indicazione di origine del latte o dei prodotti lattiero-caseari, precisa la Coldiretti, sarà riconoscibile in etichetta dalle seguenti diciture: Paese di mungitura, nome del Paese nel quale è stato munto il latte, e Paese di confezionamento e trasformazione”, nome del Paese nel quale il latte è stato condizionato o trasformato.

Unione europea o meno

Qualora il latte o il latte usato sia stato munto, condizionato o trasformato, nello stesso Paese, l’indicazione di origine può essere assolta con l’utilizzo della seguente dicitura: “origine del latte”: nome del Paese. Se invece le operazioni indicate avvengono nel territorio di più Paesi membri dell’Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate – continua la Coldiretti – le seguenti diciture: “latte di Paesi Ue” per l’operazione di mungitura, “latte condizionato o trasformato in Paesi UE” per l’operazione di condizionamento o di trasformazione.

Se ci sono più Paesi

Infine qualora le operazioni avvengano nel territorio di più Paesi situati al di fuori dell’Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate le seguenti diciture: “latte di Paesi non UE” per l’operazione di mungitura, “latte condizionato o trasformato in Paesi non Ue” per l’operazione di condizionamento o di trasformazione.

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