Perizia sulla handbike di Alex Zanardi: “Nessun malfunzionamento”

L’handbike su cui viaggiava Alex Zanardi lo scorso 19 giugno, mentre percorreva la strada stradale provinciale 146 tra Pienza e San Quirico d’Orcia, in provincia di Siena, sarebbe stata regolarmente funzionante dal punto di vista meccanico. E il manto stradale non sarebbe stato “ammalorato”, cioè difettoso. Sono questi alcuni elementi che emergerebbero dalla consulenza tecnica disposta dalla procura di Siena sull’incidente in cui l’atleta paralimpico, quel giorno impegnato nella staffetta benefica Obiettivo Tricolore, rimase gravemente ferito, dopo aver sbandato e l’urtato contro il tir che sopraggiungeva in direzione opposta.

La consulenza

L’ingegnere Dario Vangi, professore di progettazione meccanica e costruzione di macchine del Dipartimento di ingegneria industriale dell’Università di Firenze, tra i maggiori specialisti in infortunistica stradale, ha depositato nei tempi concessi (60 giorni) la relazione richiesta dal procuratore Salvatore Vitello e dal pubblico ministero Serena Menicucci. Alla consulenza sono state allegate le relazioni con le osservazioni dei consulenti di parte: quella dell’ingegnere Mattia Strangi, professore di ricostruzione degli incidenti stradali all’Università di Bologna, nominato dall’avvocato Massimiliano Arcioni, difensore dell’indagato, e quella della parte offesa, cioè della famiglia di Zanardi, che ha nominato l’ingegnere Giorgio Cavallin di Padova.

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