Fatture di Sky ogni 4 settimane: ricorso all’Antitrust

Consumatrici.it ha deciso di scendere in campo contro le fatture delle 4 settimane che Sky vuole imporre ai suoi abbonati a partire dal prossimo 1° ottobre. Il quotidiano o line delle consumatrici itaiane ha segnalato Sky all’Antitrust, affinché blocchi gli aumenti previsti (nella foto sotto il presidente Pitruzzella).


Copiando le compagnie telefoniche, il colosso della pay-tv satellitare ha annunciato una nuova frequenza di fatturazione. Da ottobre emetterà la bolletta ogni 4 settimane, invece che ogni mese, aumentando il costo dell’abbonamento dell’8,6%.
La nuova tecnica commerciale è scorretta, a nostro avviso, anche perché non lascia alternative agli abbonati. O accettano il rincaro a capo chino o danno disdetta all’intero servizio. Un atteggiamento vessatorio, che ha già comportato una sanzione di mezzo milione di euro alla compagnia Wind.
Di questo passo è facile immaginare che la più costosa fatturazione ogni 4 settimane verrà adottata da ogni fornitore di servizi, come energia elettrica e gas.
Per questo è urgente che l’Antitrust intervenga con fermezza per disinnescare queste tecniche commerciali, che comportano un forte aumento – immotivato – per gli stessi servizi di sempre.

Ecco il testo del ricorso presentato oggi, 15 settembre 2017, da consumatrici.it all’Antitrust e protocollato col numero W00092394.

Scrive Rocco Di Blasi: “In qualità di direttore responsabile del sito consumatrici.it, segnalo all’Autorità Antitrust la scorrettezza di Sky Italia, che in piena estate ha modificato unilateralmente la cadenza della fatturazione. A partire dal primo ottobre 2017, le fatture saranno emesse ogni 4 settimane, invece che ogni mese, con un aggravio sul costo del servizio dell’8,6%.

Già le compagnie telefoniche avevano adottato questo trucco, meritando anche una vostra sanzione. Nonostante ciò, Sky Italia ha annunciato il medesimo modello gravemente lesivo dei diritti dei consumatori. Sottolineo che la proposta unilaterale di Sky Italia non lascia alternativa. O si accetta l’aumento o si recede dal contratto. Sembra inoltre scorretto che tale comportamento sia attuato dall’unico operatore satellitare di pay-tv, che gode già di enormi vantaggi sul mercato per la posizione dominante che detiene.

Sarebbe auspicabile che prima che partano gli aumenti l’Autorità intervenga con fermezza nei confronti di Sky Italia, affinché tale modello commerciale – fonte di forti rincari – non venga sdoganato e adottato quindi da ogni fornitore di
servizi, quali l’energia elettrica, il gas e via dicendo.

Distinti saluti”.

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