Casatenovo (Lecco): chiuso per lutto l’asilo della Pupa, attesa per l’autopsia

È chiuso per lutto, oggi, sabato 16 settembre, l’asilo aziendale della Pupa, dove ieri è morto un bambino di 10 mesi, figlio di una dipendente di 35 anni di un coune della zona, Lissone. I genitori chiedono silenzio, mentre l’autopsia dovrà dire quali sono state le cause dell’improvviso decesso, avvenuto mentre la mamma del piccolo Diego stava lavorando a pochi metri da lui.

L’azienda, intanto, ha emesso un comunicato, in cui afferma che “In relazione al tragico evento avvenuto presso la sede dell’asilo nido Piri Piri, Micys company è profondamente affranta e vicina alla famiglia. Siamo a totale disposizione per gli accertamenti del caso”.

Sulle cause della mrote sono possibili, al momento, solo ipotesi. Tra le quali una malformazione congenita manifestatasi all’improvviso o la Sids, la sindrome del decesso del lattante, più conosciuta come morte bianca o morte in culla.

Gli accertamenti in corso diranno qualcosa di più certo.

 

 

La tragica notizia del 15 settembre

Un bambino di appena 10 mesi, Diego, è morto ieri dopo essere stato notato in uno stato di evidente sofferenza, ieri pomeriggio, mentre si trovava all’asilo nido “Piri Piri” di Casatenovo, popoloso centro della Brianza in provincia di Lecco.

Il “Piri Piri” è il nido aziendale dell’impresa di cosmetici Pupa e il piccolo era figlio di una dipendente. Il bambino è stato trovato privo di sensi, dentro il passeggino, durante il riposo pomeridiano.

Il bambino è stato soccorso e portato in elisoccorso all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove è giunto attorno alle 15,20 ma poco dopo le 16 i medici hanno dovuto constatarne il decesso.

Il piccolo attorno alle 14,20 è stato trovato dalle educatrici del nido con evidenti segni di sofferenza e sono stati mobilitati i soccorsi. Subito le condizioni sono apparse gravi, con i sintomi di un arresto cardiocircolatorio. È stato caricato sull’ambulanza mentre l’elicottero atterrava poco lontano dalla struttura.

Sull’accaduto è stato aperto un preliminare d’inchiesta che dovrà accertare le cause del decesso. La salma del piccolo Diego è per il momento tenuta nella camera mortuaria del Papa Giovanni XXIII in attesa che la procura decida se effettuare l’autopsia.

Stretto il riserbo al momento sia sull’inchiesta che sull’identità della famiglia del piccolo, della quale si sa che vive a Lissone e che ha un figlio più grande.

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