Piombino: l’infermiera Bonino accusata di 10 omicidi

La procura di Livorno ha chiuso le indagini sulla vicenda delle morti anomale avvenute tra il 2014 e il 2015 all’ospedale di Piombino di cui è accusata per omicidio volontario aggravato l’infermiera Fausta Bonino.

Il Pm Massimo Mannucci le ha attribuito la responsabilità di 10 decessi. All’inizio della vicenda erano 14 le morti sospette su cui gli inquirenti hanno fatto accertamenti ma, nel corso dell’inchiesta, quattro sono state archiviate.

Fausta Bonino è accusata di aver pianificato le morti dei pazienti causando emorragie con eparina, farmaco anticoagulante, somministrato anche laddove non fosse prescritto o in sovradosaggio.

Indagato anche il dottor Canalis

Nell’atto compare un altro indagato, il dottor Michele Canalis, 52 anni, primario del reparto a partire dal 30 dicembre 2014. Canalis è accusato di omicidio colposo riguardo alla morte degli ultimi tre pazienti perché – secondo il pm – avrebbe tenuto un comportamento negligente non avendo vigilato correttamente sulle attività del personale sanitario.

 

Le notizie del 24 giugno 2016

Aveva detto che non avrebbe mai più voluto fare l’infermiera e invece il tempo passa e si cambiano le idee. Fausta Bonino ha presentato richiesta alla Asl di essere reintegrata nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Piombino dove sono morti 13 pazienti a cui, secondo l’accusa, sarebbe stata somministrata una forte dose di eparina, un farmaco anticoagulante.

Lo riferisce Repubblica oggi nell’edizione della Toscana. Per quei decessi l’infermiera era stata arrestata e poi scarcerata dal tribunale del riesame.

La Asl avrebbe, però, negato il reintegro.

aaainfermieradue

Ha trascorso 21 giorni in carcere

Quando Fausta Bonino fu arrestata il 30 marzo scorso all’aeroporto di Pisa al suo rientro da un viaggio a Parigi, era scattata automaticamente la sospensione dal servizio.

L’infermiera ha trascorso 21 giorni in carcere e poi è stata rilasciata perché il tribunale del riesame ha annullato l’ordinanza di misura cautelare definendo gli indizi a suo carico non connotati “da gravità, precisione e concordanza”. Le motivazioni della decisione del riesame parlano anche di “insussistenza della gravità indiziaria”.

L’infermiera vorrebbe tornare in servizio
Fausta Bonino, l’infermiera di Piombino arrestata con l’accusa di aver ucciso 13 pazienti ricoverati in rianimazione e poi scarcerata per mancanza di indizi solidi e concordanti, potrebbe tornare al lavoro. In settimana si esprimeranno i vertici della Asl e la volontà dell’infermiera è quella di tornare in servizio, anche se in ambulatori e non in corsia. Dopo la scarcerazione, la donna rimane indagata, ma essendo a piede libero non è prevista la sospensione dal servizio.

 

Piombino: “Non farò mai più l’infermiera”, non esce più di casa Fausta Bonino, le notizie del 15 aprile 2016

“Non farò più l’infermiera”: si dischiara innocente, anche dopo la scarcerazione Fausta Bonino e annuncia che lei in una corsia non ce la vedono più.

È ancora accusata di aver provocato la morte di 13 pazienti all’ospedale di Piombino attraverso iniezioni con dosi letali  di eparina, ma la magistratura ora dovrebbe imboccare qualche altra strada, dopo la decisone del tribinale del Riesame di Firenze.

La Bonino, 56 anni, è rimasta in carcere per tre settimane molto difficili, soprattutto per gli interrogatori iniziali.

“Sto lentamente tornando alla normalità”, racconta, ma ha ancora il coraggio di uscire di casa. In tanti però vanno a trovarla, amici e colleghi portandole fiori. L’infermiera non parla – invece – della caposala e della direzione del reparto.

 

 

“La colpa non è di un killer ma di qualche errore nei protocollo”

L’infermiera, che è ancora indagata, non pensa che le 13 morti sospette sono da imputare ad un killer “ma a protocolli andati in tilt”. “Nessuna delle mie colleghe”, dice, “sarebbe capace di fare qualcosa ai malati”.

 

La clamorosa svolta: le notizie del 21 aprile

Clamorosa svolta a Piombino. Il tribunale del riesame di Firenze ha fatto scarcerare Fausta Bonino in carcere dal 31 marzo scorso. La Bonino, ieri pomeriggio, ha lasciato l’istituto don Bosco di Pisa ed è tornata a casa sua.

L’accusa di aver ucciso 13 pazienti

Il riesame, secondo quanto si apprende, ha annullato l’ordinanza d’arresto. La donna era stata fermata con l’accusa di aver provocato la morte di 13 pazienti del reparto di rianimazione dell’ospedale con eparina. Al riesame si era rivolto il difensore Cesarina Barghini.

L’intercettazione sbagliata

Le motivazioni della scarcerazione non sono ancora note, ma la decisione del giudice sembra rimettere in discussione l’impianto dell’inchiesta che aveva portato all’arresto di Fausta Bonino. Un impianto che – secondo l’avvocato Barghini – sarebbe minato da vari elementi, compresa un’intercettazione sbagliata. “Paola, mi raccomando, te non devi dire nulla”, a parlare tuttavia non era l’infermiera arrestata, ma una sua collega.

L’infermiera al marito: “Vieni a prendermi”

In attesa di maggiori informazioni sulla decisione del riesame, Fausta Bonino ha dunque lasciato la cella in cui è rimasta rinchiusa per 21 giorni perdendo molti chili. Ieri è stata direttamente lei a chiamare il marito, Renato Di Biagio, dicendogli “vieni a prendermi”, come ha riferito l’avvocato della donna, Cesarina Barghini, che spiega di non conoscere, “ancora i termini della decisione del tribunale del riesame che a noi non ha notificato niente”.

aaaabarghini

L’avvocato: “L’assassino è ancora in giro”

L’avvocato Barghini (nella foto qui sopra) ha poi voluto sottolineare quello che per lei è un fatto: “L’assassino è ancora in giro ha detto – ora spero che finalmente inizino le indagini”. Poi però – con maggiore cautela – ha aggiunto: “Sono soddisfatta soprattutto perché in questo modo sarà più facile per lei affrontare tutto ciò che abbiamo davanti”. Al tribunale del riesame l’avvocato si era rivolta dopo che il gip del tribunale di Livorno Antonio Pirato, il 4 aprile scorso, aveva respinto la richiesta di scarcerazione o, in subordine, dei domiciliari per l’infermiera.

Fausta Bonino è uscita dal carcere accompagnata dal figlio. La foto grande, in apertura, è dell’Agenzia Ansa, quella qui sopra è di Fabio Muzzi da Il Tirreno.

 

 

La procura voleva far riesumare i corpi: le notizie precedenti

La procura farà riesumare 8 dei 13 pazienti deceduti all’ospedale di Piombino e della cui morte è accusata l’infermiera Fausta Bonino (nella foto in apertura con l’avvocato Cesarina Barghini e sotto da sola), 55 anni. Dopo l’interrogatorio di garanzia, non si diminuiscono i sospetti dei magistrati di Livorno. “La nostra posizione non si è modificata”, ha detto il procuratore Ettore Squillace Greco che, a proposito della difesa dell’infermiera, aggiunge: “È dovere dell’ufficio della procura di prenderne atto senza commento alcuno”.

aaaapiombino2

“Quali sono le prove contro di me?”

A 24 ore dall’interrogatorio, emergono altri particolari in merito alle parole di Fausta Bonino, che si dichiara del tutto estranea ai fatti che le sono contestati. “Ditemi per favore quali sono le prove contro di me, non riesco a capirle”, ha insistito e il suo legale, l’avvocato Cesarina Barghini, ha aggiunto: “Fausta fu una delle prime ad accorgersi degli strani decessi già dopo le prime 2 o 3 morti”.

L’avvocato minacciato via Internet

Secondo l’avvocato, che ha detto anche di aver ricevuto minacce via Internet per la difesa dell’infermiera, Fausta ha detto anche: “Ne parlammo con tutti i colleghi e chiedemmo una spiegazione alla direzione. Ci fu un audit alla quale partecipò una dottoressa di Pisa esperta del settore che ci tranquillizzò dicendo che, in alcune condizioni, si potevano manifestare alterazioni irreversibili della coagulazione”.

Negati depressione e alcolismo

Perché c’era sempre lei quando avvenivano i decessi? “Perché lei era l’unica che non faceva i turni di notte”, ha spiegato l’avvocato Barghini, “e dunque era più presente in reparto rispetto agli altri colleghi. Comunque alcune morti sono avvenute mentre la signora Bonino era a riposo”. Infine ha negato che la donna fosse depressa e che facesse uso di alcol. Soffrirebbe di epilessia da anni, dopo un incidente stradale, ma sul lavoro non avrebbe avuto riflessi.

 

L’infermiera ai magistrati: “Innocente, lo giuro sui miei figli”, le notizie del 4 aprile 2016

“Sono innocente, lo giuro sui miei due figli”. Lo ha detto l’infermiera Fausta Bonino, 55 anni, accusata della morte tra il 2014 e il 2015 di 13 pazienti ricoverati nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Pisa, rispondendo durante l’interrogatorio di garanzia durato 2 ore e mezzo avvenuto nel carcere “Don Bosco” di Pisa.

 

“Non sono stata io”

Presenti all’interrogatorio gip del tribunale di Livorno, Antonio Pirato, il procuratore capo Ettore Squillace Greco, il sostituto Massimo Mannucci e l’avvocato di fiducia della donna, Cesarina Barghini. Davanti a loro, l’infermiera ha ribadito più volte la sua estraneità agli addebiti.

L’avvocato: “Il killer è a piede libero”

“La mia assistita è innocente e lo dimostrerà”, ha detto l’avvocato Barghini. “Ha sempre svolto il suo lavoro correttamente e adesso si trova a dover rispondere di accuse infamanti”. E per lei ha chiesto i domiciliari invece della scarcerazione perché teme per la sua incolumità ribadendo che “il vero killer è ancora a piede libero”. Inoltre per il legale, c’è stata un’errata interpretazione delle intercettazioni.

Piombino, l’infermiera dal carcere: “Non ho ucciso, sono un capro espiatorio”, le notizie del 1° aprile 2016

Si difende l’infermiera accusata della morte di 13 pazienti. “Non sono una killer, ma un capro espiatorio per morti inspiegabili”, ha detto in carcere al suo avvocato Cesarina Barghini, che aggiunge: “La mia assistita è innocente e lo dimostrerà”. E quando aveva già il telefono sotto controllo, Fausta Bonino, 55 anni, aveva detto a una collega: “Me li sogno la notte, non è possibile che queste persone muoiono quando ci sono io”.

aaaospedale

 

“Uccise con l’eparina 13 pazienti a Piombino”, arrestata un’infermiera, le notizie del 31 marzo 2016

Un altro caso di omicidi seriali in un luogo di cura. E un’altra volta la colpevole sarebbe un’infermiera, come nella vicenda di Lugo, la cui protagonista è stata di recente condannata all’ergastolo. Il replay della vicenda è quasi incredibile da raccontare.

Si chiama Fausta Bonino ed è stata arrestata all’aeroporto di Pisa, nella serata di ieri, mercoledì 30 marzo, al ritorno da una viaggio a Parigi, dove vive il figlio. Alcol e depressione sarebbero la miscela da cui sarebbero nati i suoi delitti

L’infermiera lavorava da 30 anni nell’ospedale di Piombino e nessuno poteva immaginare un reato così terribile, anche se occorrerà ascoltare le sue spiegazioni.

aaaaaapiombino

L’accusa: omicidio volontario continuato

Secondo le indagini, l’infermiera è ritenuta responsabile del reato di omicidio volontario continuato, avvenuto negli anni 2014 e 2015, di 13 pazienti tutti ricoverati, a vario titolo e per diverse patologie, presso l’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale civile di Piombino (nella foto).

Aggiunto un medicinale non previsto dalle terapie prescritte

Un farmaco non previsto dalle terapie prescritte ai pazienti – l’eparina – sarebbe stato, chissà perché, l’arma scelta per uccidere 13 pazienti tra il 2014 e il 2015. Sempre secondo quanto appreso, il farmaco non figurerebbe nei piani terapeutici dei pazienti, ognuno dei quali era ricoverato nel reparto di rianimazione e di anestesia dell’ospedale toscano per patologie diverse tra loro.

 

Trasferita nel carcere di Pisa, è originaria di Savona
Dopo l’arresto è stata trasferita nel carcere di Pisa l’infermiera professionale arrestata dal Nas di Livorno con l’accusa di omicidio volontario e continuato su 13 pazienti ricoverati per patologie diverse in rianimazione.

La donna, 55 anni, originaria di Savona da una famiglia piemontese, ma era in Toscana dall’inizio degli anni ’80.

 

Vittime uomini e donne tra i 61 e gli 88 anni
I pazienti deceduti sono uomini e donne di età fra i 61 e gli 88 anni. Secondo il Nas, in molti casi avevano patologie per cui la somministrazione di Eparina non rientrava nelle possibili terapie. Sui 13 decessi 12 sono attribuiti a “scoagulazione del sangue”, uno ad arresto cardiaco. I 13 decessi hanno alterato le statistiche dell’ospedale di Piombino e sono stati registrati tra il 2014 e il 2015: 19 gennaio, 27 giugno, 22 settembre, 2 ottobre, 24 novembre, 26 novembre, 20 dicembre, 28 dicembre del 2014; 9 gennaio, 11 marzo, 1 luglio, 9 agosto, 29 settembre nel 2015.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto