San Raffaele: truffa da 28 milioni, c’è anche il medico di Berlusconi

Avviso di fine indagine per 9 dirigenti dell’ospedale San Raffaele di Milano, rappresentanti legali e 6 primari tra cui Alberto Zangrillo, primario del reparto di anestesia e medico personale di Silvio Berlusconi. Secondo la ricostruzione della procura del capoluogo lombardo, seguita dal pubblico ministero Giovanni Polizzi e coordinata dall’aggiunto Giulia Perrotti, in capo a loro sarebbe una truffa aggravata al servizio sanitario nazionale da 28 milioni di euro causata dai rimborsi, ritenuti irregolari, per 4 mila interventi chirurgici.

Non rispettati i requisiti in sala operatoria

Gli episodi contestati vanno dal 2011 al 18 novembre 2013 e i reati ipotizzati comprendono anche il falso. Il tutto determinato da presunte violazioni alle norme di accreditamento che riguardano il numero minimo di operatori sanitari e anestesisti in sala operatoria. Nella ricostruzione degli inquirenti, inoltre, sarebbero stati utilizzati medici specializzandi. Nonostante ciò i dipendenti del San Raffaele finiti nei guai autocertificavano il rispetto dei requisiti per richiedere il rimborso delle prestazioni erogate.

Accertate dalla Gdf anche responsabilità amministrative

Indebiti, dunque, secondo i magistrati e gli uomini del comando provinciale della guardia di finanza, i 28 milioni di euro percepiti. Inoltre nei confronti degli enti, aggiungono le fiamme gialle in un comunicato stampa, «che hanno gestito nel tempo la struttura ospedaliera è stata contestata la responsabilità amministrativa ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001».

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