Pesce, alghe e fagioli: fare il pieno d’estate per la tiroide

Siete al mare? Mangiate alici, molluschi, crostacei, e fatene mangiare ai vostri bimbi. Se invece preferite la montagna puntate su yogurt e frutti di bosco, mirtilli in particolare. Sono i consigli della Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (Siedp) per affrontare la carenza di iodio nei bambini, che alla lunga può provococare danni alla tiroide.
“Lo iodio non va in vacanza”, recita la campagna estiva contro la carenza iodica. Il problema colpisce 2 miliardi di persone nel mondo, con oltre una persona su 10 e un bambino su 5 a rischio gozzo nel nostro Paese.

 

Evviva le alghe

La dieta giusta per prevenire il problema è a base di pesce, meglio se azzurro (alici e sgombri) e di piccole dimensioni, alghe (a patto di non condirle con la soia), e frutti rossi.
“In estate suggeriamo di aumentare il consumo di pesce fresco di mare, soprattutto se ci si trova in vacanza in località costiere – raccomanda in un incontro a Milano Roberto Gastaldi, dell’Endocrinologia pediatrica dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova – Come è noto, infatti, la maggior parte dei pesci e dei frutti di mare sono buone fonte di iodio”, minerale amico della tiroide.

 

100 grammi di merluzzo al dì…

Le dosi giuste? Dice l’esperto: “Meno di 100 grammi di merluzzo forniscono ad esempio 99 microgrammi di iodio (il 66% del fabbisogno giornaliero). Un’altra grande fonte sono il salmone (non d’allevamento) o il branzino. Da prediligere, in generale, il pesce azzurro (come sgombro e alici) e i pesci piccoli. Quelli grandi come tonno e spada, infatti, possono contenere mercurio e sono sconsigliati nell’infanzia. Importanti anche i crostacei e molluschi come calamari e polpi, privi di spine e del classico odore di pesce che a volte scoraggia i bambini”.

 

Gli insospettabili: fagioli e yogurt
Nella lista degli alimenti alleati gli specialisti inseriscono anche “i mirtilli rossi, frutti tipici della bella stagione; lo yogurt biologico (una tazza fornisce 90 microgrammi di iodio, il 60% del fabbisogno quotidiano); i fagioli (42% in una tazza della varietà bianca cotta) e le alghe: sono un concentrato di iodio – assicura la Siedp – Una porzione da 50 grammi di alcuni tipi, ad esempio la bladderwrack essiccata, contiene più del 100% del fabbisogno giornaliero”.

 

Uova e sale iodato
Avanti tutta anche per gli amanti di uova e latte, senza ovviamente dimenticare il sale iodato: “Cinque grammi al giorno per l’adulto e 2-3 grammi per il bambino, come raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità, bastano a centrare l’obiettivo giornaliero di iodio da assumere per far star bene la tiroide”. E ancora, “sono utili aglio e cipolle, funghi, semi di sesamo e girasole: ricchi di selenio equilibrano gli ormoni della tiroide”, insegna la Siedp che sconsiglia invece “soia, spinaci, cavoli, ravanelli, mandorle, pinoli, nocciole e arachidi: bloccano l’assunzione di iodio e limitano la capacità della tiroide di regolare il metabolismo”. Belli da vedere, ma indifferenti alla tiroide sono invece “sale nero e rosa dell’Himalaya: non contengono iodio, così come il sale marino in generale”.

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