Parigi: il Roland Garros boccia Maria Sharapova, eliminata a Roma per un infortunio

I francesi sono stati molto più severi degli italiani. Mentre Maria Sharapova è stata eliminata a Roma per un infortunio alla gamba sinistra, mentre stava vincendo al terzo set contro la Lucic-Baroni, contemporaneamente gli organizzatori del prestigioso torneo del Roland Garros, che si gioca sui campi in terra battuta di Parigi, hanno rifiutato la wild card alla tennista russa, che non potrà giocare in quel torneo neppure partendo dalle qualificazioni. L’opposto di quanto è accaduto a Francesca Schiavone, rifiutata dal torneo di Roma e ammessa, invece, a Parigi.

La Sharapova invece – la settimana scorsa – aveva potuto giocare il torneo di Madrid.

Come si vede, la divisione – dopo la vicenda doping che ha tenuto la Sharapova fuori dai tornei per 18 mesi – è ancora evidente.

Le notizie del 23 aprile: il ritorno a Stoccarda

Finalmente il rientro dopo la lunga squalifica per il Meldonium, che le ha fatto perdere anche le Olimpiadi di Rio. Sarà Roberta Vinci la prima avversaria di Maria Sharapova dopo la sosta di 15 mesi per la positività. Così ha voluto il sorteggio di ieri mattina del torneo di Stoccarda.

Il match è in programma mercoledì prossimo, 26 aprile, visto che la squalifica di Masha scadrà alla mezzanotte di martedì e fino a quel momento la vincitrice di 5 Slam non potrà entrare nell’impianto del torneo e dovrà allenarsi altrove, come del resto ha fatto finora.

Entrambi i precedenti tra le due giocatrici, agli Us Open 2007 e Indian Wells 2012, sono favorevoli alla trentenne siberiana, ma da allora molta acqua è passata sotto i ponti.

Quanto a Roberta Vinci (nella foto qui sopra), dopo i fasti del 2015-2016, non è nel suo momento migliore, ma la pugliese è una tennista molto tenace e l’esito del match con una Sharapova comunque ferma da tanto tempo non è scontato.

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La protesta delle colleghe della russa

In caso di vittoria, la Sharapova potrebbe subito trovare una delle sue contestatrici, la polacca Agnieszka Radwanska che inizia contro la russa Ekaterina Makarova. In una recente intervista, la Radwanska ha ribadito che alla ragazza immagine del tennis non dovrebbero essere assegnate wild card. Anche Angelique Kerber, numero 1 dell’attuale classifica Wta, ha espresso lo stesso concetto.

Le notizie del 5 ottobre 2016

Stavolta i giudici sono stati (abbastanza) clementi con una campionessa che in passato non aveva subito neppure un’ammonizione per doping. Maria Sharapova potrà tornare in campo dal 26 aprile dell’anno prossimo. Maria potrebbe tornare in campo per la prima volta dopo la sospensione a Roma, ai prossimi Internazionali d’Italia.

Il Tas di Losanna le ha comunicato, infatti, la riduzione della sospensione da 24 a 15 mesi. La tennista russa ha vinto il ricorso in Svizzera: era stata squalificata sino al gennaio del 2018 per la positività al meldonium, un farmaco registrato solo da pochi mesi nella lista dei prodotti vietati, risultata nei test antidoping durante gli Australian Open del gennaio 2016.

La decisione del Tribunale Arbitrale dello Sport sul ricorso della tennista russa contro la squalifica di due anni per doping, comminatale l’8 giugno dalla Federazione Internazionale Tennis (Itf), sarebbe dovuta arrivare il 18 luglio scorso, ma il Cas aveva deciso di rinviare nuovamente il giudizio alla prima settimana di ottobre, cosa che è puntualmente avvenuta, con grande soddisfazione di Maria (nella foto in basso mentre illustra la sua difesa davanti al giudice del tribunale di Losanna).

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“Finalmente un giorno felice”

“Ho passato momenti terribili fino ad oggi, uno dei giorni più belli: tornerò in campo ad aprile. Il tennis è la mia passione e mi è mancato tanto, ora il processo è finito, ora sono felice. Torno presto e non sto nella pelle”: queste le prime dichiarazioni di ieri di Masha, dopo la sentenza del Tas.

La Sharapova ha postato sulla sua pagina Facebook la difesa davanti al Tas. Ecco il video.

L’attesa per il giudizio del Tas

Bisognerà attendere il primo pomeriggio di oggi per conoscere il destino tennistico di Maria Sharapova. È atteso per le 15, infatti, il verdetto del Tas, il Tribunale dello sport di Losanna, sull’appello presentato dalla tennista russa contro la sospensione di due anni per la positività al meldonium dopo gli Australian Open del 2016. Come è noto, in virtù di quella decisioe Maria non ha potuto partecipare alle Olimpiadi di Rio.

Per l’ITF l’ex numero 1 al mondo non aveva intenzione di barare, ma ha ammesso che si è comunque trattato “di un errore molto grave”. In caso di conferma della sentenza da parte del Tas, la tennista siberiana resterebbe squalificata sino al 25 gennaio del 2018. Carriera finita, insomma, con al perdita conseguente di tutti i suoi ricchi sponsor.

 

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Le notizie dell’11 luglio 2016

Ora è certo. Maria Sharapova non sarà alle Olimpiadi di Rio 2016. Il Tribunale Arbitrale dello Sport ha deciso, infatti, di rinviare a settembre la decisione riguardo al suo ricorso.

La squalifica, comminata l’8 giugno dalla Federazione Internazionale Tennis (Itf), prevedeva due anni di stop per doping (da Meldonium) e doveva essere rivalutata in ricorso il 18 luglio; questo avrebbe offerto alla campionessa l’occasione olimpica, essendo stata comunque scelta come rappresentante del suo paese.

 

Il rinvio boccia definitivamente le attese della campionessa

Ma la decisione di rinvio arriva direttamente da Losanna, sede del Tas, che lo annuncia tramite un comunicato stampa: “Su richiesta delle parti, che desideravano beneficiare di più tempo per portare elementi in grado di rispondere alle varie questioni, le parti hanno convenuto di non accelerare l’appello”.

Maria sospesa il 12 marzo scorso

L’ex numero 1 mondiale era stata sospesa dalla partecipazione a tutti i tornei dal 12 marzo in attesa appunto di provvedimenti; per la decisione finale dovrà ora attendere fino al 19 settembre, saltando così i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro.

L’intenzione di presentare ricorso: le notizie precedenti

Maria Sharapova non s’arrende dopo la sentenza del Tribunale internazionale del tennis che l’ha condannata a due anni di sospensione (vuol dire – oltretutto niente Olimpiadi di Rio, nel prossimo agosto). La campionessa siberiana ha presentato il suo ricorso al Tas, il Tribunala di arbitrato dello Sport, che ha sede a Losanna. lo ha annunciato lo stesso Tas sul suo sito. La Sharapova chiede l’annullamento dlela sentenza di primo grado o – in subordine – la riduzione. Si parla di un anno al posto di due, che comunque non consentirebbe alla russa di gareggiare a Rio, ma le permetterebbe si sfruttare al più presto i suoi ricchi contratti pubbicitari (tra i più ricchi del tennis mondiale, non solo femminile).

Le notizie del 10 giugno

Durissima punizione per Maria Sharapova, che era già stata sospesa per doping dalla Federtennis internazionale, proprio mentre la Federazione tennistica russa convocava la siberiana per le Olimpiadi.

Invece niente Rio, perché è scattata una squalifica durissima di due anni, anche ne erano stati chiesti 4 dalla Federazione internazionale del tennis femminile.

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Molto colpita Maria (sopra in una recente foto a una serata di gale), che ha annunciato sulla sua pagina Facebook che presenterà subito un ricorso in appello. Difficile, comunque, vederla scendere in campo a Rio. Il tennis mondiale perde una vera star, con un patrimonio – oltretutto – elevatissimo, in virtù di premi e sponsorizzazioni unici al mondo.

Maria ora protesta la sua innocenza ma ha molte colpe: prima di tutto ha ignorato che il Meldonium era entrato dall’inizio del 2016 nell’elenco dei farmaci proibiti. Poi del Meldonium faceva un uso continuo, specie durante i tornei, tanto che nel 2015 – quando era ancora consentito – era stata trovata positiva 5 volte a questo che è un medicinale. Quest’uso, a quanto si sa, era anche ignorato dal suo medico personale. Insomma non tutti i conti tornano. Se poi questo è il “sistema” vigente nel tennis di alto livello sarà da indagare, non certo da “passarci sopra”.

 

La protesta su Facebook: testo integrale

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La campionessa ha reagito con prontezza e decisione sulla sua pagina Facebook, questo il testo integrale (che vedete in inglese nell’immagine qui sopra): “Oggi con la loro decisione di una sospensione di due anni, il tribunale Itf (è la Federazione mndiale del tennis femminle N.d.r:9, all’unanimità, ha concluso che quello che ho fatto non era intenzionale.

Secondo il tribunale, non ho fatto cercare cure dal mio dottore per lo scopo di ottenere una sostanza dopante. La Itf speso un’enorme quantità di tempo e risorse per cercare di dimostrare che ho volutamente violato le norme anti-doping e il tribunale ha concluso, non l’ho fatto.

Dovete sapere che la Federazione ha chiesto al tribunale sospendermi per quattro anni – la richiesta di sospensione per una violazione intenzionale — E il tribunale ha respinto la posizione dell’itf.
Mentre il tribunale ha concluso correttamente che non l’ho fatto intenzionalmente, violano le norme anti-doping, non posso accettare una sospensione ingiusta della durata di due anno.

Il Tribunale, i cui membri sono stati selezionati dalla Federazione, hanno convenuto che non ho fatto niente di male intenzionalmente, ma cercano di impedirmi di giocare a tennis per due anni. Farò appello immediatamente contro la sospensione presso la Corte di arbitrato per lo sport.

(…) Ho intenzione di stare in piedi per quello che credo sia giusto ed è per questo che io voglio lottare per essere di nuovo sul campo da tennis al più presto possibile.
Amore Maria
P.S. Il mio avvocato ha preparato un breve riassunto di come funziona il processo itf. Quindi ho pensato di passarla ai miei fan così anche voi potete essere consapevoli di ciò che le norme richiedono itf”, conclude la campionessa russa.

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La sentenza attesa da tempo: le notizie del 19 maggio

Non è come ci si aspettava, nessun verdetto anticipato per Maria Sharapova.

Ieri c’è stata – è vero – l’audizione della cmapionessa russa da parte della Federazione Internazionale Tennis, ma il verdetto sul suo caso non arriverà prima di giugno, forse in tempo per Wimbledon.

È quanto sostengono i media britannici dopo l’udienza svoltasi ieri negli uffici di Londra della ITF in cui la tennista russa ha dato le sue spiegazioni, sulla positività al Meldonium riscontrata a seguito di un test anti-doping agli ultimi Australian Open e rivelata al mondo con l’annuncio shock durante la conferenza stampa dello scorso 7 marzo.

 


La difesa di Masha

La siberiana si è presentata insieme al suo legale John Haggerty e avrebbe cercato di convincere si dovranno pronunciare sul suo caso che per la “lista della spesa” di motivi di salute ricordati a marzo dovrebbe beneficiare di un’esenzione a fini terapeutici con effetto retroattivo, o comunque di un’eccezione per malattia.

Solo così la Sharapova, sospesa in via provvisoria dal 12 marzo, può sperare di evitare una pesante sanzione (anche fino a 4 anni). Nell’ultimo caso la Sharapova rischia la carriera.

La russa aveva ammesso una decennale assunzione del farmaco prodotto in Lettonia sotto prescrizione medica (il medicinale è stato inserito nella lista delle sostanze vietate dal primo gennaio 2016 e oltre a Masha centinaia di atleti, per lo più russi, sono risultati positivi ai controlli).

Le notizie del 18 maggio (alcune rivelatesi sbagliate)

Oggi si conoscerà il destino prosismo venuto della tennista più pagata al mondo. Maria Sharapova potrà riprendere come prima o dovrà fermarsi per 4 anni?

La Sharapova sosterrà oggi a Londra un’audizione alla Federtennis internazionale, sulla positività al Meldonium riscontrata agli ultimi Australian Open e rivelata in una conferenza stampa choc lo scorso marzo. Inizialmente l’appuntamento era atteso per giugno. Ma è stato anticipato, anche in vista delle Olimpiadi.
La campionessa russa, 5 Slam all’attivo in carriera, ha confessato di aver assunto epr 5 anni il farmaco ora vietato, sotto prescrizione del suo medico.

Il Meldonium è entrato nella lista dei farmaci vietati dall’inizio dell’anno e, dopo la Sharapova, la Wada ha registrato 288 casi di positività a questa sostanza, per lo più da parte di atleti russi.

La stessa Russia rischia la non ammissione alle Olimpiadi di Rio de Janeiro e alle prossime Olimpiadi invernali.

In attesa di sapere quale sarà il suo destino sportivo, la tennista russa Maria Sharapova non smette di allenarsi, ma va anche al mare. Si trova infatti in Messico, a Los Cabos, e da lì si prende la pausa dalle competizioni aspettando di essere sentita dalla Commissione doping, che dovrà pronunciarsi sulla sua squalifica (rischia fino a 4 anni) dopo essere risultata positiva al meldonio, sostanza proibita dal 1 gennaio 2016.

 

Sharapova: sponsor in fuga, persi 70 milioni in un giorno solo, le notizie del 9 marzo 2016

È in caduta libera l’astro di Maria Sharapova, che solo lo scorso 28 febbraio era a un party per gli Oscar organizzato da Vanity Fair a Beverly Hills in un corto abito bianco di pizzo. Dopo l’abbandono degli sponsor a causa del doping, la tennista russa ha perso 70 milioni di dollari di contratti.

Sharapova, sponsor in fuga, Serena Williams: “Sorpresa”

La notizia clamorosa non è di quelle attese. Maria Sharapova ha convocato ieri sera a Los Angeles (alle 21 ora italiana, a mezzogiorno negli Usa) la sua “importante conferenza stampa” per dire di essere stata sorpresa positiva a un controllo antidoping. Ma anche una campionessa olimpica di pattinaggio, Ekaterina Bobrova, è stata trovata positiva allo stesso farmaco. Chissà cosa ne penserà Carolina Kostner che ha subito una pesantissima squalifica solo per una complicità indiretta.

Rischia fino a 2 anni di stop

Masha rischia fino a 2 anni di sospensione. più realisticamnete da 3 a 6 mesi. Ma la partecipazione alle Olimpiadi di Rio è fortemente a rischio. La mancata iscrizione all’importante torneo di Indian Wells, da parte di Masha, aveva fatto pensare a un ritiro imminente per i troppi infortuni, invece la ragione era un’altra.

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“Ho preso questa sostanza dal 2006 – ha annesos MaSha, nella foto sopra mentre lascia la sala della conferenza stampa di oggi – un farmaco chiamato mildronate ma che è il meldonium, a causa di una serie di problemi di salute. Mi ammalavo spesso e avevo una carenza di magnesio dovuta a un principio di diabete ereditario. Quello è uno dei farmaci, insieme ad altri, che mi erano stati prescritti dal mio medico personale. Comunque la colpa è mia, il corpo è mio e la responsabilità è mia. Ho commesso un errore enorme. Spero mi sia data la possibilità di non chiudere la mia carriera così”.

 

Il comunicato ufficiale: è in attesa di giudizio

Subito dopo la conferenza stampa della tennista venuta dalla Siberia per stupire il mondo del tennis professionistico, è arrivato il comunicato della Wada: “Il 26 gennaio 2016 (dopo il k.o. con la Williams, n.d.r.) la Sharapova è stata sottoposta a un controllo antidoping durante la sua partecipazione agli Australian Open. Le analisi sono state eseguite dal un laboratorio accreditato dalla Wada, che ha rilevato la positività al meldonium, sostanza proibita dal Codice Wada. Di conseguenza è stata accusata di violazione del codice Anti-Doping Wada (articolo 8.1.1). La signora Sharapova ha ammesso di aver assunto il meldonium il giorno 26 gennaio (quindi non ci saranno controanalisi, n.d.r.) ed è stata così sospesa in via cautelare con effetto dal 12 marzo, in attesa di giudizio”.

 

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La Nike sospende la sponsorizzazione, la Tag Heuer non rinnova

La prima presa di posizione è della Nike, che finora ha sponsorizzato MaSha e che ha dichiarato in una nota stampa: “Siamo molto sorpresi e rattristati, abbiamo deciso di sospendere il nostro rapporto con Maria Sharapova fino a che la situazione non sarà chiarita”.

Anche la Tag Heuer, prestigioso marchio di orologi ha deciso di non rinnovare il contratto a Maria: “Stavamo discutendo il rinnovo – si legge in un comunicato – ma vista la situazione, è meglio aspettare”.

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E infine, per ora, pure la Porsche ci ripensa e cnacella, tutti gli eventi in calendario che prevedevano la presenza di Maria Sharapova.

Altri sponsor potrebbero seguire a valanga. Le sponsorizzazioni contano moltissimo per la Sharapova, che è (era) la tennista più ambita e guadagnava più o meno 30 milioni di dollair l’anno, più di Serena Williams, che pure ha un palmares molto più ricco del suo.

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Il commento di Serena Williams

Serena Williams è sgtata l’ultima ad affrontare e ha battere Maria Sharapova in un torneo, proprio a quegli Australia Open in cui è scattato il controllo che ha portato alla positività dlela russa.

“Ha mostrato cuore e coraggio – ha detto ieri Serena – Maria ha sempre mostrato cuore e coraggio in campo e lo ha dimostrato anche in questa situazione. Spero il meglio per lei”, ha ggiunto rifiutandosi poi di commentare la scelta della Nike di sospendere la sponsorizzazione della Sharapova.

 

La provocazione di Jennifer Capriati

Sui social Jennifer Capriati, che ragazzina che ebbe un periodo d’oro, prima di incappare in diverse disavventure personali, si precipita a chiedere che vengano ritirati i titoli di chi ha vinto “in maniera disonesta”.

Ma va sottolineato che il farmaco usato dalla russa fino a dicembre 2015 non era nella lista di quelli illegali.

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Il presidente della Federtennis russa: “Scelta insensata, a Rio giocherà”

Reagisce con durezza il presidente della Federtennis russa, Shamil Tarpishchev (nella foto qui sopra), che ha definito “insensata” la notizia della positività al doping e la conseguente sospensione temporanea di Maria Sharapova da parte della Itf, la federazione internazionale.

“Penso che sia una cosa insensata. Gli atleti prendono quello che i fisioterapisti consigliano loro. Credo che Sharapova avrà ancora la possibilità di giocare alle Olimpiadi, anche se bisognerà vedere gli sviluppi della situazione”, ha dichiarato Tarpishchev all’agenzia di stampa russa Itar Tass”.

Strano il riferimento ai fisioterapista, quando la stessa tennista ha perlato di “prescrizione del suo medico”.

La Sharapova: “Non sapevo che era doping”

“Non sapevo – ha detto – che quel farmaco fosse proibito”: carrierera finita e Olimpiadi compromesse? Dipenderà dalla punizione che sarà inflitta a MaSha.

La Sharapova ha aggiunto: “L’Itf mi ha comunicato che sono risultata positiva a un controllo antidoping al Meldonium, che è una molecola nata contro l’ischemia. Prendevo il farmaco da anni”. Sta di fatto che dal 1° gennaio la medicina è nella lista proibita dalla Wada, l’agenzia internazionale che controlla gli atleti.

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“Prendevo questa medicina da anni”
“Il medicinale l’ho assunto, peraltro come faccio da anni, ma mai ero risultata positiva all’antidoping. Lo prendevo come medicinale e francamente non ero consapevole delle conseguenze”: ha aggiunto la tennista. Nessuno si attendeva che desse questa notizia choc durante la conferenza stampa di Los Angeles.
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Nello stesso giorno coinvolta anche una campionessa olimpica di pattinaggio
Nello stesso giorno è stata trovata positiva allo stesso farmaco la campionessa olimpica di figura su ghiacco Ekaterina Bobrova (nella foto qui sopra), anche lei russa.
Ekaterina è stata sospesa per aver assunto lo stesso farmaco che, utilizzato per combattere le cefalee, è stato inserito dal 1° gennaio 2016 nella lista proibita della Wada perché migliora il metabolismo e l’approvvigionamento energetico dei tessuti.
La Bobrova sarebbe stata trovata positiva ad un controllo antidoping effettuato nel corso dei Campionati europei di Bratislava.

La pattinatrice conferma la notizia

Nell’attesa di un cominicato ufficiale da parte della federazione internazionale (ISU), la notizia è stata confermata in qualche modo dalla stessa pattinatrice, che però non ha nascosto il suo stupore: “La WADA mi ha comunicato che nel mio sangue è stata trovata una sostanza ritenuta dopante da inizio 2016. Sono piuttosto sorpresa perchè sono sempre stata molto attenta su queste cose ed ero a conoscenza che il farmaco non fosse più lecito”.

 

Midronat o Mildonium

La sostanza incriminata, denominata “Mildronat”, ma nota anche come “Meldonium”, è – come detto – diventata illegale a partire dal primo gennaio 2016 in quanto inserita dalla Wada nella categoria S4, che comprende ormoni e farmaci metabolici del cuore.

 

Un giorno drammatico per il tennis mondiale

Il 7 marzo 2016 potrebbe essere un giorno importante per il tennis mondiale.

Maria Sharapova, ex numero 1 del mondo ed attualmente numero 7 del ranking Wta (Women’s Tennis Association), ha indetto una conferenza stampa per oggi alle 21 (ora italiana), nella quale probabilmente darà l’addio tennis giocato. L’intero mondo sportivo è in fibrillazione per conoscere la decisione della campionessa russa.

La si potrà conoscere in diretta, alle 21, ora italiana, collegandosi col suo sito.

 

Una carriera scintillante

Cerchiamo di ripercorrere la scintillante carriera di “MaSha”, dagli inizi nella scuola di Bollettieri ai trionfi nei tornei del Grande Slam…

Maria Sharapova è nata a Njagan’ in Siberia il 19 aprile del 1987. Iniziò a giocare a tennis all’età di quattro anni nella città di Soci, dove con la sua famiglia vi si era trasferita due anni prima. Compiuti i sei anni venne notata da una delle più celebri tenniste del dopo Guerra, Martina Navratilova, che intravide in lei delle ottime potenzialità e le consigliò di trasferirsi negli Stati Uniti per entrare in una grande scuola di tennis. Il consiglio venne seguito due anni dopo e Maria, insieme al padre, raggiunse gli States per iscriversi nella celebre accademia del tennis di Nick Bollettieri nella quale cominciò il percorso sportivo verso il professionismo.

Dall’esordio alla vittoria nel primo Slam: Wimbledon 2004
La carriera professionistica di Maria iniziò nel 2002, quando debuttò, grazie a una wild card (un pass degli organizzatori), nel torneo di Indian Wells. Passò un anno appena dall’esordio al primo titolo Wta, in Giappone, nel 2003.

Da quel momento la storia tennistica della Sharapova divenne una continua ascesa fino a giungere al primo successo in un torneo dello Slam: Wimbledon nell’estate del 2004. Per la prima volta una tennista russa saliva sul gradino più alto del podio sui prati dell’ All England Club. E MaSha aveva all’epoca 17 anni.

Il primato del mondo e il Carrer Grand Slam
Il 22 agosto del 2005, quindi un anno dopo la vittoria a Wimbledon, Maria Sharapova diventò numero 1 del ranking Wta.

Nel 2006 conquistò il titolo Slam agli Us Open al quale fece seguito quello agli Australian Open del 2008 al rientro da un infortunio alla spalla. Il cammino verso l’olimpo del tennis terminò nel 2012, quando entrò nella storia con la vittoria al Roland Garros contro la nostra Sara Errani.
Maria Sharapova diventava la decima giocatrice di sempre ad aver vinto almeno uno dei quattro tornei del Grande Slam…

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La vita privata: dallo “scandalo” Levine a Dimitrov
Maria Sharapova oltre a essere una grandissima tennista è, senza alcun dubbio, una delle più belle atlete del panorama mondiale.

Per questo ovviamente la sua vita sentimentale è stata più volte chiacchierata e scritta. Nel 2007 ci fu uno scandalo poichè il cantante Adam Levine, appena uscito da una breve relazione con MaSha disse di lei: “A letto è un disastro”. Poco signorile, questo è certo.
Nell’estate del 2015 è terminata una love story di tre anni col collega Grigor Dimitrov. La storia non deve essere finita proprio nel migliore del modi visto che Maria, rispondendo a una domanda riguardo allla separazione dal bulgaro, ha ringhiato: “Dimitrov? Meno lo vedo, più vinco…”

La più amata su Facebook e la più ricca del mondo

Per quanto riguarda invece la “sfera social” Maria è senza dubbio una sportiva iper-popolare: è la tennista con più “like” sulla sua pagina Facebook (15,1 milioni) davanti addirittura a Roger Federe e Rafael Nadal.

Su Twitter invece è “soltanto” seconda dietro la più popolare rivale Serena Williams: ha all’attivo quasi due milioni di followers.

È la più inseguita dagli sponsor

Da questo si deduce che Maria Sharapova sia la tennista più inseguita dagli sponsor. È stata eletta nel 2015 per l’undicesimo anno consecutivo come la sportiva più ricca del mondo. E tutto questo grazie non solo al prize money per le sue imprese sportive ma per gli innumerevoli marchi che associano il suo volto al proprio nome. Motorola, Land Rover, Canon, Nike, Gatorade solo per citarne alcuni dei maggiori sono stati sponsor legati all’immagine di Maria Sharapova. Dal 2013 collabora con Porsche. Nello stesso anno, per non farsi mancare nulla, ha anche creato una linea di caramelle, la Sugarpova…

 

 

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