Tormenti di maggio tra meteo e voti per un’adolescente che sogna il mare

Grazie maggio per queste giornate in cui si esce di casa tutti allegri con il sole e la t-shirt e dopo due ore scende il diluvio universale. Grazie anche per la concentrazione di verifiche e interrogazioni che ci riservi in compagnia del tuo amicone giugno (sì, perché le interrogazioni fino al sei di giugno cari miei non finiscono).

Ah e ovviamente i giorni in cui si hanno da studiare quaranta pagine di biologia, da fare dieci problemi su ellisse, parabola e circonferenza e Dante che non ci smolla mai che tempo fa fuori? Sole!!

Non si potrebbe invertire gennaio (mese vuoto in cui puntualmente si ha un sacco di tempo libero) e il suo clima da -2, nebbia e grandine con i 20 gradi, il sole e quel venticello ideale ? Oppure non si potrebbe proprio far finire la scuola con la festa del primo maggio?
Il vero problema è che si arriva a maggio stremati e si tende a mollare rovinando ogni sforzo fatto in precedenza: un brutto voto di qua, uno di là, ci si stressa ancora di più perché ci si rende conto di star mandando tutto all’aria e il processo si ripete.
Unica consolazione? Il pensiero che l’estate è vicina, molto vicina. Ci stavamo già immaginando di partire subito, andare al mare dall’otto giugno e tornare in città per settembre?  Mi sa proprio di no.

No perché cosa c’è a giugno? Scuola lavoro! Che gioia! Duecento ore, infatti, non si accumulano da sole, è il caso di andare a fare fotocopie in uffici in giro per il centro, o seguire anziani che non se la cavano bene con il computer o, se siamo fortunati, andare in un qualche laboratorio a fare progetti , si spera stimolanti, inerenti alla fisica, matematica o simili. Ci ridurremo a girare con trenta gradi e un sole cocente in pantaloni lunghi e maglia elegante e le ragazze saranno costrette a ricorrere a metodi casalinghi per evitare gli aloni di sudore mettendo i salvaslip dentro alla maglia (non lo sapevate? Trucco svelato).

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