730 precompilato: dal pin al software i problemi del primo giorno

Sono stati in 100 mila circa ad accedere al sito dell’Agenzia delle entrate per il proprio 730 precompilato. Lo annuncia l’Agenzia delle entrate a 24 ore da quella che la direttrice Rossella Orlandi ha chiamato “un cambio di cultura”. Ma sulla rivoluzione legata alla dichiarazione dei redditi che arriva a casa per via telematica e che si può gestire in autonomia non tutti sono d’accordo. Il “day after”, infatti, registra una serie di critiche da realtà come Confesercenti e Codacons, secondo cui non tutto è risolto.

Il presidente dell’Agenzia: “Un cambio di filosofia”

“C’è un cambio di filosofia”, ha detto Orlandi nel corso di un forum all’Ansa, “si passa da un’amministrazione che dice ‘tu compila e portami, poi io controllo’, a una che dice ‘io ti metto a disposizione tutte le informazioni che ho e sono io che mi prendo la responsabilità'”. In questo modo, dai 3 milioni circa di contribuenti che già da quest’anno potrebbero avere la possibilità di usufruire del nuovo 730, si potrebbe estendere a molti altri, dato che i cittadini “si troveranno già precompilate anche le spese registrate dalla tessera sanitaria che rappresentano circa il 70% delle spese complessive attualmente portate in detrazione”.

I problemi sul sito: ecco i più frequenti

Certo, però, che rimangono problemi da sistemare. Se il sito web delle Entrate ha retto all’urto degli accessi rispondendo a chi è riuscito a farsi riconoscere correttamente dal sistema, ci sono state altre difficoltà per i contribuenti. Ad averle schematizzate è stato Il Sole 24 Ore, che innanzitutto ha segnalato grattacapi con il pin dell’Inps, da usare in alternativa a quello fornito dal fisco. Questo perché l’ente previdenziale a molti ha fornito il solo il pin ordinario e non quello dispositivo, che può essere convertito da uno all’altro recandosi in una sede Inps o utilizzando la procedura online (con relativo invio di un fax con la propria carta di identità).

Le modifiche a partire solo dal 1 maggio

Non tutte le dichiarazioni precompilate sono poi risultate complete. Tra i dati che avrebbero dovuto esserci, per esempio non è stato inserito il reddito derivante da pensione, gli interessi passivi del mutuo e il numero giorni di lavoro con relativa detrazione. Elementi, questi, che potranno essere inseriti dal contribuente stesso e dall’intermediario prescelto (un commercialista o un Caf, per esempio), ma non subito. Occorre infatti attendere il 1 maggio data nella quale si spera che siano risolti anche i problemi software, riscontrati soprattutto da chi non ha computer di recente generazione (e che richiedono aggiornamenti descritti sul sito dell’Agenzia).

Confesercenti: “Penalizzati i professionisti”

Insoddisfatti, come già accennato, i vertici di Confesercenti, secondo i quali il 47% dei contribuenti continuerà a rivolgersi ai Caf e il 28 a un commercialista perché “il fisco in Italia è molto complesso e gli italiani ritengono di dover ricorrere all’assistenza dei professionisti”. I quali saranno indicati come responsabili di eventuali problemi. Secondo Confesercenti, questa è “una scelta che costringe i centri di assistenza fiscale, anche nel caso di dichiarazioni sbagliate a causa di documentazione errata o manchevole presentata dal contribuente, a pagare in sua vece non solo la sanzione, ma anche l’imposta mancante ed i relativi interessi”.

Codacons: “Semplificazione solo a parole”

Perplesso dalla novità anche Carlo Rienzi, presidente del Codacons, che segnando le difficoltà del primo giorno, soprattutto in relazione ai servizi informatici, ha detto: “Il 730 precompilato è una ottima opportunità per semplificare i servizi fiscali e introdurre risparmi per la collettività, ma per consentire tutto ciò è indispensabile che la semplificazione sia reale, facilitando le procedure online e offrendo assistenza diretta a quegli utenti che non hanno dimestichezza con internet e computer”.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto