Sedicenne suicida, la mamma: “Ho chiamato io la Finanza” (il video)

Funerali affollatissimi ieri – a Lavagna in provincia di Genova – per Giovanni, il sedicenne che si è suicidato per la “vergogna” di una perquisizione. Si parla di oltre duemila persone presenti. Del resto tutte le foto mostrano una folla impressionante.

Ma la notizia pià sorprendente – dopo le polemiche dei giorni scorsi – è che Antonella, la mamma dello studente ha ringraziato la Finanza, con un discorso molto forte e controtendenza. Che ha confermato che è stata lei a chiamare le Fiamme Gialle.

Dice, infatti, la mamma (nella foto qui sopra): “Un pensiero particolare va alla Guardia di Finanza che ha saputo ascoltare l’urlo di dolore di una madre”.

Qui potete vedere il video con l’appello della mamma di Giovanni.

La mamma ha chiesto l’intervento delle Fiamme Gialle

Poco dopo i funerali arriva la conferma. Era stata la mamma – la mattina del suicidio – a far arrivare a casa i finanzieri, perchè convinta che girasse la droga davanti alla scuola e che l’hashish le arrivasse fin dentro casa.

“Si è rivolta a noi perchè dopo innumerevoli tentativi di convincere il figlio di smettere di farsi di spinelli non sapeva più cosa fare – racconta il generale Renzo Nisi, comandante provinciale della Guardia di Finanza – noi abbiamo organizzato un servizio e siamo andati lì”. Dopo poche ore il salto nel vuoto del ragazzo e la tragedia.

Il discorso controcorrente della mamma

“Vi vogliono far credere che fumare una canna è normale, che faticare a parlarsi è normale, che andare sempre oltre è normale. Qualcuno vuol soffocarvi”: ha detto ai tanti giovani presenti giovani la madre del ragazzo suicida durante i funerali.

“Diventate protagonisti della vostra vita e cercate lo straordinario. Straordinario è mettere giù il cellulare e parlarvi occhi negli occhi. Invece di mandarvi faccine su whatsapp, straordinario è avere il coraggio di dire alla ragazza sei bella invece di nascondersi dietro a frasi preconfezionate”.

“Straordinario – ha continuato questa mamma “ferita” nell’anima – è chiedersi aiuto proprio quando ci sembra che non ci sia via di uscita. Straordinario è avere il coraggio di dire ciò che sapete. Per mio figlio è troppo tardi ma potrebbe non esserlo per molti di voi, fatelo”.

Una sfida che non si vince in famiglia

“Noi genitori invece di capire che la sfida educativa non si vince da soli nell’intimità delle nostre famiglie, soprattutto quando questa diventa una confidenza per difendere una facciata, non c’è vergogna se non nel silenzio: uniamoci facciamo rete”, ha aggiunto la signora.

“In queste ore ci siamo chiesti perché è successo, ma a cercare i perché ci arrovelliamo. La domanda non è perché, ma come possiamo aiutarci. Fate emergere i vostri problemi”, ha detto la madre ai ragazzi.

Il ringraziamento alla Finanza

Poi la donna ha voluto aggiungere: “Un pensiero particolare va alla Guardia di Finanza. Grazie per avere ascoltato un urlo di disperazione di una madre che non poteva accettare di avere suo figlio perdersi ed ha provato con ogni mezzo di combattere la guerra contro la dipendenza prima che fosse troppo tardi”.

“Non c’è colpa nè giudizio nell’imponderabile e dall’imponderabile non può che scaturire linfa buona con ancora più energia per la lotta contro il male, grazie”.

Al funerale erano anche prsenti alcuni agenti della Finanza in borgese.

Lo striscione: “Nessuno muore…”
“Nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta”. Recita così uno striscione appeso alla balconata della chiesa di Santo Stefano di Lavagna già strapiena dentro e fuori per il funerale del sedicenne che l’altro ieri si è tolto la vita gettandosi dalla finestra della sua abitazione.

Nei manifesti che annunciavano le esequie la famiglia ha voluto ringraziare anche la Guardia di Finanz,a quasi a non voler colpevolizzare i militari per quel che è successo.

Sulla bara anche la Maglia della Vitus Entella

Sulla bara, portata a spalla in chiesa, la maglia della Virtus Entella quella con il numero 15 che indossava nel settore giovanile del club calcistico, la cosiddetta Accademy. Un altro striscione recita una frase della canzone di Francesco Guccini “Canzone per un’amica”, “Voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi..”.

A celebrare le esequie Don Andrea Buffoli, cappellano della Virtus Entella. “Ai ragazzi qui presenti voglio dire due cose: parlate di voi e della vostra vita, perché vuol dire farsi volere bene ed essere accolti, non abbiate paura di farlo. E la seconda cosa è noi non siamo i nostri sbagli ma siamo le nostre cose belle. Se n’è andato in modo tragico e assurdo ma voi qui testimoniate il bene che gli avete dato e che da lui avete ricevuto. Questo amore va custodito. È stato un riferimento per tanti: era una bandiera e come tutte le bandiere per essere animate hanno bisogno di vento”.

“Non sono stato un bravo padre…”

Il giorno prima dei funerali Marco, il padre dello studente suicida, aveva detto: “Non sono stato un bravo padre, non ho saputo capire mio figlio”. E ha aggiunto: “Eravamo già andati dalla Finanza a chiedere più controlli intorno alla scuola. Lungo la strada c’è un luogo in cui si bucano anche i tossicodipendenti da eroina e ci sono gli spacciatori. Controlli efficaci, ma non puntati su nostro figlio”.

Ma la Procura minorile ha dei dubbi: le notizie del 15 febbraio

“Approccio non corretto, anche se formalmente nessuno ha sbagliato” perché la procedura è stata rispettata. A sostenerlo, in una lunga intervista al Secolo XIX, è Cristina Maggia (nella foto sotto), procuratore minorile della Liguria, dopo il suicidio dell’adolescente sottoposto a perquisizione per possesso di droghe leggere. “Sarebbe stata sufficiente una telefonata e avrei sconsigliato la perquisizione”, ha aggiunto il magistrato.

“Va compresa la fragilità dei ragazzi”

“Quanto accaduto”, ha detto ancora Cristina Maggia, “dimostra che troppo spesso non vengono compresi la specificità e la potenziale fragilità dei ragazzi d’età inferiore ai diciott’anni. Quando ci si rapporta a soggetti così delicati occorre ulteriore sensibilità. Stiamo parlando di un incensurato che ha ammesso il possesso della droga, peraltro hashish e in quantità limitata. E che con ogni probabilità non sarebbe incorso in provvedimenti gravi, con il riconoscimento dell’uso personale”.

“Attenzione ai controlli nelle scuole”

Per quanto riguarda i controlli antidroga nelle scuole, il procuratore minorile ha detto: “Comprendo e condivido la preoccupazione dei presidi, ma i passaggi successivi rischiano di sortire effetti storti: i dirigenti scolastici denunciano, le forze dell’ordine intervengono senza interpellare chi per professione approfondisce la devianza minorile. E soprattutto senza pensare alle potenziali conseguenze di operazioni che sugli adulti hanno tutt’altro esito”.

Lavagna choc: sedicenne si ammazza dal balcone per 10 grammi di hashish, le notizie del 14 febbraio 2017

Tragedia nel primo pomeriggio di ieri a Lavagna, nell’area metropolitana di Genova, dove un ragazzo di 16 anni si è gettato dal balcone di casa, al terzo piano di una palazzina che si trova in piazza Torino (la vedete nella foto sotto) mentre nell’abitazione era in corso una perquisizione della guardia di finanza. In quel momento nell’abitazione erano presenti la madre e anche il suo compagno. Ma sono stati presi completamente alla sprovvista dal gesto del ragazzo.
Secondo quanto appreso lo studente, incensurato, si è gettato dal balcone di casa dopo avere ammesso di possedere 10 grammi di hashish.

Un controllo di routine davanti al liceo

Il giovane aveva confessato di possedere lo stupefacente a casa dopo essere stato fermato per un controllo di routine all’uscita del liceo. Soccorso ancora in vita, è morto mentre stava per essere trasferito in elicottero al pronto soccorso del San Martino di Genova. L’episodio ha suscitato sgomento nella cittadina ligure dove la famiglia del liceale è molto conosciuta.

Aperta un’inchiesta

Sulla necessità di perquisire la casa di un minorenne in base al possesso di pochi grammi di hashish sono nate subito diverse polemiche politiche, che insistono su un intervento “esagerato”, apparso straordinariamente grave al sedicenne.

Intanto è stato aperto un fascicolo dal magistrato di turno. L’inchiesta cercherà di ricostruire ogni dettaglio della tragedia per capire se ci sono delle responsabilità.

La morte del ragazzo ha scosso gli abitanti di Lavagna e dell’intero golfo del Tigullio dove lo studente e la sua famiglia sono molto conosciuti e stimati. Lo studente che si è tolto la vita è descritto da tutti come bravo, diligente ed educato. I suoi amici si sono radunati sotto la palazzina, a lungo increduli per una giovane vita stroncata per un motivo rimediabile.

Nota: la foto d’archivio della palazzina è stata ripubblicata oggi dal Secolo XIX, storico quotidiano di Genova.

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