50 sfumature: super-record con 9 milioni di incasso, il 68% sono donne

Ancora un nuovo record per Cinquanta sfumature di grigio. Gli incassi – dopo il week end – sfiorano i 9 milioni di euro, 8,49 per l’esattezza. L’Italia si allinea a un successo mondiale che parla di 250 milioni di dollari incassati. L’idea vincente della produzione è stata, a quanto pare, l’uscita a San Valentino, con la donne che dominano gli accessi: il 68% dei biglietti sono stati staccati, infatti, dal pubblico femminile.

In totale i bigleitti venduti sono stati 1 milione e 100.000 di spettatori con una media di 8.950 euro a cinema. È  il miglior debutto dai tempi di Sole a catinelle, il super-successo di Checco Zalone.

La recensione: un film deludente

C’è tutto quello che doveva esserci e tutto quello che invece sarebbe stato meglio non mostrare nel tanto atteso “Cinquanta sfumature di grigio”, presentato fuori concorso alla Berlinale (da oggi nelle sale italiane). Una presentazione faticosa, che ha visto la stampa dividersi in ben cinque proiezioni, affrontare lunghe file e qualche piccola scaramuccia con gli organizzatori del festival.

 

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Ombre nei punti giusti

E cosa c’è dunque nel tanto atteso film? Sicuramente quello che inconsciamente un po’ tutti bramavamo senza confessarlo: scene di sesso e nudi integrali, ma ammorbiditi da una luce attenta a proiettare ombre sui punti giusti.

 

Molti dialoghi ripresi dal primo libro

Ci sono anche molti dialoghi ripresi per intero dal primo volume della trilogia della scrittrice E.L.James, dal quale la regista Sam Taylor Johnson ha tratto la prima delle tre previste trasposizioni cinematografiche.
E naturalmente ritroviamo loro: Anastasia Steele (Dakota Johnson), la studentessa universitaria dapprincipio acerba e imprudente, e lui, Christian Grey (Jamie Dornan), giovane imprenditore miliardario, master sadomasochic ed inflessibile, che col tempo – ma questo lo vedremo quando anche al cinema arriveranno le cinquanta sfumature di nero e di rosso – si redimerà al cospetto dell’amore.

 

L’amore è il gran problema

Ed è proprio l’amore ad essere il gran problema di “Cinquanta sfumature di grigio” in versione cinematografica, almeno nella misura in cui è poco credibile ascoltare spesso Anastasia e Christian esprimersi con un linguaggio adolescenziale. Trottolini amorosi in balia del sentimento che si scambiano mail con tanto di faccine sorridenti e poco dopo si ritrovano nel mezzo di una sessione bondage. Un po’ come se Mirko legasse Kiss Me Licia alla spalliera del letto e con la lingua le esplorasse il corpo fino ai recessi più ciechi e desiderati.

 

Qualche ridata scappa

Allora probabilmente più che da una vampata di calore, saremmo investiti da un’improvvisa voglia di ridere. Ed infatti durante la proiezione qualche risatina è scappata. Questo non significa che le tante scene di sesso  – parecchie, veramente – siano girate male. Ma che forse il loro scopo sia più quello di dare ritmo ad film che non decolla mai. Del resto, già molto tempo prima dell’uscita di “Cinquanta sfumature di grigio”, imperversavano su molti siti di scommesse i totovagina e i totopene (si vedranno oppure no?).

 

Nascondere sarebbe stato meglio…

Dispiace soprattutto che lo sguardo della regista non contempli l’afrodisiaco più potente presente in natura: l’allusione, ciò che non viene visto completamente e quindi immaginato. Nell’era in cui tutti guardiamo e vogliamo essere guardati, nel carrozzone della nostre vite diventate ormai più “social” che sociali, forse nascondere sarebbe stato meglio che mostrare. Così, invece, ci ritroviamo con Jamie Dornan  e Dakota Johnson, nudi e belli, partecipi e coraggiosi, ma imprigionati nel dubbio di sembrare innamorati oppure arrapati.

 

Ecco il secondo trailer italiano.

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