Solo 50 sfumature? No le donne sono masochiste nella vita

Vagamente a proposito delle “Cinquanta sfumature di grigio”.

M’importa poco del libro e del film. Il primo ho provato a leggerlo, ma non ce l’ho fatta ad andare avanti. Il film non mi attira, ma non mi respinge più di altri grandi successi incomprensibili. Però, quel che mi interessa, è il masochismo. Le signore che leggono e vanno a vedere questa storia, non sono attratte dall’erotismo. Cioè, non è come andare a vedere “Quel gran pezzo dell’Ubalda , tutta nuda e tutta calda”.

Chissà quante di loro sono state pregate dai mariti: “Dai, vediamo un porno insieme!” e hanno sdegnosamente rifiutato. È proprio il masochismo che, sotto sotto, attrae.

Saremo masochiste noi donne e  non abbiamo il coraggio di dirlo? Molte di noi lo sono, ma non sessualmente. Magari! Fosse solo questione di sculacciate e bondage, si risolverebbe tutto con un bel regolamento scritto (fin lì sono arrivata con il libro) e va là che ti diverti.

Il problema è che siamo masochiste nell’esistenza.

Ci fregano col fatto che nella definizione di masochismo c’è, insieme al dolore, un concetto di piacere che è una gran bufala. Non c’è piacere nel farsi menare, insultare, ricattare emotivamente, annientare psicologicamente. C’è solo sofferenza, accettazione inerme, incapacità a reagire e un’idiota propensione al perdono.

Certo, non si può negare alla donna la responsabilità di non sapersi sottrarre a questi meccanismi, però, non venitemi a dire che ci piace! Ed è quel malefico concetto di piacere che permette al sadico in questione di agire con leggerezza: in fondo dai, è una tua perversione! Anzi guarda, ti faccio pure un regalo se ti faccio male! E ne tolleriamo ben più di cinquanta di aggressioni, prima di diventare vittime grigie e senza più la sfumatura di un sorriso.

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