Influenza, l’allarme Usa: vaccino efficace solo a metà

Non basterà il vaccino, quest’anno, per scansare il virus influenzale. Ad affermarlo è il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta, un punto di riferimento mondiale per lo studio delle malattie infettive.
Secondo gli studiosi del Cdc, quest’anno l’efficacia del siero immunizzante è ridotta al 23%, uno dei dati più bassi degli ultimi anni, quando la copertura ha raggiunto anche il tasso del 60%.

 

Mutazioni genetiche
Il calo è dovuto al fatto che più dei due terzi dei virus H3N2 circolanti hanno subito mutazioni genetiche, differenziandosi dai ceppi virali utilizzati per il vaccino anti-influenzale di quest’anno.
Proprio questa mutazione rende il siero inutile in molti casi.

 

“Subito gli antivirali per i soggetti a rischio”
Nonostante ciò l’ente continua a suggerire la vaccinazione (le campagne vaccinali terminano a fine mese), per prevenire almeno quel caso su tre in cui a colpire sono i virus già contenuti nel siero.
Soprattutto, sta cercando di spingere i medici Usa a utilizzare i farmaci antivirali, sin dalle prime ore, quando a essere colpite sono persone a rischio, in quanto gli studi suggeriscono che i trattamenti sono molto più efficaci se effettuati nelle prime 48 ore dall’arrivo dell’influenza.

 

Un virus più cattivo
Nelle scorse settimane il Cdc aveva anche diffuso un altro alert, spiegando che l’influenza stagionale sarà più virulenta del solito, a causa della prevalenza, tra i ceppi di virus circolanti, dell’A H3N2.

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