Imu e Tasi, domani la scadenza: chi deve pagare e quanto

Ultimo giorno per pagare Imu e Tasi. Il 16 dicembre è la data ultima per saldare le imposte sugli immobili, e tra prima e seconda casa, negozi, uffici e terreni agricoli o edificabili sono chiamati a pagare circa 25 milioni di contribuenti per un totale, calcola di Uil, di 24,8 miliardi.

La Tasi, lo ricordiamo, riguarda tutti gli immobili tra cui l’abitazione principale, mentre sono tenuti a pagare l’Imu i proprietari di un’abitazione principale “di lusso” e di negozi, uffici, fabbricati e aree edificabili.

Il pagamento può avvenire in banca o in posta con un modello F24 ordinario o semplificato, solo se l’importo da versare è inferiore o uguale a mille euro. Per quote superiori, si utilizzano invece gli F24 precompilati inviati dai Comuni o i bollettini postali.

 

Tasi addio?

Si tratta, per la Tasi, dell’ultimo anno: la legge di Stabilità in via di approvazione, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2016 ha di fatto abolito di nuovo la tassa sulla prima casa, fatta eccezione per le categorie catastali A1/A8/A9, vale a dire case di lusso. Questa potrebbe quindi essere l’ultima rata versata per quasi 20 milioni di cittadini.

 

Scadenze da verificare

Per quanto riguarda le scadenze, inoltre, il sito specializzato amministrazionicomunali.it segnala che per il 2015 alcune amministrazioni hanno deliberato per la Tasi scadenze differenti “probabilmente per evitare troppi versamenti concentrati in poche scadenze”, ed è quindi bene verificare sul sito del proprio municipio quando è stata fissata la data ultima per il pagamento.

 

Aliquote su e giù

L’importo del saldo, ovviamente, varia da Comune a Comune, e non è detto che sia pari a quello del 2014, visto che anche quest’anno le amministrazioni hanno avuto la libertà di modificare le aliquote. Si va dai 202 euro di media per la città di Torino ai 10 euro di Asti.

Per la Tasi le aliquote partono da un minimo dell’1 a un massimo di 2,5 per mille, con la facoltà per i Comuni di introdurre una maggiorazione massima di 8 punti. Gli stessi Comuni hanno la facoltà di introdurre bonus fiscali e agevolazioni per determinate fasce di cittadini.

Quanto all’Imu, l’importo viene calcolato in base alla rendita catastale del terreno o dell’immobile in questione, e le aliquote sono pari al 4 per mille per le prime case di lusso, con la facoltà dei Municipi di aumentare o diminuire la quota di due punti. Per gli altri immobili l’aliquota è pari al 7,6 per mille, con la possibilità di aumentarla o diminuirla fino a 3 punti.

 

Dove trovare delibere e simulazioni

Va detto che ben 844 Comuni – tra cui 10 città capoluogo Napoli, Avellino, Frosinone, Mantova, Matera, Rieti, Terni, Trieste, Verbania – hanno approvato le delibere fuori tempo massimo (la scadenza era il 30 luglio 2015, 30 settembre per i comuni siciliani. Nel caso in cui il proprio sia tra quelli che hanno deliberato in ritardo, l’importo da pagare dovrà essere sulla base delle aliquote fissate per il 2014.

In ogni caso, le delibere di tutti i Comuni sono sul sito del ministero delle Finanze , mentre è possibile effettuare una simulazione su quanto c’è da pagare, caso per caso, sul sito amministrazionicomunali.it .

 

Tasi inquilini

C’è poi il quesito sugli inquilini, a cui spetta una quota della Tasi. Non è detto che sia dovuta da tutti: ogni Comune decide per sé, e qualcuno ha azzerato la quota a carico dell’inquilino. Anche in questo vaso è bene consultare le delibere pubblicate sul sito del ministero delle Finanze, o del proprio Municipio. Se il Comune non ha deciso nulla in proposito, la quota Tasi per l’inquilino sarà quella standard del 10 per cento.

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