Truffe sull’extravergine: spunta il colpo di spugna, esplode la polemica

Lo chiamano già il decreto salva-olio, un colpo di spugna che depenalizza le contraffazioni come quelle sull’extravergine prevedendo solo ammende per i trasgressori da 1.600 a 9.500 euro (oggi è invece prevista la reclusione fino a due anni e una multa fino a 20 mila euro). Si tratta della nuova legge che approda domani, mercoledì 16 dicembre, alla commissione agricoltura e giustizia e la denuncia più accesa arriva da Alberto Grimelli sul sito Teatro naturale che si occupa di agroalimentare.

“Vietato alle procure indagare”

“Apparentemente il governo tutela la salvaguardia penale, con la frase iniziale ‘salvo che il fatto non costituisca reato’, ma è solo fumo negli occhi”, spiega Grimelli. Dunque “nel caso venga comminata la sanzione amministrativa prevista dalla bozza di decreto legislativo del governo, e la stessa non venga impugnata, è di fatto vietato alle procure anche solo aprire un fascicolo”. Ma non è tutto perché sarebbe solo Icqrf (Ispettorato Repressione frodi) “l’unico responsabile dell’irrogazione delle sanzioni”, anche se queste venissero rilevate da carabinieri del Nas, forestale o guardia di finanza.

“Regalo di Natale ai truffatori”

Altra voce contraria – riporta il Corriere della Sera – è quella di Stefano Polacchi del Gambero Rosso. “La bozza di decreto sulla commercializzazione e le caratteristiche dell’olio d’oliva sembra un regalo di Natale ai truffatori. Sotto l’albero avremo tanto olio taroccato. Anzi, no, dovremo dire che avremo tanto olio con etichette difformi rispetto agli obblighi di legge e per i quali pertanto i produttori (meglio: i commercianti) avranno – forse – pagato una multa”.

La deputata dem: “Vanificato il nostro lavoro”

Il ministro all’Agricoltura Maurizio Martina tenta di placare le polemiche sostenendo che verranno sentiti produttori e magistrati così “arriveremo a modificare il testo”. E la deputata Pd Colomba Mongiello, relatrice della legge e autrice di uno studio sull’olio presentato a Expo, si dichiara pronta a battersi perché il decreto venga ritirato in toto. “Questa bozza (di cui io non sapevo nulla)”, dice la parlamentare, “cerca di vanificare il nostro lavoro. Non possiamo mostrarci deboli nei confronti dei truffatori, perché così non si fa altro che incentivare i sofisticatori e l’agro-pirateria, ai danni di produttori e consumatori”.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto