Riscaldamento acceso, i Comuni: “Si parte, ma non oltre i 20 gradi”

Il freddo non ha ancora iniziato a farsi sentire intenso, ma ormai si va verso periodi sempre più rigidi. Per questo, al di là di ordinanza ad hoc delle amministrazioni comunali, sono ufficiali le date e i tempi per l’accensione del riscaldamento in base alle zone in cui la legge ha suddiviso il Paese. Con un punto in comune per tutte le aree: l’obbligo di non superare i 20 gradi nelle abitazioni con una tolleranza di 2 gradi (18-22 gradi). Questo vale sia per gli impianti centralizzati che per quelli autonomi. Altra raccomandazione dei Comuni: prima di accendere, si attendano temperature più rigide per evitare la crescita dei livelli di smog, già elevati.

Tutti i periodi

Ma quando si possono accendere i termosifoni per il riscaldamento 2019? Ecco sotto la tabella con i periodi.

L’elenco delle zona

Si parte dunque, per le zone più fredde, il 15 ottobre prossimo fino al 14 aprile 2019 e progressivamente si arriva al 1° dicembre per chi sta a Sud. Ma come fare a capire in quale area ci si trova? In base alle disposizione di legge, queste sono le zone:

  • zona A. Riguarda i comuni di Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle;
  • zona B. Le province interessate sono Agrigento, Catania, Crotone, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Siracusa e Trapani;
  • zona C. Riguarda le province di Bari, Benevento, Brindisi, Cagliari, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Imperia, Latina, Lecce, Napoli, Oristano, Ragusa, Salerno, Sassari, Taranto;
  • zona D. Riguarda le province di Genova, La Spezia, Forlì, Ancona, Ascoli Piceno, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Macerata, Massa Carrara, Pesaro, Pisa, Pistoia, Prato, Roma, Siena, Terni, Viterbo, Avellino, Caltanissetta, Chieti, Foggia, Isernia, Matera, Nuoro, Pescara, Teramo e Vibo Valentia;
  • zona E. Riguarda le province di Alessandria, Aosta, Asti, Bergamo, Biella, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Novara, Padova, Pavia, Sondrio, Torino, Varese, Verbania, Vercelli, Bologna, Bolzano, Ferrara, Gorizia, Modena, Parma, Piacenza, Pordenone, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Vicenza, Arezzo, Perugia, Frosinone, Rieti, Campobasso, Enna, L’Aquila e Potenza;
  • zona F. Riguarda le province di Cuneo, Belluno e Trento./li>
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