Dario Fo: tanti alla camera ardente, oggi i funerali in piazza Duomo

Milanesi di tutte le età hanno portato ieri l’ultimo saluto al premio Nobel Dario Fo alla camera ardente allestita al Piccolo teatro Strehler, nonostante la forte pioggia che si è abbattuta su Milano.
Tra i cittadini ci sono molte persone anziane che hanno seguito Dario Fo dagli inizi della sua carriera, anche per le sue idee politiche e il suo attivismo.

Ma alla camera ardente anche dei giovani, come i ragazzi di un liceo milanese: “Abbiamo scoperto Dario Fo a scuola – ha spiegato uno di loro – lo abbiamo studiato. Per me fa già parte della storia della cultura e della letteratura italiana”.

Stamattina i funerali laici in piazza Duomo, sperando in un tempo più clemente di ieri.

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Il saluto di Alessandro Bergonzoni

Tra gli uomini di spettacolo ha portato un saluto a Dario Foanche  l’attore teatrale, autore, scrittore e comico Alessandro Bergonzoni: “Non parlate di lui al passato – ha detto – perché l’arte non finisce e non comincia. Il lutto non c’è, non c’è cordoglio. Il lutto per la letteratura, l’arte e la cultura sono la mancanza stessa di arte, letteratura e cultura”. Molti hanno scritto frasi d’affetto, stima e ringraziamento sui registri delle condoglianze.

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La delegazione dei 5Stelle
Alla camera ardente di Dario Fo (nella foto qui sopra con il figlio Jacopo) si sono recati anche il vicepresidente della Camera e deputato del Movimento 5 stelle Luigi Di Maio, il collega di partito Alessandro Di Battista e Davide Casaleggio, figlio del fondatore del M5s. “Era una persona speciale, piena d’arte. Era molto vicino a mio padre”, ha commentato Casaleggio jr. La prima cittadina di Roma, Virginia Raggi, ha voluto rendere omaggio con una corona di fiori e un nastro con la scritta “sindaca di Roma”.

 

 

Aveva compiuto 90 anni il 24 marzo

Aveva compiuto 90 anni lo scorso il 24 marzo e soffriva di problemi polmonari. Drammaturgo, attore, regista, scrittore, pittore, scenografo e attivista italiano, nel 1997 vinse il premio Nobel per la letteratura. Dario Fo era ricoverato da 12 giorni all’ospedale Sacco di Milano e i suoi familiari erano stati avvertiti dai medici dell’aggravarsi delle sue condizioni nelle ultime ore. Prima di morire ha detto: “Se mi capitasse qualcosa, dite che ho fatto di tutto per campare”. Raccontano che, nelle ultime ore prima di morire, ha canto a lungo.

 

Domani cerimonia laica in Piazza Duomo e lutto a Milano

La camera ardente per Dario Fo sarà allestita nel foyer del Piccolo teatro Strehler dalle 12 alla mezzanotte di oggi e poi sarà riaperta domani, sabato 15 ottobre, dalle 8,30 fino a quando la salma sarà portata in piazza Duomo, dove si terrà una cerimonia laica. Per sabato 15 ottobre il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha proclamato il lutto cittadino. Un gesto di vicinanza e affetto – precisa il Comune in una nota – da parte dell’amministrazione e di tutta la città.

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L’indissolubile legame con Franca Rame

Nato nel 1926 a Sangiano (Varese), frequentò l’Accademia di Brera e la sua vastissima produzione artistica si lega per buona parte all’incontro e agli anni trascorsi con Franca Rame, scomparsa a Milano il 29 maggio 2013 e che gli diede un figlio, Jacopo. Franca e Dario, insieme, rivoluzionario il mondo dell’arte.

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Nel 1962 la “condanna” di Canzonissima

La più grande delle coppie della cultura italiana dà vita tra gli anni Cinquanta e Sessanta a spettacoli come “Gli Arcangeli non giocano a flipper”, “Chi ruba un piede è fortunato in amore” e “La signora è da buttare”. Sempre uno di fianco all’altra debuttano nel 1962 in televisione a Canzonissima, ma la loro esibizione (nel video sotto) viene considerata così scandalosa da dover “scontare” 14 anni di messa al bando da una Rai dominata dalla Democrazia Cristiana.

Il successo con “Mistero buffo”

Il grande successo arrivò nel 1969 con “Mistero buffo” (nei video sotto), divenuto un caposaldo della cultura, e dopo la strage di piazza Fontana del 12 dicembre di quell’anno il testo viene modificato in diretta per raccontare il primo massacro del periodo della strategia della tensione a cui si aggiunge la morte di Giuseppe Pinelli in questura a Milano. Da qui nasce “Morte accidentale di un anarchico”.

Lo stupro subito da Franca Rame

Divenuto con Franca Rame esponente di Soccorso Rosso Militante, affrontò con la moglie la violenza sessuale che lei subì nel 1973 da parte di 5 estremisti di destra. Nel 1981 la terribile vicenda diventò “Lo stupro”, che faceva parte dello spettacolo “Tutta casa, letto e chiesa”. Il procedimento penale giunse a conclusione nel febbraio 1998 con la prescrizione del reato, ma agli atti venne emesso che lo stupro fu “ispirato” a ufficiali del carabinieri della divisione Pastrengo legati ad ambienti piduisti.

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Il Nobel per la letteratura

Gli anni Ottanta trascorrono tra ulteriori successi a teatro in e tv (Fo interpreta Azzeccagarbugli nei Promessi sposi di Salvatore Nocita) e il 9 ottobre 1997 arriva il Nobel per la letteratura con questa motivazione: “Perché, seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi”.

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Gli ultimi anni senza Franca

Dopo un ritorno alla politica prima con liste civiche e poi come simpatizzante del Movimento 5 Stelle, Fo la prova più dura l’affronta con la morte di Franca. Pur non rinunciando dopo al teatro, alla cultura e anche alla pittura, il Nobel italiano ha continuato a tenere la moglie al centro della sua vita “Lei è sempre accanto a me”, diceva infatti, “ogni volta che non so come trarmi di impaccio, la chiamo e mi risponde”.

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