Noemi, funerali con maxischermi? La mamma: “Niente show sennò urlo”

In paese si preparano funerali show per Noemi Durini, la sedicenne uccisa dal fidanzato Lucio Marzo di un anno più grande. Così show che si parla già di maxischermi per consentire alla folla attesa di seguire la cerimonia e sfilata di motociclisti in ossequio alla passione per le due ruote dell’adolescente assassinata. A muoversi in questo senso – o a volerlo fare – sono in molti, tanto che non si attende neppure che venga effettuata l’autopsia sulla giovane (programmata per lunedì prossimo, 18 settembre). Ma la mamma non ci sta.

Le parole della madre

“No a tutto”, ha detto infatti Imma Rizzo, nella foto sopra con la primogenita, Benedetta, “non voglio fiori, non voglio sfilate e banda. Voglio solo che mi portino la bara a casa per un ultimo saluto, io e lei, con la nostra famiglia e basta. E poi dritti in chiesa. Dove nessuno deve neppure gridare, perché sennò griderò io, con il dolore che provo, ci manca pure che qualcuno faccia lo show”. Per le moto: “Le voglio con il motore spento”.

“La situazione non era grave”: la via crucis della mamma di Noemi, le notizie del 14 settembre 2017

Quella foto con una donna piena dei segni dele botte, che aveva postato su Facebook, non era molto lontana dalla vita quotidiana di Noemi. Lividi sul volto, fughe da casa, problemi a scuola ce n’era abbatsanza da far andare Imma, la mamma della sedicenne di Specchia, dai carabiniere nel maggio scorso.
“È violento, sbandato e pericoloso, fate qualcosa per favore”: aveva chiesto la signora unita con la sorella maggiore di Noemi, Benedetta, nel condnanre la frequentazione con quel ragazzo, per tre volte – a 17 ann – già sottoposto a trattamenti di Tso (Trattamento sanitario obbligatorio).

A maggio la mamma andò dai carabinieri

Era maggio quando la mamma si recò dal comandante dei carabinieri di Specchia, Giuseppe Borrello, chiedendo che venisse allontanato da Noemi.

Scrive Corriere.it “Lo fece formalmente, presentando una denuncia contro di lui e in qualche modo anche un po’ contro Noemi, visto che lei continuava a frequentarlo, prigioniera forse di un vortice dal quale non usciva”.

L’intervento dei Servizi sociali e la denuncia alla Procura dei minori

La mamma, instancabile e inquieta per quella storia di cui intravedeva una fine tragica, aveva presentato poi una denuncia alla procura per i minorenni di Lecce e aveva chiesto anche l’intervento dei servizi sociali.

Soltanto due mesi fa, il 1° luglio, era stata convocata da un assistente del Tribunale dei minori.

Allora il tribunale chiese al Comune di Specchia una relazione sulla situazione familiare di Noemi.

“Sulla base di questo documento e di valutazioni autonome dei magistrati, il Tribunale ha emesso un provvedimento di presa in carico della ragazza da parte dei servizi sociali”, ha spiegato il sindaco di Specchia, Rocco Pagliara.

 

Sarebbe scattato il 6 settembre

Ma il provvedimento sarebbe scattatao il 6 settembre, quando Noemi era già morta da giorni, scrive Andrea Pasqualetto, in un bell’articolo pubblicato su corriere.it.

E si chiede le cause di tanta lentezza. La risposta socncertante che trova è che “dalla denuncia non emergeva una situazione gravissima. Alla ragazza erano stati dati pochi giorni di prognosi per lesioni da schiaffeggiamento: di denunce come quella ne arrivano a decine”. Poche, però, sono seguite da un assassinio che è poco definire “annunciato”.

 

 

Il ministro della Giustizia e il Csm dispongono due inchieste: le notizie del 14 settembre

 

Noemi: era ora che si facesse chiarezza sulle denunce al Tribunale dei minori presentate inutilmente da Imma Rizzo, la mamma di Noemi.

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha avviato tramite l’ispettorato accertamenti preliminari sulla procura per i minorenni di Lecce, sul cui tavolo c’erano le denunce della mamma di Noemi Durini contro il fidanzato diciassettenne della ragazza, che ha confessato l’omicidio.

Anche la prima commissione del Csm ha infatti chiesto al comitato di Presidenza l’apertura di una pratica sul caso.

 

Assassinata con un coltello

Ora si sa che Noemi è stata ammazzata. all’inizio si pensava che fosse stata assassinata a colpi di pietra. Poi un altro particolare della confessione: “L’ho uccisa con un coltello che Noemi aveva con sé quando è uscita dalla sua abitazione”, nella stessa mattina della scomparsa, il 3 settembre scorso.

Un altro particolare agghiacciante nella confessione del giovane Lucio riguarda il movente. Dopo aver detto di aver agito per gelosia, ha ritrattato: “Voleva sterminare la mia famiglia. Ho reagito di fronte all’ostinazione di Noemi a voler portare a termine il progetto dello uccidere della mia famiglia”. In realtà i segni di violenza sulla ragazza prima di essere uccisa racconta un’altra storia.

Ma lui ha insistito davanti al carabinieri: “Dopo lo sterminio della mia famiglia volevamo fuggire a Milano”. Il ragazzo avrebbe detto anche di aver cercato di dissuaderla sostenendo che a Milano ce l’avrebbe portata, ma una volta maggiorenni, “per vivere tranquilli e sereni”.

Il corpo della sedicenne di Specchia della quale si erano perse le tracce 11 giorni fa, è stato ritrovato ieri all’ora di pranzo nelle campagne di Castrignano del Capo, ad una ventina di chilometri dal paese della ragazza, nascosto sotto una catasta di sassi. Ad indicare il luogo è stato proprio il suo assassino, il diciassettenne di Alessano, un comune a pochi chilometri da Specchia.

La sorella Benedetta: “Lo sapevate”

Dopo la diffusione della notizia, si sono scatenate le polemiche. La sorella della ragazza, Benedetta Durini (nella foto sopra), maggiorenne e prossima alla laurea, è stata accompagnata sul luogo del ritrovamento. “Lo sapevate tutti e non avete detto niente”, ha urlato in lacrime. Un atto d’accusa pesantissimo, non solo nei confronti dell’assassino, ma di un’intera comunità. “Noemi avrebbe potuto salvarsi se solo si fosse prestata un po’ di attenzione in più ai segnali venuti fuori negli ultimi mesi, agli episodi di violenza e soprusi che la ragazzina sarebbe stata costretta a subire ad opera del suo fidanzato”. E conclude: “Ora non trovo più tranquillità”.

La mamma di lei aveva denunciato il ragazzo

Un delitto in qualche modo annunciato, quello di Noemi. Il ragazzo, infatti, era stato denunciato alla procura per i minorenni dalla mamma della vittima, Imma Rizzo, per comportamenti violenti. Ne erano nati due procedimenti: uno penale per violenza privata, l’altro, civile, per verificare il contesto familiare in cui vive il giovane e se fossero in atto azioni o provvedimenti per porre fine alla sua indole violenta. Procedimenti – a quanto è dato sapere – che non hanno portato ad alcun provvedimento cautelare, come il divieto di avvicinarsi alla sedicenne.

“L’ho uccisa perché voleva lasciarmi…”

Già nella tarda mattinata di ieri, il ragazzo – prima di crollare confessando l’omicidio di Noemi – aveva  ammesso le sue responsabilità, spiegando che la ragazza aveva espresso più volte l’intenzione di lasciarlo. Sarebbe stata questa dunque, almeno stando a una prima ricostruzione, la molla che gli avrebbe fatto perdere la testa. Ma litigi e riappacificazioni, come mostra la pagina Facebook della sedicenne, tra loro erano frequenti. Non si capisce ancora, quindi, quak è stata la molla ravvicinata che ha fatto scattare l’intenzione omicida.

Ha rischiato il linciaggio, provocando la folla

Il giovane assassino, reo confesso dell’omicidio della sedicenne Noemi Durini (anche il padre è indagato per sequestro di persona e occultamento di cadavere) quando, ha rischiato il linciaggio quando, poco dopo l’una di notte, è uscito dalla sede della stazione carabinieri di Specchia dove è stato ascoltato per molte ore alla presenza del suo difensore e del procuratore capo del tribunale dei minori Maria Cristina Rizzo.

All’uscita il giovane ha sfidato le ersone che si erano assiepate davanti alla stazione dei carabinieri, alzando la mano destra in segno di saluto alla gente che gli fischiava contro e lo apostrofava. Ad attenderlo c’erano oltre un migliaio di persone, soprattutto giovani, che si erano radunate in via Giovanni XXIII, dove ha sede la stazione dei carabinieri.

Il diciassettenne,  nei confronti del quale da ieri c’è un provvedimento di fermo del pm con l’accusa di omicidio volontario, col cappuccio della felpa sulla testa, ha sorriso, sfidando la gente e provocando la reazione dei presenti che hanno tentato di raggiungerlo e di aggredirlo nonostante il cordone di sicurezza dei carabinieri.

Alla fine l’assassino è stato fatto salire a fatica su un mezzo dei carabinieri ed è stato poi condotto presso la compagnia dei carabinieri di Tricase in attesa di essere portato in carcere.

 

 

Alla fine l’ex fidanzato ha confessato: le notizie del 13 settembre

Ha confessato l’omicidio di Noemi Durini il fidanzato di 17 anni della sedicenne di Specchia scomparsa dal 3 settembrw. A quanto pare è indagato anche il padre, forse per complicità nell’occultamento del cadavere. Ma la notizia non è certa. La mamma di Noemi aveva, in passato, avuto da ridire sul ragazzo piuttosto “problematico” della figlia minorenne e ciò aveva aumentato gli attriti fra le due famiglie.

Secondo le ultime notizie è stato ritrovato anche il corpo della povera ragazza in un pozzo in campagna a Castignano del Capo, dove il fidanzato ha condotto personalemente i carabinieri. Gli inquirenti con i pubblici ministeri, Donatina Buffelli ed Anna Carbonara, stanno andando al pozzo.

 

I genitori di Noemi, che si apprestatavano a una conferenza stampa e che avevano denuncisto il ragazzo alla magistratura minorile per la sua violenza, sono stati colti da un malore alla notizia dell’assassinio. L’incontro con la stampa è stato ovviamente annullato.

Più volte interrogato dopo la scomparsa della sedicenne, il fidanzato – che vive a Alessano, insieme alla famiglia – ha fornito dichiarazioni contraddittorie, finché è crollato durante un interrogatorio con i carabinieri. Ancora non si conosce il movente del delitto, ma l’ultimo post di Noemi sulla sua pagina Facebook con una donna picchiata, indica una traccia.

Indagato anche il padre

Il padre del diciassettenne fidanzato di Noemi Durini è indagato, in concorso con il figlio, per l’omicidio della ragazza. All’uomo, di 41 anni, e al figlio sono stati notificati avvisi di garanzia.

Indagato dalla procura per i minorenni

È indagato dalla procura per i minorenni di Lecce per omicidio volontario il fidanzato diciassettenne di Noemi Durini, la sedicenne scomparsa da Specchia ormai da 10 giorni (nella foto sotto un collage dei due insieme). Questo nonostante, allo stato, non sono stati rilevate né tracce di sangue né altri elementi sulla Fiat 500 a bordo della quale, all’alba del 3 settembre, si trovava, in compagnia del ragazzo. La certezza che i due fossero sull’auto poche ore prima della scomparsa della giovane arriva dalle riprese di una telecamera di sicurezza di un’abitazione di Specchia.

Presto esami irripetibili

L’auto, di proprietà della famiglia del ragazzo, è da giorni sotto sequestro su disposizione della magistratura che indaga contro ignoti per sequestro di persona. Il fascicolo già da oggi, mercoledì 13 settembre, potrebbe contenere i nomi di alcuni indagati ai quali sarà notificato l’avviso per gli esami tecnici irripetibili: tra questi, appunto, il fidanzato, ma potrebbe non essere il solo. Intanto, proseguono le ricerche tra Specchia, Alessano (dove vive il fidanzatino) e tutto il Capo di Leuca.

Tabulati e celle telefoniche al setaccio

Al momento si sa che il minorenne continua a dichiararsi estraneo alla scomparsa della fidanzata e, a maggior ragione, alla sua eventuale morte. Interrogato più volte dai carabinieri, che ritengono non attendibili le sue parole, sono al vaglio anche elementi tecnici, come celle e tabulati telefonici per ricostruirne i movimenti.

 

“Non è amore se ti fa male”: si segue la traccia social, le notizie del 12 settembre 2017

C’è un video con le ultime immagini di Noemi Durini, la studentessa sedicenne di Specchia della quale non si hanno più notizie dal 3 settembre. Il filmato, registrato da una camera di sorveglianza e acquisito dai carabinieri, fa vedere l’adolescente mentre si allontana con un mezzo e si sta cercando di capire se si tratta di uno scooter o di un’automobile. Da quel momento, di Noemi nessuna notizia.

Una svolta nelle ricerche

Nelle ultime ore c’è stata una svolta nella “caccia” alla ragazza, scomparsa ormai da più di una settimana. La magistratura indaga per sequestro di persona in relazione alla scomparsa di Noemi Durini, la studentessa sedicenne di Specchia di cui non si hanno notizie da dieci giorni. Sul caso sono stati aperti due fascicoli: uno della Procura ordinaria, l’altro dalla Procura presso il Tribunale per i minorenni.

Un vertice per fare il punto

L’11 settembre, in Prefettura e in Procura, si è svolti vertici con inquirenti e soccorritori per fare sia il punto sullo stato delle indagini sia sulle ricerche alle quali, da oggi, prende parte anche il nucleo Saf dei Vigili del Fuoco. I controlli sono estesi a grotte, inghiottitoi, cisterne e pozzi.

Sono coinvolti sono anche i carabinieri del Sis, Sezione investigative scientifiche, che ieri hanno proceduto fino a tarda sera a rilevazioni tecniche nella casa della giovane, in via Madonna del Passo. Decine i volontari della Protezione civile impiegati nelle ricerche che stamani sono state sospese per alcune ore a causa del maltempo e sono riprese solo quando le condizioni meteo sono migliorate.

Il sindaco a “Chi l’ha visto?”

Il sindaco di Specchia, Rocco Pagliara, snella mattina dell’11 settembre è intervenuto a Chi l’ha visto, nell’edizione delle 11,30: “Dopo la denuncia di scomparsa fatta dalla mamma della ragazza – dice Pagliaro in diretta a Federica Sciarelli – abbiamo installato una unità per presiedere il territorio per tutti coloro che possano dare notizie o indicazioni utili. Per le ricerche sono attivi anche vigili del fuoco, unità cinofile e una postazione della protezione civile protezione civile che coordina gruppi di volontari che vanno a coadiuvare le forze dell’ordine. Non sappiamo ancora di preciso con quale mezzo si sia allontanata la ragazzina”.

 

Cani molecolari a caccia di Noemi

Nel frattempo si è registrata un’accelerazione nelle ricerche, per coadiuvare le quali sono stati attivati anche i cani molecolari dell’unita cinofila in dotazione a carabinieri e vigili del fuoco, mentre nel piccolo comune del Sud Salento questa mattina è stata attivata, su disposizione del sindaco Rocco Pagliara, una postazione di protezione civile con gruppi di volontari che andranno a coadiuvare le forze dell’ordine nelle ricerche.

Gli appelli sui social

Intanto la sua pagina Facebook, da cui proviene l’immagine del post che pubblichiamo, si è riempita di messaggi delle sue amiche e dei suoi amici con una sola invocazione: “Torna”. Anche la mamma, Sara, è intervenuta pubblicamente: “Noemi, torna amore mio. L’amore vero arriverà. Intanto hai quello della tua mamma e della tua famiglia”.

Lente d’ingrandimento sul fidanzatino

Le indagini degli investigatori si stanno concentrando sulla cerchia di amicizie che la giovane era solita frequentare. Attenzione soprattutto alla posizione del fidanzatino della ragazzina, un minorenne di Montesardo, frazione di Alessano.

Sarebbe stato l’ultimo ad averla vista, ripreso da una telecamera di sicurezza di un’abitazione privata alle 5 del mattino di domenica scorsa, mentre transita lungo via San Nicola, all’uscita del paese, a bordo di uno scooter, insieme con Noemi.

Messaggi inquietanti sui social

La storia tra i due era stata presa sul serio da Noemi, che il 12 agosto scorso aveva pubblicato un post (nell’immagine sopra quella usata dalla ragazza) per festeggiare il primo anno di fidanzamento. “E non stupitevi se siamo ancora qua”, aveva scritto, “abbiamo detto per sempre e per sempre sarà! +365”.

Ma più di recente la sedicenne aveva pubblicato post più inquietanti, espliciti riferimenti alla violenza di genere. A corredo della foto di una giovane con il volto tumefatto e la bocca chiusa da una mano maschile, c’era un lungo testo in cui raccontava cosa non c’è l’amore che “fa male”, “controlla”, “picchia”, “umilia”. Insomma “non è amore se fa male”. La sua storia aveva subito una svolta finita nel peggiore dei modi?

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