Vaccini: è partito il numero verde 1500 per chi desidera informazioni

È partito, sulla base di una circolare della ministra Beatrice Lorenzi, il Numero verde 1500 per quanti vogliono informazioni sui vaccini. Sarà attivo dalle 10 alle 16 dal lunedì al venerdì, per quanti hanno bisogno di informazioni sul decreto che impone ai bambini la vaccinazione obbligatoria e sulle altre questioni che riguardano i vaccini, a volte controverse ache per frutto di una cattiva informazione.

 

Il Veneto presenta ricorso: le notizie del 14 giugno

Non è finita la battaglia per la vaccinazione obbligatoria. Con una mossa a sorpresa, la giunta regionale del Veneto ha dato mandato all’Avvocatura di impugnare davanti alla Corte Costituzionale il decreto del Governo che introduce l’obbligo vaccinale prevedendo pesanti sanzioni per i trasgressori.

L’annuncio è arrivato dal presidente Luca Zaia, specificando che l’impugnativa sarà pronta entro una o due settimane e riguarderà non solo l’eventuale legge di conversione approvata dal Parlamento, ma anche lo stesso decreto. “Non mettiamo assolutamente in discussione i vaccini – ha spiegato Zaia (nella foto in basso), in modo abbastanza “doroteo” – ma alcuni aspetti del decreto”.

I timori dell’abbandono contro la coercizione

 “Il Veneto, che non ha l’obbligo vaccinale, così come 15 Paesi europei importanti (dalla Germania alla Spagna, dal Regno Unito ai Paesi del nord Europa), ed è l’unica regione ad avere un’anagrafe vaccinale digitale, ha dimostrato, con una performance del 92,6%, che non è l’obbligo a risolvere il problema, quanto il dialogo con le mamme e le famiglie. Le multe, per di più, sono sperequative, dicendo in pratica che chi ha 7500 euro da spendere può rifiutare il vaccino e chi non li ha no. La nostra preoccupazione è che l’effetto della coercizione crei un abbandono più che fisiologico della vaccinazione. E non agiamo certo per soldi, ma per una questione di principio”.
“Questo – ha aggiunto l’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto – è un tema di cui parliamo da tempo, partendo dal presupposto che siamo favorevoli ai vaccini, ma con una politica di trasparenza e informazione del territorio, evitando le fake news su internet e il sentito dire”.

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