Pescara: due auto sequestrate a casa del nonno di Alessandro

Forse sono a una svolta nelle indagini sull’omicidio di Alessandro Neri, il ragazzo di 29 anni assassinato a Spoltore (Pescara): due automobili sono state sequestrate dai carabinieri nella casa del nonno. Pomeriggio 5 ha documentato, ieri, con un video il momento in cui il carro attrezzi portava via una delle due vetture (una Mercedes e una Audi Q5), negli stessi istanti in cui le forze dell’ordine interrogavano il nonno, Gaetano Lamaletto, nella sua villa a Giuliano Teatino.

Auto “di interesse investigativo”

I parenti di Alessandro al momento non sono indagati, ma le auto sono considerate “di interesse investigativo” e saranno esaminate nei prossimi giorni per capire se i dissidi familiari legati all’eredità del nonno del ragazzo siano in qualche modo all’origine del delitto.

Alessandro e la madre estromessi dall’eredità

Due anni fa Alessandro e la madre erano stati estromessi dall’eredità del nonno che, tornato dal Venezuela negli anni ’90, aveva aperto una florida azienda vitivinicola in Abruzzo. L’attività era passata nelle mani del cugino ora assassinato, con cui un mese e mezzo fa ci sarebbe stata una lite.

Il ragazzo è partito per gli Stati Uniti per affari un paio di giorni prima della scomparsa di Alessandro.

 

Le notizie del 14 marzo: interviente il Ris

I carabinieri del Ris di Roma hanno iniziato ieri ad analizzare e ispezionare la Fiat 500 rossa di Alessandro Neri, il ventottenne di Spoltore (Pescara) assassinato la settimana scorsa e il cui corpo è stato trovato alla periferia di Pescara tre giorni dopo la sua scomparsa da casa.

L’auto del giovane è stata ritrovata mercoledì 7 marzo a Pescara, in via Mazzini, e posta sotto sequestro dalla Procura.

A quanto si è saputo Alessanro e la mamma – insieme nella foto sopra – volevano trasferirsi a Miami da Massimiliano, il figlio e fratello che fa lo chef. Per questo hanno messo in vendita la casa di famiglia, dopo la rottura radicale avvenuta due anni fa con l’azienda del nonno. Da ieri sono scattate anche le indagini del nucleo tributario della Finanza, che sta spulciando i conti di famiglia, alla ricerca di qualche elemento nuovo sul delitto.

L’analisi delle ultime ore di vita

Gli investigatori continuano a scavare nelle ultime ore di vita di Alessandro. Esame dei tabulati telefonici, testimonianze delle ultime persone con cui il giovane è entrato in contatto, immagini delle telecamere di videosorveglianza del centro di Pescara, dove è stata trovata parcheggiata la sua automobile: tutto può essere utile per ricostruire quanto accaduto dal pomeriggio di lunedì 5 marzo, quando Alessandro è uscito di casa, al ritrovamento dell’auto, di cui mancano le chiavi, la mattina di mercoledì 7 marzo.

È in quella fascia di tempo, secondo gli inquirenti, che iAlessandro è stato ucciso. L’ipotesi, dunque, è che Neri sia morto 48-60 ore prima del ritrovamento del corpo, avvenuto nel pomeriggio di giovedì 8 marzo alla periferia sud di Pescara, in un luogo impervio a circa 6 km dal centro.

 

 

La pista dell’eredità e della faida familiare

Rimane valida la pista dell’eredità e della faida familiare. Ma i carabinieri del comando provinciale di Pescara, agli ordini del colonnello Marco Riscaldati, non escludono che all’origine dell’omicidio di Alessandro Neri, 29 anni, ci possano essere la droga e una pista passionale omosessuale. Il primo motivo riguarda le frequentazioni del giovane, che negli ultimi tempo vedeva un giro di pregiudicati. Sulla seconda si sta scavando, passando al setaccio la vita privata di Alessandro.

Due proiettili di piccolo calibro

Intanto iniziano a fornire le prime conferme i risultati dell’autopsia. Due i colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata mentre Neri si trovava alla periferia Sud di Pescara. Uno, mortale, alla testa e l’altro all’emitorace. Il primo proiettile è stato recuperato in sede autoptica chiarendo che l’arma usata è di piccolo calibro.

Niente effetti personali

Effetti personali, come documenti o carte di credito, non sono stati ritrovati. Sul luogo del ritrovamento del corpo, è stato inoltre spiegato, non è stata trovata la chiave della macchina. Il portafoglio, come già emerso, non è stato trovato perché il ragazzo “non era solito utilizzarlo”. Il telefono cellulare, invece, è stato recuperato. In più occasioni sono stati svolti accertamenti sul luogo del ritrovamento del corpo e il materiale repertato è all’esame del Ris di Roma.”Non siamo in grado di stabilire con certezza se sia stato ucciso sul luogo del ritrovamento” ha aggiunto il colonnello Riscaldati.

Pescara: Alessandro Neri è morto senza difendersi, una storia di eredità?, le notizie del 12 marzo 2018

Potrebbe essere una faida familiare il movente alla base dell’omicidio di Alessandro Neri, 29 anni, di Spoltore (Pescara). Lo anticipa Il Messaggero che cita fonti all’interno della cerchia parentale. “C’erano contrasti per l’eredità”, hanno detto. L’eredità è quella del nonno, viticoltore di successo che aveva messo insieme una vera e propria fortuna dopo il suo rientro dal Venezuela.

Sentita la mamma

Al momento, da parte degli inquirenti, non ci sono ancora conferme né smentite. Il lavoro continua frenetico e nel fine settimana la madre è stata sentita dai carabinieri. Eseguita anche l’autopsia sul corpo del giovane, ucciso da un colpo al torace che ho provocato la morte all’istante.

A quanto si è saputo l’autopsia dice che non ci sono segni di colluttazione e che Alessandro è morto senza difendersi. Ascoltata di nuovo dagli inquirenti la madre del ragazzo, Laura Lamaletto.

Pescara: cercava il figlio su Facebook, lo trova ucciso con un colpo di pistola, le notizie del 10 marzo 2018

Ora la mamma lo ha trovato. Purtroppo morto. Alessandro Neri, ventinovenne di Spoltore (Pescara), è stato scoperto senza vita nel pomeriggio alla periferia di Pescara: si tratta di un omicidio. Il ragazzo è stato colpito da almeno un colpo di arma da fuoco al torace. La posizione in cui è stato trovato il corpo tra alcuni arbusti nei pressi di un corso d’acqua sarebbe incompatibile con il suicidio.

Imprenditori del vino di qualità

Alessandro appartiene ad una famiglia di conosciuti imprenditori vinicoli. Insieme ai tre fratelli, lavorava nel feudo di Santa Maria d’Orni di proprietà del nonno materno Gaetano Lamaletto, tornato in Abruzzo a produrre vini di alta qualità dopo 40 anni passati da emigrante in Venezuela.

La cantina di famiglia, su cinque livelli, incastonata nella roccia con 50 ettari di vigneti da cui nasce il famoso vino di Montepulciano, è conosciuta in tutta Italia.

Individuato grazie al cellulare

Il corpo è stato ritrovato dai cani molecolari dopo che il segnale del telefono cellulare del giovane è stato individuato nell’area di Fosso Vallelunga, alla periferia di Pescara. Secondo quanto apprende l’Agenzia Ansa, le operazioni di recupero del cadavere si sono rivelate molto complicate. Sul posto sono arrivati nel frattempo molti amici del giovane. Neri era scomparso lunedì pomeriggio.

L’appello della mamma

“Ale ti hanno ucciso, Ale con un colpo di pistola… A chi lo ha premuto il grilletto domando: hai una mamma?”: scrive su Facebook la mamma di Alessandro, Laura Lamalwetto (il post nell’immagine qui sopra). Proprio sui social la madre aveva lanciato numerosi appelli, generando un tam tam tra amici, conoscenti e utenti della rete.

E giovedì pomeriggio, sempre su Facebook, la signora ha comunicato a tutti la morte del figlio: “Ale non c’è più”, aveva scritto, tra commenti di cordoglio e di vicinanza da parte degli utenti.

Il medico legale effettuerà l’autopsia

Gli inquirenti si aspettano di sapere la distanza dalla quale è stato esploso l’unico colpo, che apparentemente sarebbe stato indirizzato al torace del ragazzo. Elemento che chiarirebbe prima di tutto il luogo dell’omicidio, se in una autovettura o un ambiente comunque ristretto. All’autopsia parteciperà un ufficiale dei Ris carabinieri di Roma, esperto balistico: non si sa al momento se si recherà sul luogo del ritrovamento del cadavere.

La 500 l’ha parcheggiata il giovane

Intanto è emerso che la Fiat 500 di Neri non presenta, ad una visione esterna, alcun indizio che possa far pensare che non sia stato lui a parcheggiarla nel centro di Pescara. Il giovane si sarebbe visto con qualcuno, ma non si sa se si tratti dell’assassino. Tra le piste che si seguono non si esclude il delitto di impulso, non organizzato, non in stile “regolamento di conti”.

Un omicidio “artigianale”

Il cadavere è stato ritrovato in un luogo impervio, ma facilmente raggiungibile, e con ancora il cellulare addosso: questo ha permesso il suo ritrovamento con i cani molecolari, indizio forse di un delitto di tipo “artigianale”, con successivo occultamento del corpo con decisioni improvvisate.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto