Slovacchia: si dimette il premier Fico, dopo l’assassinio di Kuciak

Svolta clamorosa in Slovacchia. Il premier socialdemocratico Robert Fico ha annunciato ieri le sue dimissioni, tre settimane dopo l’omicidio del giornalista Jan Kuciak, che indagava sui presunti legami tra politica e ‘ndrangheta.

Ieri uno dei 7 italiani arrestati e rilasciati in Slovacchia, Antonino Vadalà, è stato fermato su mandato della Procura di Venezia nell’ambito di un’indagine su un traffico internazionale di stupefacenti,

Ieri si era dimesso anche il ministro dell’Interno Robert Kalinak, dopo le manifestazioni di protesta e le pressioni degli alleati. Fico ha annunciato le dimissioni alla presenza dei capi dei partiti membri della coalizione di governo, cioè Bela Bugar del Most-Hid di centro-destra, vicino alla minoranza ungherese, e Andrej Danko del Partito nazionale slovacco Sns, di destra nazionalista, dopo un incontro avuto con il presidente slovacco.

Situazione politica molto difficile

“Oggi ho offerto le mie dimissioni al presidente della Repubblica Andrej Kiska”, ha dichiarato il premier Robert Fino (nella foto qui sora).

“Se il presidente le accetta sono pronto a dimettermi domani”, ha aggiunto. Fico, 53 anni, sostiene che la Slovacchia rischia di “piombare nel caos se l’attuale opposizione prenderà il potere” e vorrebbe evitare elezioni anticipate.

Ma ormai in Slovacchia, dopo il duplice omicidio, tutto si è complicato.

 

Le notizie del 4 marzo

Sorpresa nella vicenda dell’omicidio del giovane giornalista Jan Kuciak e della sua compagna.

La polizia slovacca ha rilasciato sabato notte i sette cittadini italiani arrestati in connessione con l’omicidio del giornalista Jan Kuciak. Ne ha dato notizia ieri mattina l’agenzia di stampa ceca, Ctk. Scadutwi i termini di carcerazione preventiva, non c’erano i termini per trattenerli agli arresti.

Gli sono stati rimessi in libertà intorno alla mezzanotte. Uno di loro è stato portato in ospedale per dolori al petto e poi dimesso. Secondo il sito di notizie ceco tvnoviny.sk è probabile che verrà rilasciato anche il settimo italiano arrestato in relazione all’omicidio del reporter slovacco Kuciak e della sua fidanzata.

Ecco il testo pubbicato dal sito slovacco (la traduzione dallo slovacco è di un traduttore automatico):

“Venerdì sera hanno rilasciato tutti e sette gli italiani detenuti in relazione all’omicidio del giornalista Ján Kuciak e della sua fidanzata. Secondo le nostre informazioni, questo è successo tra le 23 e l’1, dopo che uno dei detenuti era stato ricoverato in ospedale. Si trattava di Sebastian Vadal, che si era lamentato per un dolore toracico nella stazione di polizia. I medici però non lo hanno ospedalizzato.

Le informazioni di rilascio sono state confermate anche dalla presidenza del corpo di polizia.

La polizia non ha fornito ulteriori informazioni. Tuttavia c- sostiene il sito slovacco – si può presumere che non siano stati accusati di omicidio.

Tutti i sette gli italiani sono stati arrestati giovedì scorso in connessione con l’omicidio del giornalista che, nel suo ultimo articolo descriveva le attività di persone vicine alla ‘Ndrangheta e i loro affari con i fondi europei in Slovacchia. Le persone fermate giovedì erano: Antonino Vadalà, imprenditore al centro del reportage del giovanissimo giornalista, Bruno Vadalà e Sebastiano Vadalà, Diego Rodà, Antonio Rodà, Pietro Catroppa (54 anni) e Pietro Catroppa (26 anni).

Appare sorprendente un rilascio tanto sollecito.Le accuse si sono rivelate inconsistenti?

 

 

I fermati del 2 marzo

L’imprenditore italiano Antonino Vadalà (nella foto in basso con una delle sue potenti auto) è stato arrestato dalla polizia slovacca, che indaga sulla morte del giornalista ucciso e di Marina Kusnirova, 27 anni, la sua ragazza. Insieme a lui sono stati arrestati anche il fratello Bruno e il cugino, Pietro Catroppa. Lo scrive il quotidiano locale Korzar.

Secondo i media slovacchi, ieri mattina la polizia ha fatto irruzione negli appartamenti dell’imprenditore, a Michalovce e a Trebisov, nell’Est del Paese.

A Michalovce e Trebisov sono stati arrestati anche Sebastiano Vadalà, Diego Roda, Antonio Roda e Pietro Catroppa.

Un progetto sull’energia per 70 milioni

Vadalà, secondo Repubblica, nato nel 1975, di Melito Porto Salvo, aveva una vecchia condanna a un anno e sei mesi in Italia per aver favorito la latitanza di Domenico Ventura, boss di ‘ndrangheta ricercato per omicidio. Trasferitosi in Slovacchia, si è lanciato nell’affare energia e agricoltura mettendo le mani sui fondi europei. Ha presentato un progetto per la produzione di energia da biomasse per 70 milioni, entrando in affari direttamente con Maria Troskova, ex finalista di Miss Mondo 2007, poi funzionaria del ministero dell’Economia e infine consigliera capo del premier Robert Fico. Ieri, dopo lo scandalo, la Troskova si è dimessa dall’incarico.

Insieme a lui sono stati arrestati anche il fratello Bruno e il cugino, Pietro Catroppa. Della famiglia Vadalà e dei presunti legami con la ‘ndrangheta ha scritto Kuciak nel reportage pubblicato, dopo il duplice omicidio, dal suo giornale, Aktuality.sk (vedi sotto).

Fermate una decina di persone

Nel corso delle perquisizioni domiciliari sono state arrestate una decina di persone, secondo quanto ha detto ai media il presidente della polizia slovacca Tibor Gaspar. La pista principale delle indagini è la criminalità organizzata, ha anche spiegato. “Dello sviluppo dell’inchiesta informeremo nel corso della giornata”, ha riferito all’agenzia Tasr, Martin Waldl, del presidio della polizia.

Il giovane reporter aveva scritto sulla penetrazione della ‘ndrangheta

Kuciak, trovato ucciso nel suo appartamento insieme alla ragazza la settimana scorsa, aveva scritto su quattro famiglie calabresi, ritenute dell’orbita ndranghetista – Vadalà, Cinnante, Rodà e Catroppa – che nell’Est della Slovacchia svolgono attività imprenditoriali soprattutto nell’agricultura. Il reporter aveva inoltre rivelato i legami dell’imprenditore Antonino Vadalà con l’assistente del premier Robert Fico, la bella Maria Troskova (ex candidata a Miss Universo, nella foto qui sopra), e il segretario del consiglio di sicurezza, Vilian Jasan. Entrambi hanno fatto un passo indietro ieri, fino alla fine delle indagini.

Nella foto in basso il premier Fico e la sua assistente Maria Troskova.

Il blog di Roberto Saviano

Roberto Saviano dedica un lungo post, sul suo blog, del quale ha modificato la copertina dopo il diuplice omicidio, alla vicenda.

“La Slovacchia – scrive Saviano – si accorge delle mafie solo dopo la morte del giovane giornalista Ján Kuciak e della sua compagna Martina Kusnirova. Da anni ‘ndrangheta, camorra e Cosa nostra investono e si nascondo in Slovacchia. Ugo De Lucia, il killer del clan Di Lauro che uccise Gelsomina Verde, vittima innocente di 22 anni, fu arrestato a Poprad nel febbraio 2005. Il clan Sarno è presente con i suoi affari a Bratislava, come denunciato dalla DNA.
Ján Kuciak è stato ucciso perché era da solo a investigare sul ruolo delle mafie nel suo Paese.

Chiediamoci come mai i giornalisti siano ancora – da Giancarlo Siani ad Anna Politkovskaja, da Antonio Russo a Daphne Caruana Galizia – tanto vulnerabili da essere considerati sacrificabili sull’altare degli affari.
Il sangue innocente di Ján Kuciak e di Martina Kusnirova si aggiunge alla lista lunga e inaccettabile di giornalisti che hanno provato a portare alla luce verità che dovevano restare nell’ombra, talvolta collegamenti tra organizzazioni criminali e politica.

Il silenzio su questi affari vale oro, vale più di ogni indignazione, più di ogni manifestazione di solidarietà, vale più di una singola carriera politica. Il silenzio vale oro perché parlarne significa gettare luce su una prassi che deve restare ignota perché possa sopravvivere alle persone e diventare “sistema”.

Le notizie del 26 febbraio

Un noto giornalista investigativo slovacco, Jan Kuciak, è stato ucciso insieme alla sua compagna con un colpo di pistola in casa assieme alla sua partner. Lo ha reso noto la polizia, dicendo che si tratta del primo assassinio di un giornalista nella storia della Slovacchia.

Secondo il quotidiano Dennik N, l’omicidio, avvenuto nel weekend, sarebbe legato all’attività del reporter impegnato in indagini su frodi fiscali, in particolare sui casi di persone vicine al partito al governo dei Democratici sociali (Smer) del premier Robert Fico.

Kuciak (nella foto qui sopra e con la compagna in apertura), 27 anni, come mostra la foto con il titolo qui sopra, ha lavorato per l’importante sito Aktuality.sk.

Il sito così descrive l’accaduto, racocntando che: “Il capo della polizia, Tibor Gaspar, ha osservato che la versione più probabile del delitto riguarda l’attività investigativa del giornalista.

In una conferenza stampa Tibor ha annunciato che le forze di polizia avrebbero schierato il massimo numero di forze e mezzi per trovare una soluzione al duplice omicidio.

Gašpar ha annunciato che domenica alle 22,30 è stato effettuato un controllo di polizia dal distretto di Sládkovičovo, su richiesta della madre della vittima che non poteva contattare la figlia. L’ultimo contatto è stato giovedì.

“L’ora della morte è  circoscrivibile tra giovedì a domenica”, ha detto il capo della polizia. In verità si tratta di un tempo eccessivamente lungo.

“C’è stata una sola ferita a ognuna delle due vittime: la donna alla testa, l’uomo al petto. L’autopsia sarà più precisa”.

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