La Oerlikon licenzia a Bari un operaio operato al cuore, la Fiom: rappresaglia

Ma che tipo di azienda è la Oerikon Graziano? Dopo il licenziamento (e forse il ripensamento) di un dipendente mandato via a Torino dopo un trapianto al fegato, un altro gravissimo episodio a Bari, dove la multinazionale svizzera ha deciso di allontanare un operaio operato al cuore.

Le pause collettive per la pipì

L’episodio è stato denunciato dal sindacato dei metalmeccanici, la Fiom, che accusa la Oerlikon anche di rappresaglia sindacale, perché Massimo Paparella, allontanato a metà febbraio per “inidoneità fisica” è lo stesso operaio che si era battuto contro le ingiustificate regole delle pause collettive “per fare pipì” che la Oerikon pretendeva di imporre. Per la Fiom il licenziamento costituisce l’ennesimo “atto unilaterale e di barbarie delle corrette relazioni industriali consumatosi nella Oerlikon-Graziano”.

 

 

Le notizie del 9 marzo: licenziato dopo un trapianto

La Oerlikon svizzera “sta valutando la possibilità di riconsiderare il licenziamento” di Antonio Forchione, l’operaio licenziato dopo un trapianto di fegato perché “inabile al lavoro (nella foto in apertura e qui sotto). I vertici della multinazionale, che opera nel settore metalmeccanico, spiegano che la lettera di licenziamento non è stata scritta dal responsabile del personale locale e che dunque, in qualche modo, potrebbe essersi trattato di un errore.

“Sono un operaio universale…”

“Sono un operaio universale, ci chiamano così ora. Ho sempre lavorato su tre turni. Dicono che ora non posso più fare il lavoro che facevo e non sanno che mansione affidarmi. Non c’è nessuna posizione per me, ero anche disposto a un demansionamento, avrei accettato di fare qualunque cosa, fotocopie in un ufficio o il fattorino”: ha dichiarato Antonio Forchione, al quale mancano cinque anni alla pensione.

Anche il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, conferma: “I miei auguri ad Antonio Forchione, l’operaio ingiustamente licenziato dalla Oerlikon Graziano di Rivoli. Nel primo pomeriggio ho preso contatti con i rappresentanti locali della multinazionale svizzera: mi hanno assicurato di voler ritirare la loro decisione che, prima di ogni altra cosa, presentava tratti di disumanità inammissibili”.

Indignato anche il ministro Poletti
Antonio Forchione con la lettera di licenziamento (ansa) Il caso nelle ultime ore ha destato molta indignazione, compresa quella del ministro al Lavoro Giuliano Poletti, che ha definito il licenziamento: “Inaccettabile, inconcepibile e sbagliato”.

Le notizie della mattina del 9 marzo

Lo fanno dichiarare “inabile” subito dopo aver subito un trapianto e lo licenziano. È accaduto alla Oerlikon Graziano, azienda metalmeccanica di Rivoli (Torino), che ha licenziato un operaio rientrato in fabbrica otto mesi dopo un trapianto al fegato.

“Mi hanno fatto una visita e mi hanno dichiarato inabile, mi hanno costretto a tre settimane di ferie forzate e poi lunedì scorso mi è arrivata la lettera di licenziamento”, racconta Antonio Forchione, 55 anni.

L’operaio farà causa ala multinazionale svizzera per ottenere un risarcimento. Intanto Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato subito uno sciopero di due ore su tutti i turni.

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