Caserta, mozzarelle alla soda caustica vendute in Italia e negli Usa: i nomi delle aziende

La guardia di finanza di Caserta, nel corso dell’operazione Aristeo, ha notificato venerdì 10 febbraio, una serie di misure cautelari e interdittive nei confronti di allevatori, rivenditori di latte e titolari di caseifici, nell’ambito di un’indagine della procura della repubblica di Santa Maria Capua Vetere in materia di contrasto alle frodi agroalimentari nel settore lattiero caseario e, in particolare, nella produzione di mozzarelle di bufala campana Dop. Sequestrate anche 3 aziende per un valore di 10 milioni di euro. Le mozzarelle contraffatte venivano vendute sia in tutta Italia che negli Stati Uniti.

Mucche con la tubercolosi

Le mozzarelle, dai controlli effettuati della guardia di finanza della compagnia di Marcianise, guidata dal capitano Davide Giangiorgi, con l’ausilio dell’azienda sanitaria locale, contenevano soda caustica e latte vaccino crudo al posto di quello di bufala. Il tutto senza pastorizzazione e con la presenza di metalli pesanti. Inoltre le mucche da cui veniva munto avevano tubercolosi.

Prodotti nocivi per la salute

Sono 5 i destinatari di ordinanze agli arresti domiciliari con 3 aziende sottoposte a sequestro. Contestati dal pm Maria Antonietta Troncone (nella foto sopra) i reati di adulterazione del latte utilizzato nel ciclo produttivo, di commercializzazione di prodotti alimentari potenzialmente nocivi per la salute e la contraffazione del marchio Dop.

Ai domiciliari un socio del consorzio di tutela

Tra gli arrestati c’è Salvatore Bellopede, socio del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop e presidente della Confartigianato Caserta. Bellopede è ai domiciliari insieme al fratello Luca. I due sono i titolari del caseificio Bellopede & Colino di Marcianise a cui veniva rivenduto il latte adulterato tramite un intermediario, Antony Ciervo.

Il latte acquistato a Brescia

Altri finiti nei guai sono gli amministratori di fatto della Casearia Sorrentino di Santa Maria La Carità (Napoli), Vincenzo e Antonio Croce che, “nella primavera-estate del 2015”, dice la procura, “erano soliti adulterare il latte che compravano – tra gli altri dalla Brescialat di Brescia – con soda caustica per rivenderlo” anche “al caseificio San Maurizio di Frattaminore (Napoli), gestito da Gennaro Falconiero”.

Gli allevamenti contaminati

Inoltre, ha comunicato la procura di Santa Maria Capua a Vetere a valle di una conferenza stampa, “è stato accertato che nel mese di giugno 2015 (dal 12 al 21 del mese), gli allevatori di latte vaccino e bufalino di San Polito Sannitico (Caserta) Marcellino, Cannine e Cecilia Crispino”, insieme ad “Anna Altieri, titolari di altrettante ditte individuali, vendevano latte crudo proveniente dai loro allevamenti risultati non indenni da tubercolosi bovina”.

Il Codacons: “Operazioni sconsiderate”

“Ancora una volta la salute dei cittadini viene messa a rischio da operazioni sconsiderate e frodi alimentari”, denuncia il presidente del Codacons, Carlo Rienzi (nella foto sopra). “I cittadini hanno il diritto di sapere se hanno acquistato mozzarelle potenzialmente nocive. Solo così gli utenti potranno attivare le dovute azioni risarcitorie nei confronti dei responsabili della frode”.

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