L’Oriana: anche stasera la Fallaci su Rai1, polemiche sull’esordio

La messa in onda della prima puntata era fissata per ieri sera e c’era già chi escludeva che “quella fiction le sarebbe piaciuta”, come afferma Edoardo Perazzi, il nipote di Oriana Fallaci da lei indicato come suo erede universale. Ma Vittoria Puccini, l’attrice che interpreta la giornalista e scrittrice fiorentina, rimarca soprattutto un aspetto: “Non abbiamo voluto costruire santini apologetici”. A questo punto deciderà il pubblico che, stasera e domani, potrà vedere in prima serata su RaiUno “L’Oriana”, due puntate sulla vita di una delle più rilevanti intellettuali del Novecento e dell’inizio del secolo successivo. Stasera la seconda  eultima puntata. L’inizio è alle 21,15, in prima serata.

Le osservazioni dopo la prima puntata

Non mancano le polemiche tra chi dice che il lavoro, sceneggiato da Rulli e Petraglia, due ottimi professionisti (sono quelli de “La Piovra” è stato una trasczione onesta di un personaggio difficile e chi sostiene che il “cuore” del alvoro della Fallaci era la scrittura che nella prima puntata non si è vista, come se Oriana fosse una giornalista televisiva.

Ognuno ha le sue buone ragioni, da rivedere o confermare stasera. Intanto si attendono in mattinata glie ascolti di ieri.

 

 

Regista e sceneggiatori: tv e film su biografie e storia d’Italia

 

Prodotta da Domenico Procacci per Fandango e girata da Marco Turco, già avvezzo alle miniserie biografiche (tra i suoi lavori precedenti si ricordano quelli su Rino Gaetano e su Franco Basaglia), la sceneggiatura della fiction è firmata da due autori con una lunga carriera alle spalle: sono Stefano Rulli e Sandro Petraglia che, insieme, hanno già lavorato a film come “Romanzo criminale” sulla banda della Magliana, “Romanzo di una strage” sulla bomba di Piazza Fontana e “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana. Ma poi anche tanta televisione: la fiction sulla banda della Uno bianca, varie stagioni della Piovra e poi Don Milani.

 

Dalla Resistenza al giornalismo: una vita contro

 

 

Per ricostruire la vita e la professione di Oriana Fallaci, il flashback è lo strumento narrativo prescelto che consente di partire dalla necessità di riordinare un’esistenza di lavoro e di documentazione. Ecco così che si riesce a saltare indietro: dopo la lotta di Liberazione a cui Fallaci aderì appena adolescente, la miniserie torna ai tempi del settimanale L’Europeo, il viaggio a Karachi per l’esplorare la condizione femminile in altre contesti culturali e l’incontro con la sposa bambina. Poi sono giunti il Vietnam, l’amore per il reporter francese François Pelou e poi quello ancora più intenso per l’attivista della Resistenza anti colonnelli greci Alexandros Panagulis. A lui dedicherà un libro, “Un uomo”, per raccontare non solo il legame con lui, morto in un incidente stradale dalle cause poco chiare, ma anche un pezzo di storia della politica, tra repressione, carcerazioni e torture nel pieno dell’Europa mediterranea.

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Puccini: “Vorrei che della fiction emergesse la passione”

 

La fiction promette di tirare fuori gli aspetti più profondi e talvolta contradditori di Oriana Fallaci, scomparsa il 15 settembre 2006 a Firenze: il comunismo e il femminismo (riassunto in una frase: se sei una donna, comunque una “fortuna”, “devi combattere di più, devi vedere di più, devi pensare di più”), l’incontro con culture diverse e le polemiche nell’ultima parte della sua vita, caratterizzata dallo scontro con le comunità islamiche dopo i fatti dell’11 settembre 2001.

Rimane però un punto fondamentale su cui la miniserie vuole puntare. “Mi piacerebbe che si avvertisse la passione con cui abbiamo affrontato quest’impresa”, dice Vittoria Puccini, fiorentina come la giornalista che interpreta. “È stato un bel viaggio, L’Oriana. Un viaggio complicato. Ci interessava mettere in evidenza il contrasto tra una donna innamorata del proprio mestiere, dura, spigolosa, spesso respingente e la Fallaci intimamente fragile. Nascosta. Meno visibile”.

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