Respiro corto e affanno: come scoprirne le cause

Respiro corto, affanno, fame d’aria. Sono queste le espressioni che comunemente vengono usate da chi soffre di dispnea, uno dei sintomi più comuni e sgradevoli disagio che a tutti capita di sperimentare.
“Studi sul linguaggio utilizzato per descrivere la dispnea indicano che questo sintomo rappresenta effettivamente un numero di sensazioni qualitativamente distinte, che derivano dall’interazione di diversi fattori fisiologici, psicologici, sociali ed ambientali”, osserva il dottor George Cremona, primario di Pneumologia e Fisiologia Respiratoria dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano (nella foto in basso).

Ma quando questa sensazione di respiro difficoltoso può far pensare al sintomo di una patologia?
“Mentre è normale avvertire una sensazione di respiro corto durante uno sforzo fisico intenso, tale sensazione è percepita come disagio e quindi come sintomo quando non è proporzionata all’attività compiuta, ma compare dopo uno sforzo lieve o addirittura a riposo”, risponde il dottor Cremona.

Quali possono essere le cause?

“L’atto della respirazione è un evento complesso, che coinvolge diversi organi e funzioni: individuare l’origine di questo disturbo può non essere semplice”, spiega lo specialista.“Le cause più comuni di dispnea cronica sono rappresentate da malattie polmonari come l’asma bronchiale o la broncopatia cronica ostruttiva, oppure da patologie cardiache come le coronaropatie e l’insufficienza cardiaca”.

Che cosa è importante osservare e riferire al medico?

“Innanzitutto sarebbe bene annotare, se possibile, il momento dell’insorgenza di questo disturbo; se è acuto (ore o giorni) o cronico (serttimane o mesi); l’eventuale presenza di altri sintomi (tosse, tachicardia, dolore al torace?)”. “E ancora: ci sono circostanze che migliorano o peggiorano questa sensazione? Per esempio: è presente solo durante lo sforzo fisico o anche a riposo? È presente in modo costante o si acuisce soprattutto in certe stagioni dell’anno? Il fenomeno tende a comparire solo in determinati momenti della giornata, per esempio durante la notte?”

Ci può essere una correlazione tra dispnea e alimentazione?

“ Sì, anche se non è comune. La difficoltà di respiro potrebbe essere la reazione allergica ad un determinato tipo di alimento”, afferma l’esperto. “Qualche volta può avvertire questa sensazione anche chi ha problemi molto importanti di reflusso gastro-esofageo: specialmente dopo un pasto abbondante o consumato in fretta, il rigonfiamento dello stomaco può far percepire una mancanza d’aria”.

Che cosa si può fare, nell’immediato?

“Spesso durante l’episodio di dispnea la persona si spaventa e respira più rapidamente e superficialmente e questo tende ad accentuare il sintomo determinando un senso di panico che peggiora la sensazione”, osserva il dottor Cremona. “E’ importante capire che la dispnea non è un indice diretto di danno. Cercare di mantenere la calma ed effettuare respirazioni lente e profonde a labbra socchiuse può essere utile a migliorare il sintomo”.

A chi rivolgersi?

“Direi innanzitutto di valutare la situazione con il proprio medico di famiglia: in base ai sintomi, alla storia familiare e ad alcuni esami (prove respiratorie, elettrocardiogramma, radiografia del torace, esami del sangue) sarà lui ad indirizzare verso lo specialista più indicato per ulteriori approfondimenti”.

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