“Il caso Kaufmann”: un amore “sovversivo” nella Germania degli anni Trenta

“A quei tempi” tutti sapevano, ma nessuno vedeva. L’irresistibile ascesa dell’ideologia nazista, il suo lento incunearsi nelle coscienze e la progressiva occupazione degli apparati dello Stato era semplicemente il segno dei tempi. Giovanni Grasso (nella foto sotto) nel suo romanzo storico “Il caso Kaufmann” (Rizzoli, 382 pagine, 19 euro) fa correre insieme una sovversiva (almeno per l’epoca) storia d’amore tra un anziano ebreo e una giovane ariana e l’atmosfera impalpabile nella quale le discriminazioni razziali si impossessarono della gran parte delle menti tedesche.

Quando tutti erano nazisti

“Quando tutti erano nazisti, dire ‘democratico’ a qualcuno era un insulto, peggio che dirgli ‘ladro’, ‘mascalzone’ o ‘carogna'”, racconta a molti anni di distanza nell’efficace incipit del libro Eva, la portinaia che faceva le pulizie per Leo Kaufmann, lo stimato commerciante sessantenne protagonista del libro. In poche parole è racchiuso il senso profondo del libro, quanto sia difficile capire in tempo i propri “tempi”.

L’autore e la sua storia

Giovanni Grasso, giornalista parlamentare, saggista e ora consigliere del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la stampa e la comunicazione, edifica il suo racconto su documenti storici e scansioni temporali dei dispositivi di persecuzione nazista. Ma conquista il lettore con una delicatissima storia d’amore doppiamente proibita. La relazione tra l’anziano Leo e la giovane Irene, figlia di un suo amico e improvvisamente trasferitasi a Norimberga, unisce pericolosamente la trasgressione della differenza d’età con l’assurdità delle leggi razziali.

Ispirato a una vicenda vera

Leggi che vietano “la contaminazione del nostro sangue”, come scrive Adolf Hitler già nel 1925 in Mein Kampf. “Il caso Kaufmann” è un romanzo che corre e scorre e il lettore, quasi vergognandosene, desidera sprofondare sempre più verso l’abisso, cercando di dimenticare che si tratta di vita vissuta. Il libro di Grasso è infatti ispirato alla vera storia di Lehmann Katzenberger e Irene Seiler. Un romanzo forte e tenero che ci porta indietro nel tempo. Ma non troppo. Apre riflessioni sui “tempi” che corrono e su quanto sia difficile “leggere” in tempo il presente. Soprattutto il più spaventoso.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto