Tangenti: arrestati Lara Comi di Forza Italia e l’ad dei supermercati Tigros

Il Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano, coi colleghi di Busto Arsizio, ha arrestato l’ex eurodeputata di FI Lara Comi, amica di Berlusconi, l’ad dei supermercati Tigros Paolo Orrigoni, entrambi ai domiciliari, e il dg di Afol Metropolitana Giuseppe Zingale (in carcere).

In un filone dell’indagine ‘Mensa dei Poveri’ l’ordinanza è stata firmata dal gip Raffaella Mascarino e chiesta dai pm Silvia Bonardi, Luigi Furno e Adriano Scudieri per accuse, a vario titolo, di corruzione, finanziamento illecito e truffa.

Cospicui pagamenti per ricerche copiate dalla Casaleggio

Secondo La Stampa Lara Comi è stata anche “pronta ad approfittare del suo ruolo per ottenere cospicui pagamenti anche per lavori non esattamente scritti di suo pugno”. Come nel caso della Adt, una società che si occupa di pianificazione pubblicitari cui Lara Comi, attraverso la sua Premium Consulting, avrebbe rifilato una ricerca sull’e-commerce, che come scrivono i pm, “risulta interamente copiata dal sito della Casaleggio Associati”.

La Comi si fece pagare 7.500 euro più Iva, questo “lavoro”, oltre a una seconda consulenza nel settore del lusso per cui ricevette 9.550 euro più Iva. L’anomalia, rilevata all’epoca dai pm, è che se pur si trova traccia del bonifico, non si ha notizia però della consegna del lavoro, anche questo copiato dal sito della Casaleggio.

Un finanziamento illecito

L’esponente di Forza Italia è accusata anche di aver ricevuto un finanziamento illecito da 31.000 euro dall’industriale bresciano titolare della Omr holding e presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti.

Il versamento sarebbe stato effettuato in vista delle ultime elezioni europee e per una consulenza basata su una tesi di laurea scaricabile dal web dal titolo “Made in Italy: un brand da valorizzare e da internazionalizzare per aumentare la competitività delle piccole aziende di torrefazione di caffè”.

Nel terzo episodio (truffa aggravata al Parlamento europeo) è coinvolto anche il giornalista Andrea Aliverti, che collaborava con Comi come addetto stampa, con compenso di mille euro al mese, rimborsati dall’Europarlamento. Interrogato dai pm ha dichiarato di avere ricevuto un aumento a tremila euro, con l’obbligo di restituirne duemila a FI per pagare le spese della sede che Comi non pagava.

Di Orrigoni, infine, ex candidato sindaco di Varese, ha invece parlato l’imprenditore Pietro Tonetti. Ha raccontato che, d’intesa con lui, Orrigoni avrebbe versato l’anticipo di 50.000 euro della presunta tangente, mascherata sotto forma di incarico a uno studio di ingegneristica, per ottenere la variante di destinazione d’uso di un terreno a Gallarate su cui aprire un nuovo punto vendita Tigros.

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