Giornata mondiale contro il diabete: ancora troppe diagnosi tardive nei bambini

Dal Battistero di Firenze al Maschio Angioino a Napoli, la luce blu ricorderà al mondo l’emergenza diabete. Oggi, lunedì 14 novembre, è la giornata nazionale che celebra l’anniversario della nascita di Frederick Banting al quale viene attribuita la scoperta dell’insulina con l’aiuto di Charles Best. Lanciata nel 1992, la Giornata è un’iniziativa della Federazione internazionale del diabete (Idf) e dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) creata in risposta alla crescita esplosiva del diabete nel mondo.

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Previsti 1.200 eventi

In tutto saranno 1.200 gli eventi di prevenzione e sensibilizzazione, solo in Italia, che coinvolgeranno 500 città. Nel nostro paese si calcolano più di 3,5 milioni di persone con diabete diagnosticato (6,2% della popolazione) di cui oltre il 90% di tipo 2, un milione di persone con diabete tipo 2 non diagnosticato (1,6% della popolazione) e 3,6 milioni di persone (6,2% della popolazione) con una alterazione dei valori della glicemia tali da configurare un alto rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.

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Nel 2030 5 milioni di malati

In pratica oggi oltre il 10% della popolazione italiana ha difficoltà a mantenere sotto controllo la glicemia. E nel 2030 si prevede che le persone diagnosticate con diabete saranno 5 milioni. La maggior parte della spesa associata al diabete è dovuta al trattamento delle complicanze, di cui una delle principali è la retinopatia, che può portare alla perdita della vista.

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I problemi pediatrici

Il diabete è diventato la prima causa di cecità prevenibile nei paesi industrializzati, ricorda la società italiana di diabetologia (Sid). In Italia, poi, sono troppi i bambini con diabete di tipo 1, quello che si ha dalla nascita, che arrivano tardi alla diagnosi, con medici, genitori e insegnanti che non riconoscono i “campanelli d’allarme” della malattia, sottolinea l’associazione Diabete Italia onlus.

La salute della bocca

Ma il diabete è anche legato a doppio filo alla salute della bocca. I diabetici hanno un rischio tre volte più elevato di sviluppare un’infiammazione alle gengive o, se già ne soffrono, di vederla peggiorare, sottolinea la Società italiana di parodontologia e implantologia (Sidp). Ma serve attenzione anche nel caso contrario, quando il paziente soffre di parodontite, perché la malattia influenza il controllo e la progressione del diabete favorendo l’innalzamento della glicemia; in casi gravi può anche concorrere al suo sviluppo, perché peggiora il controllo degli zuccheri nel sangue.

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